Un cappotto per Yahoo! pur di rimanere indipendente (forse)

La notizia di oggi sull’accordo fra Yahoo! e Google è un di quelle che ti aspetti ma che speri di non ricevere mai.
I termini sono questi: Yahoo! non ha ceduto all’offerta di Microsoft mentre ha stretto un accordo di 4+6 anni con Google – con cospicua penale per il recesso di Y! – per fornire gli annunci pubblicitari di Big G sia sul proprio motore (e penso anche sui collegati) che sulla propria rete di contenuti (non piccola).
Per i profani: un click originato su un annuncio fornito da Google in una pagina di Yahoo! genererà una quota percentuale di revenue per Yahoo! sul guadagno di Google.
I termini di questa spartizione non sono stati resi pubblici ma un esempio con dati di fantasia si può fate: fatto 100 il valore che un advertiser paga, 30 rimarranno a Yahoo! e 70 andranno a Google (ricordo che i dati sono di fantasia).
Questo cosa significa?
Che ogni euro che entra nelle casse di Yahoo! porterà a un guadagno (probabilmente superiore) per il suo competitor n. 1 impedendo sviluppi concorrenziali di ampio respiro.
Cosa ha fatto Google per poter affermare (come fa sul suo blog) che non sta rimuovendo un competitor dal mercato e che Internet è ancora un ambiente competitivo?
Non c’è esclusiva e Yahoo! potrà firmare accordi con altri player… ma quali?
Yahoo! sarà libera di integrare gli annunci di Google come vuole, dandogli più o meno rilevanza rispetto ai propri… ma una volta valutata la redditività come potrà scegliere contro il proprio interesse economico (di breve periodo)?
L’accordo, sempre secondo
L’accordo sarà valido solo in USA e Canada dove la quota di mercato di Yahoo! è ancora solida mentre resta escluso il mercato europeo (fra gli altri) dove Google ha raggiunto una search share dell’87% in UK e percentuali superiori al 90% in quasi tutti gli altri paesi, Italia compresa.
Su questo scenario la battaglia sta già assumendo la forma di un cappotto.
La scelta di Yahoo! sembra quella di chi ha deciso di abbandonare il mercato del Search per mantenere indipendente – e in vita – l’azienda nel suo complesso.
La cosa francamente incredibile è che un mercato consolidato e stabilmente in crescita come quello del Search (una vera vacca grassa) negli anni sia stato completamente canibalizzato senza investimenti di medio periodo da parte dei player concorrenti di Google.
Qualcuno nomina l’antitrust europeo… e, se permetti, mi sfugge una risata.
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Sull’argomento, segnalo il bell’approfondimento di Vittorio Zambardino che riprende il TechCrunch-pensiero.
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