Una gara per il SEO? Risultato non pervenuto.


Scritto il 11 marzo 2008 alle 1:16 da Nereo  |   View blog reactions



E’ un periodo così, oppure – peggio – è un mercato così.
Sto parlando dell’Italia ovviamente… ho il serio dubbio che all’estero queste cose succedano meno di frequente.

In questi mesi sempre più aziende di “consistenti dimensioni” aprono per la prima volta gare per il SEO dei loro siti. Fin qui nulla di strano, anzi! :-)

Quello che accade ha però una fenomenologia abbastanza tipica:

  • Le gare vengono aperte a sito già in via di pubblicazione, tendenzialmente realizzato su di una piattaforma inaccessibile ai motori di ricerca per qualche scelta sciagurata (o disinformata).
  • I tempi di risposta richiesti per i progetti di SEO sono sempre limitatissimi come se bastasse uno sguardo a un listino prezzi…
  • Alla richiesta di valutare il sito in gestazione per poter fare un’analisi solitamente si ottiene in risposta uno screenshot jpg.
  • Dopo aver ricevuto le proposte dalle agenzie selezionate scatta un silenzio imbarazzante, in grado di protrarsi per mesi. La decisione non viene presa, il sito nel mentre viene pubblicato e cominciano a fluire i comunicati stampa sul cospicuo investimento banner sui portali più disparati. I centri media gongolano e il cliente è stranamente contento.
  • Alle richieste informative sugli esiti di gara, il cliente risponde imbarazzato che le valutazioni sono ancora in corso. E lo resteranno per molto.
    Il fornitore non viene scelto e la gara finisce in freezer senza esito.

Questo modus operandi comincia a verificarsi un po’ troppo di frequente in questi ultimi mesi.

Ma cosa succede sulle scrivanie dei decisori?

Le risposte che posso abbozzare, sulle quali mi piacerebbe avere anche il tuo contributo, sono:

  1. Si tratta forse di sottovalutazione consistente del valore del SEO (in termini di investimento)?
    Ci si accorge che oramai neanche la più sprovveduta agenzia di SEO propone la panacea di ogni grande-azienda-col-sito-inaccessibile: la batteria di doorway fatte a macchina, linkate di nascosto e a basso costo. Si pensa di risolvere tutto con le briciole del budget rimaste da sanguinose DEM e pianificazioni Banner ma le offerte che si ricevono smentiscono questa idea.
  2. Oppure è una sottovalutazione - ancora più consistente – dell’impatto tecnologico del SEO?
    In parole più semplici: il SEO è l’unica strategia pubblicitaria che impatta sull’oggetto da promuovere. Si pensa che sia un’attività esterna e quando il marketing viene a sapere dell’impatto sull’IT scattano i mal di testa? Scoprire che il CMS appena scelto va modificato, che bisogna rimettere mano al sito dopo due giorni dalla pubblicazione ecc. ecc. convince a non andare avanti.

In altre parole, IMHO, si fa una gara per comprare qualcosa ma, alla riprova dei fatti, non si sa cosa sia questo “qualcosa”. E quando lo si scopre è troppo tardi.

I dati sui ritorni del SEO e un po’ di consapevolezza generale sull’importanza dei motori fanno aprire le gare di SEO ma una diffusa mancanza di informazione su cosa sia questo SEO a volte impedisce che si chiudano.

Cosa ne pensi?



Share on FriendFeed

icona feed RSS Aggiungi il feed al tuo aggregatore!



Postato il 11 marzo 2008 alle 1:16 all'interno della categoria SEO.
Puoi seguire i commenti a questa discussione sottoscrivendo il feed.
Puoi dire la tua o fare un trackback dal tuo blog.

  • http://www.immaginemarketing.com/dblog F@bri

    Personalmente credo che le aziende italiane ancora non abbiano capito che la “partita” oggi si gioca on-line.
    Come dici tu fanno filtro sul prezzo, tant’è vero che quando presento le offerte vedo sempre l’interlocutore cercare frettolosamente la pagina in cui sono riportati i costi senza approfondire la descrizione del servizio, i vincoli, le garanzie.
    Nella mia area, Torino, il problema è grande: spesso ci si ritrova a parlare con aziende di fama nazionale ed internazionale che nel momento in cui devono decidersi spariscono, puf!
    Le stesse aziende poi spendono parecchie migliaia di euro in campagne televisive non supportate on-line, cercando i prodotti l’azienda è invisibile nei motori.
    Prima o poi cambierà il vento?

    Come ti sembra questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  • http://blog.achille.name/ Sante

    Ciao ragazzi,
    le considerazioni di Nereo sono un evento quotidiano per chi lavora in questo settore e, come giustamente sottolinea e descrive alla perfezione, si nota una inerzia che secondo me non è dovuta alla mancata percezione che la partita si gioca online, bensì dovuto al fatto che qui da noi permane una percezione completamente sbagliata del Search Organico: Girano ancora troppi pseudo consulenti, esperti, e rappresentanti di “altra estrazione” che seminano informazioni sbagliate diffondendo una cultura del posizionamento alla pizza e fichi …

    In sostanza e per essere espliciti qui da noi al tavolo della progettazione e della comunicazione aziendale siedono rappresentanti di centri media e comunicatori “tradizioinali” che non conoscono o fanno finta di non conoscere le problematiche del search organico – non ci vuole uno scienziato per capire il perché …

    Ed allora mio caro, quando presenti il conto di un posizionamento organico, con gli impatti su un sito già esistente, ed hai tutti che remano contro, l’esito è scontato.

    E purtroppo come hai messo in evidenza non basta mettersi a tavolino con una birra (o buon bicchiere di vino) in mano per fare un progetto offerta – sono giornate di lavoro ed analisi che non paga nessuno …

    Grazie per questo post che mi fa sentire meno solo e meno stupido, quando mi parlo (purtroppo sempre più spesso) mi chiedo se sono io oppure c’è qualcosa di strano qui da noi – fuori lo so com’è la situazione.

    Come ti sembra questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

  • http://marketingarena.it Giorgio

    Io tendo ad avere sempre molto rispetto per il lavoro degli altri ed in questo caso la verità purtroppo è una sola, in azienda qualcuno percepisce per caso che i motori di ricerca sono importanti (o addirittura ha paura che il capo non trovi l’azienda su google) e allora comincia a darsi da fare. Aziende da 10 milioni di euro (che per l’Italia sono più medie che piccole) affidano al webmaster interno (stagista figlio della zia del padrone..quindi cugino?) la gestione dei dati (IT), del sito (web agency), del crm + erp (software house) e del seo (seo agency), questo personaggio che non è superman se va bene fa la cosa per passione quando finisce di studiare.. non c’è poi da stupirsi se il mercato vive uno squilibrio incredibile, mobilifici che da anni vengono portati come casi virtuosi (6 dipendenti, 3 siti, un blog, facebook, space etc..) e multinazionali incredibilmente assenti. Per vedere il bicchiere mezzo pieno parliamo di creatività e pmi virtuose, in realtà c’è da mettersi le mani nei capelli e chiedersi se prima o poi la maggioranza ritardataria salirà sul treno del seo

    Come ti sembra questo commento? Thumb up 0 Thumb down 0

Get Adobe Flash player