Una gara per il SEO? Risultato non pervenuto.
E’ un periodo così, oppure – peggio – è un mercato così.
Sto parlando dell’Italia ovviamente… ho il serio dubbio che all’estero queste cose succedano meno di frequente.
In questi mesi sempre più aziende di “consistenti dimensioni” aprono per la prima volta gare per il SEO dei loro siti. Fin qui nulla di strano, anzi!
Quello che accade ha però una fenomenologia abbastanza tipica:
- Le gare vengono aperte a sito già in via di pubblicazione, tendenzialmente realizzato su di una piattaforma inaccessibile ai motori di ricerca per qualche scelta sciagurata (o disinformata).
- I tempi di risposta richiesti per i progetti di SEO sono sempre limitatissimi come se bastasse uno sguardo a un listino prezzi…
- Alla richiesta di valutare il sito in gestazione per poter fare un’analisi solitamente si ottiene in risposta uno screenshot jpg.
- Dopo aver ricevuto le proposte dalle agenzie selezionate scatta un silenzio imbarazzante, in grado di protrarsi per mesi. La decisione non viene presa, il sito nel mentre viene pubblicato e cominciano a fluire i comunicati stampa sul cospicuo investimento banner sui portali più disparati. I centri media gongolano e il cliente è stranamente contento.
- Alle richieste informative sugli esiti di gara, il cliente risponde imbarazzato che le valutazioni sono ancora in corso. E lo resteranno per molto.
Il fornitore non viene scelto e la gara finisce in freezer senza esito.
Questo modus operandi comincia a verificarsi un po’ troppo di frequente in questi ultimi mesi.
Ma cosa succede sulle scrivanie dei decisori?
Le risposte che posso abbozzare, sulle quali mi piacerebbe avere anche il tuo contributo, sono:
- Si tratta forse di sottovalutazione consistente del valore del SEO (in termini di investimento)?
Ci si accorge che oramai neanche la più sprovveduta agenzia di SEO propone la panacea di ogni grande-azienda-col-sito-inaccessibile: la batteria di doorway fatte a macchina, linkate di nascosto e a basso costo. Si pensa di risolvere tutto con le briciole del budget rimaste da sanguinose DEM e pianificazioni Banner ma le offerte che si ricevono smentiscono questa idea. - Oppure è una sottovalutazione - ancora più consistente – dell’impatto tecnologico del SEO?
In parole più semplici: il SEO è l’unica strategia pubblicitaria che impatta sull’oggetto da promuovere. Si pensa che sia un’attività esterna e quando il marketing viene a sapere dell’impatto sull’IT scattano i mal di testa? Scoprire che il CMS appena scelto va modificato, che bisogna rimettere mano al sito dopo due giorni dalla pubblicazione ecc. ecc. convince a non andare avanti.
In altre parole, IMHO, si fa una gara per comprare qualcosa ma, alla riprova dei fatti, non si sa cosa sia questo “qualcosa”. E quando lo si scopre è troppo tardi.
I dati sui ritorni del SEO e un po’ di consapevolezza generale sull’importanza dei motori fanno aprire le gare di SEO ma una diffusa mancanza di informazione su cosa sia questo SEO a volte impedisce che si chiudano.
Cosa ne pensi?