Vinciamo la classifica europea “della consapevolezza” sull’esistenza del Paid Search


Scritto il 2 marzo 2010 alle 22:57 da Nereo  |   View blog reactions



La ricerca MC DC ”Marketers & Consumers, Digital & Connected”, realizzata da InSites Consulting, è un lavoro ciclopico di analisi del mercato Internet pan-europeo, portato avanti in 16 paesi intervistando più di 32.000 persone.

Da alcuni giorni è disponibile gratuitamente solo per i soci IAB (un motivo in più per associarsi, no? :-) ).

Al suo interno c’è una parte corposa dedicata al rapporto fra i navigatori e i motori di ricerca nella quale ho trovato un dato piuttosto controtendenza.

Parlando di Keyword Advertising, ben il 28% degli utenti europei non sa che nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca sono presenti anche annunci sponsorizzati.
Ribaltando l’ottica, solo il 72% degli intervistati è conscio che esistano Paid Links fra i risultati dei motori.

Fin qui nulla di strano. Potresti ribattermi che nell’analisi sono contemplati anche paesi addirittura più meno skillati (nell’uso della Rete) rispetto all’Italia ;-) …Grecia, Polonia, Romania, Ungheria e che la conoscenza delle dinamiche della Rete sia figlia di una minor “maturità” dei mercati.
Lo pensavo anche io.

E invece no.

Prima di tutto l’Italia è il paese con la maggior consapevolezza fra tutti quelli esaminati: l’88% degli Italiani sanno della presenza di annunci pay (c’è poi da vedere quanti di loro sappiano effettivamente quali sono visto che è risaputo che gli ads premium spesso vengono scambiati per risultati naturali da molti utenti).

E i nostri cugini francesi? Si fermano incredibilmente al 63%, insieme ai tedeschi che non vanno oltre il 64% di navigatori che sanno della presenza di annunci sponsorizzati sui motori.
UK si colloca appena sotto il bel paese (86%), lasciandoci la testa di questa speciale classifica.

Roba da non credere ;-)



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Postato il 2 marzo 2010 alle 22:57 all'interno della categoria iab, Ricerche, società.
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  • http://blog.comprabanner.com/ Martino

    Come tutti credo, avrei giurato il contrario!

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  • http://twitter.com/illorenzo Illorenzo

    http://www.totale.it/vero-giornalismo-di-strada-877.html
    Taxista docet!

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  • http://blog.comprabanner.com/ Martino

    Hahaha mitico il taxista!

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  • http://www.marketing-ippogrifo.com Simone

    Finalmente siamo i primi in qualcosa :)
    Battute a parte, credo che come popolo siamo più “smaliziati” oltre che “furbi” ( nel senso a non essere fregati o a fregare il prossimo) degli altri, e questo influisce anche sulla tecnologia.
    L’Italiano è anche questo, la nostra mentalità risulta essere dominante in ogni campo.
    Alla fine penso che oltre agli utenti stessi, anche i webmaster , i seo, o chi lavora nel campo del web marketing, sia preparato più della media europea.
    Io la vedo cosi’

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  • http://www.webvivo.it Filippo

    Finalmente una notizia positiva sulle conoscenze dei navigatori Italiani, ora non sapendo le modalità precise del sondaggio è difficile dire se questo risultato è sfalsato dal tipo di campione italiano rispetto a quello di paesi come la Francia :-) ma voglio pensare positivo !

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  • Elenina

    Non per essere disfattista ma credo che siamo primi, perchè siamo ultimi nella diffusione di Internet.
    La ricerca è stata condotta su “navigatori”, e in Italia, a causa del digital divide, le persone che usano internet sono solo quelle più skillate, che hanno imparato ad usarlo per lavoro e per questo a conoscenza del Paid Search.
    Il problema vero è che più della metà degli italiani non sa nemmeno cosa sia il Search o il web…

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  • http://www.totale.it/ Nereo

    @filippo & @elenina

    Purtroppo le vostre considerazioni possono essere corrette.

    Il campione sono circa 2.000 navigatori in ogni paese ma i tassi di penetrazione (sulla popolazione) di Internet in IT, FR e DE sono ben diversi e potrebbero giustificare un discorso del tipo “se in Germania il 69% delle persone usa la rete ci saranno anche utenti con livello di conoscenza inferiore.”

    In Italia siamo al 52%. Francia al 61%, Germania 69% e UK 73%.

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  • http://www.webvivo.it Filippo

    Era quello che intendevo, quando vedo le statistiche la prima cosa a cui penso è la possibilita di “bugie statisitche”, comunque non è tutto così negativo, un utenza più esperta sicuramente “aiuterà” a far comprendere meglio il web anche alle persone che ora non lo utilizzano, poi dato il numero di truffe o comunque di raggiri online, forse è meglio avere una popolazione web più ristretta e preparata, piuttosto che una popolazione numerosa e meno “scafata”.

    Per una volta provo a vedere il bicchiere mezzo pieno per quanto riguarda il nostro paese :)

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