Zambardino e il fantomatico buco di Google


Scritto il 19 dicembre 2007 alle 18:35 da Nereo  |   View blog reactions



Google col buco

Beh, non riesco a non ridere dell’ennesima dimostrazione di come esista un digital divide enorme fra una super-risicata-minoranza che comprende quali regole semplici governino la rete e i motori di ricerca e la quasi totalità della popolazione che ancora li subiscono o – peggio ancora – li percepiscono come una misteriosa entità che neanche un “bravo giornalista” può dipanare per loro.

Basta leggere l’articolo di Zambardino sul caso di Federico Calzolari che avrebbe bucato lo Zeitgeist di Google, parlando addirittura anche di come abbia compreso gli algoritmi che regolano il “page ranking”.
E tra le varie cose una ndr veramente divertente sul fatto che sia stato un “gioco matematico“.
Matematico? Forse ha guardato troppo Numb3rs :-)

Cosa ne penso io?

Beh, prima di tutto che l’applicazione è talmente poco critica per Google che non gli hanno applicato il benché minimo filtro (l’ipotesi che sia stata usata uno scriptino con una wget probabimente risponde al vero).
Johnnie ci ricorda divertenti anomalie del passato mai analizzate come il soggetto che ha fatto arrivare in classifica “traslochi trento”. Altro che Calzolari! E un anno prima.

Mi ha stupito Stefano (PS: bellissimo il logo di Natale!) che ha fatto sfegatati complimenti al ricercatore che avrebbe avuto la capacità di bucare in modo clamoroso lo Zeitgeist.
Bravo, sì. Però solo in una classifica che per Google non ha valore.
Perché se Google applicasse lo stesso metro ai risultati delle sue ricerche (e al quel page ranking a cui fa erroneamente riferimento Zambardino) metterebbe giustamente alla porta eventuali spammer in meno di qualche ora.

Al SEO di BMW non sono stati fatti altrettanti complimenti :-) Anzi, Matt Cutts ha apertamente iniziato una vera e propria “caccia all’agenzia” con tanto di rischio di gogna pubblica come è successo per l’azienda automobilistica quando è stata scoperta a cercare di ingannare gli spider di Google.

E ora Google si complimenta con Calzolari per la brillante figura e gli offre pure un impiego. Bella mossa di PR.

PS: l’immagine (un po’ dissacratoria) di sopra è stata creata da Calzolari e pubblicata nel repository del suo sito.

Technorati Tags: google, federico calzolari, zeitgeist, zambardino, seo, matematica, algoritmi



Share on FriendFeed

icona feed RSS Aggiungi il feed al tuo aggregatore!



Postato il 19 dicembre 2007 alle 18:35 all'interno della categoria Pensieri sparsi.
Puoi seguire i commenti a questa discussione sottoscrivendo il feed.
Puoi dire la tua o fare un trackback dal tuo blog.

  • vittorio zambardino

    volendo si potrebbe leggere attentamente l’articolo citato.
    si scoprirebbe che sono stato riportate le parole di calzolari che parlava di un “gioco”. E che non s’è parlato d’altro.
    Che il termine “buco” non è stato usato da chi scriveva.
    che di Google zeitgeist oggi sappiamo di più grazie a calzolari e di questo tipo di test non ne erano stati fatti, almeno in italia.
    che il pezzo – questo non è scritto, è vero ma è così – è stato fact-checked da due matematici indipendenti che sanno cos’è la matematica.
    e poi si potrebbe arrivare a capire che quando si scrive in “modo” divulgazione si allarga lo spettro dalla precisione millimetrica richiesta in un saggio scientifico accademico proprio come accade a un cannocchiale che allarga a infinito la visione e quindi perde i particolari.

    Ma tutto ciò richiede un’arte antica e importante: saper leggere il testo senza la voglia di tirarne fuori la propria conclusione.

    Concedo che in questo paese e la sua cultura dei veleni è impresa impossibile.

    Ma si può sempre tentare.

    con molti saluti

    vittorio zambardino

    Come ti sembra questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  • vittorio zambardino

    dimenticavo:
    “quel page ranking cui fa erroneamente riferimento zambardino”
    La frase era : “Ha solo partecipato a una sfida che un po’ in molte parti del mondo va avanti: quella di portare allo scoperto, di comprendere gli algoritmi che regolano il “page ranking”, le classifica di popolarità di Google”.
    E che nel mondo ci sia una gara per scoprire il page ranking lo scrivi anche te. Il punto è che quella è una coordinata-subordinata: arricchisce con un elemento estraneo all’oggetto del discorso, ed arricchisce il discorso stesso.

    Io, se volete, un corso di lettura ve lo faccio, ma costa caro.

    Come ti sembra questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  • http://www.webranking.it/ Nereo

    Innanzitutto grazie per aver dedicato un po’ di tempo a leggere il mio post e a commentarlo in modo articolato.

    Molte delle mie riflessioni andavano in effetti a colpire pensieri o frasi riportate da altri (Federico Calzolari stesso o anche Stefano Hesse che ha tirato fuori la storia del “buco”).

    La mia è stata una critica, forse troppo sprezzante, di quello che emergeva dall’articolo nel suo complesso e quindi anche (e per forza) dell’ambasciatore.

    Su Zeitgeist hai ragione: ora molto italiani lo conoscono e ne sanno di più. Spero anche che abbiano capito che è una classifica da non prendere come oro colato. Ci sono stati anche in passato un bel po’ di fake o comunque grossi sospetti di fake (Calzolari è solo l’ultimo clamoroso exploit di Zeitgeis-spamming).

    E ora due cose realmente importanti alle quali ti prego di credere visto che mi hai messo contro a diversi revisori tecnici:

    a) Non c’è matematica in quello che ha fatto Calzolari. Davvero. Ci sono una marea di smanettoni informatici non accademici che credo emuleranno questa zingarata già da gennaio (e immagino che Big G stia già dedicando qualche energia per non farsi prendere per i fondelli ora che è diventato un fenomeno di massa). Mi sembra la storia delle pietre dai cavalcavia…

    b) Calzolari non ha partecipato alla “gara” per capire come funziona il Page Rank di Google. Affatto. Sono due cose complemtamente diverse. Capire come funziona il posizionamento fra i risultati di Google è lavoro dei SEO (Search Engine Optimizer) mentre Calzolari ha semplicemente effettuato ricerche a macchina senza poter influenzare il posizionamento del suo sito ma solo inquinando i risultati di un’analisi che Google fornisce a solo scopo statistico (e di PR aggiungo io).

    E’ questo cha mi ha fatto sbottare sulla gestione e divulgazione del Calzolari-pensiero.

    Spero di essere stato utile a fare un po’ più di chiarezza.

    Come ti sembra questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  • vittorio zambardino

    Ma tu sei così sicuro di quello che ha fatto Calzolari, nel senso di conoscere ciò che precisamente ha fatto?

    Io no.

    Per due motivi: che gliel’ho personalmente chiesto almeno tre volte e non mi ha mai risposto (anche questo c’è nel pezzo). E perché gliel’ho fatto chiedere da uno dei matematici in questione, e non ha scucito niente.

    Attenzione ad un altro effetto: ti becchi l’accusa di disinformazione, sensazionalismo, cattiva informazione e ignoranza una cosa molto semplice: quando tocchi degli interessi.

    Diceva un maestro del giornalismo – e io sono d’accordo – se scrivi e tutti ti elogiano, hai sbagliato pezzo.

    Come ti sembra questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  • http://www.webranking.it/ Nereo

    Non sono sicuro di quello che ha fatto (anche se scommetterei soldi su una modalità precisa).

    Quello che so è che ha fatto un numero molto alto di ricerche in modo evidentemente automatico.

    E’ per quello che ti dico che non c’entra la matematica.

    Si tratta di conteggio delle mere ricerche effettuate dagli utenti. Il trucco è che le ha fatte “a macchina” probabilmente con un semplice programmino e (spero per G) un buon numero di proxy (leggi: macchine con IP diversi attraverso le quali fare le ricerche per simulare diversi utenti).

    Il dubbio che ho io – suffragato dalle telefonate che citi – è che in effetti non abbia molto da raccontare…

    Come ti sembra questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  • vittorio zambardino

    O forse vuol dire che racconterà quando, come e a chi sceglie lui…
    o no?

    p.s.
    Ho molti dubbi sulla tua versione “quantitativa” su come è andata la faccenda. Molti…

    Come ti sembra questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  • http://www.online-marketing.it/web-marketing/search-engine-optimization/2007/calcolo-distribuito/ Fabio Sutto

    Salve,

    IMHO la questione fondamentale è che la vera novità non è “cosa ha fatto di particolare Calzolari” ma il risalto spropositato che a questa cosa è stato dato.

    Come ho già fatto notare altrove, in passato e sempre in Italia è stato fatto ben di peggio e senza tanto clamore. E si tratta della punta di un iceberg.

    Penso che in questo caso a fare la differenza siano state la maggiore attenzione data oggi dai media a tutto ciò che è marchiato “Google” e la storia “natalizia” del povero ricercatore sottopagato e forse futuro dipendente dell’azienda “bucata”.

    Come ti sembra questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  • http://www.980km.com Johnnie Maneiro

    Non sarò di certo io, extracomunitario blogger, a dirLe come fare il suo lavoro, dal momento però che Lei si è permesso di parlare del settore in cui lavoro ormai da anni e mi creda ne capisco abbastanza, vorrei esporre la mia perplessità. Lei non ha scritto uno o due post, ma addirittura tre nel suo blog (più un articolo sulla versione cartacea) raccontando la vicenda del “genio” di Pisa senza capire e conoscere ciò che precisamente ha fatto il fisico-matematico-precario-ricercatore Calzolari? Non Le sembra strano il fatto che Calzolari non abbia voluto raccontare nulla? Lei ha visitato il sito di Calzolari prima di scrivere i post/articolo?

    Mi dispiace ma ho l’impressione che Lei abbia solo confuso i lettori di Repubblica e per di più abbia dato valore ad un fatto che “tutti” noi addetti ai lavori cataloghiamo come “pratica non lecita”. Se Lei desidera, il corso sui motori di ricerca e Informatica (Informatica, non matematica) glielo possiamo fare noi, ma costa molto caro, anzi carissimo.

    Buon lavoro a tutti.

    Come ti sembra questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  • vittorio zambardino

    Proposta cambio merci

    voi mi fate il corso sui motori di ricerca, io ve ne faccio uno di lettura.

    Avrebbe dovuto pensarci la scuola elementare, ma, come diceva un programma per analfabeti degli anni ’60, “Non è mai troppo tardi”.

    Ciao, fanciulli.

    Come ti sembra questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  • Pingback: Se questa è Repubblica…

  • http://www.totale.it/ Nereo

    Vittorio, provo a convincerti di avere ragione perché mi baso sulla mia esperienza e sulla mia formazione.

    Ti svelo una cosa che potrebbe rincuorarti: forse è solo causa dell’atavica contrapposizione che esiste fra ingegneri (categoria alla quale appartengo… sono pure informatico) e i matematici (categoria alla quale hai fatto cieco affidamento tu).

    E’ per quello che mi sento di contraddirli: non li ritengo attendibili su questo tema. Su tante altre cose sì, ovviamente… ma su questo no.

    Non mi andava di usare i titoli ma se servono per dare peso alle proprie affermazioni adesso puoi dire che un ingegnere informatico contraddice la teoria dei tuoi due matematici :-)

    Come ti sembra questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  • Pingback: Trands elettorali e lo spettro di Calzolari | Totale|il blog di Nereo Sciutto

Get Adobe Flash player