Squilibri del mercato SEO italiano


Scritto il 4 aprile 2008 alle 17:43 da Nereo  |   View blog reactions



Il mercato del SEO nel nostro paese è ben strano.
I dati che ci arrivano sono spesso squilibrati a seconda dell’angolazione dalla quale li si guardi.

Eccoti un esempio.

Siamo tutti d’accordo che la crescita quantitativa sia eccezionale e costante da almeno due anni.

Allora, come spiegare questo grafico preso dalla Survey sullo stato dell’industria del SEO realizzata da SEOmoz di cui ho ricevuto i risultati in questi giorni?

Questa è la distribuzione delle retribuzioni (lorde) dei SEO nei diversi paesi che maggiormente hanno risposto alla survey:

Stipendi SEO nei diversi paesi del mondo

Com’è che assomigliamo così tanto all’India?

E com’è che il 50% degli addetti SEO italiani dichiarano meno di 30.000 $ lordi? …circa 19.000 € lordi? Ribadisco: lordi.

Va detto (e c’è anche nella ricerca) che andrebbe valutato il potere di acquisto del denaro nei diversi paesi… ma normalizzando tutto in dollari (e con il cambio vantaggiosissimo che abbiamo ora) questa è una fotografia molto scura dello stato dell’industria del SEO in Italia… o almeno del “dietro le quinte”.

Provo ad abbozzare delle risposte.

A caldo, ti direi che è tutto dovuto a una grandissima frammentazione nelle agenzie (che troppo spesso sono costrette a rimanere singoli professionisti) causata dai micro-investimento che le aziende destinano oggi – mediamente - al SEO. I grossi investitori si stanno muovendo ma il mercato resta ancora grandemente frammentato.
Le agenzie nascono (un po’ troppo spesso si scindono) e non si sviluppano …e di conseguenza non lo possono fare le retribuzioni del loro personale.

A riprova della teoria sulla domanda italiana tutt’altro che matura c’è, ad esempio, il fallimento del Search Engine Strategies 2008 di Milano che è appena stato spostato a data da destinarsi presumo per carenza di pre-iscrizioni.

Va bene che le agenzie che operano in Italia siano costrette a lavorare (e a tentare di crescere) in un paese che rappresenta il peggior ambiente possibile per il numero dei vincoli, delle gabelle e dell’immobilismo riscontrabile. Senza andare a parlare del tradizionale clientelismo – peculiare dell’Italia – alla base di molte decisioni sulla selezione dei fornitori… sia nel pubblico che nel privato.

Però questo non basta: nonostante la difficile situazione, diverse agenzie italiane sono riuscite a crescere sia in dimensione che in qualità del loro lavoro :-)
Ma molto probabilmente sono troppo poche

Io provo a darmi delle risposte… ma non sono assolutamente sicuro di aver capito cosa stia succedendo.
Per questo mi interessa molto il tuo contributo.

Secondo te, a cosa può essere dovuto?

Link: SEOmoz SEO Industry Survey 2008


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Postato il 4 aprile 2008 alle 17:43 all'interno della categoria SEO.
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  • http://www.yoyoformazione.it fradefra

    Beh, io una conferma posso darla.
    Il 90% degli iscritti ai nostri corsi arriva spesso l’ultima settimana prima dell’avvio dello stesso, nonostante le molte promozioni in atto per iscriversi prima.
    Un paio di volte siamo stati costretti ad annullare un corso per mancanza di iscritti e trovandoci poi le richieste due giorni prima di quella che sarebbe stata la data ed ovviamente dovendo a quel punto rifiutare.

    A volte mi pare che in Italia non si voglia pianificare, che ci sia paura di decidere, che la fretta e le tante cose da fare facciano perdere di vista il fatto che proprio quando c’è molto da fare, occorre perdere tempo e pianificare !!

    Stiamo pensando, infatti, di individuare una nostra sede dove programmare i corsi poco richiesti, per far sì di poterli tenere anche con un solo allievo, senza costi aggiuntivi che il docente. Questo faciliterebbe molte cose.

    Per quanto riguarda la tua domanda, temo che la risposta sia però nel modo in cui in Italia operiamo e sia vera in molti settori.

    Per quanto mi riguarda, conosco persone che offrono la loro competenza svendendola. Si giustificano dicendo che diversamente non avrebbero lavoro, per me non è così. Secondo me molti sono insicuri, di sé stessi prima di tutto. Sanno di avere poca esperienza, abbassano il costo anche per ridurre i rischi. Solo che così danneggiano tutta la categoria.

    Io lotto da tempo contro ciò, da quando ero uno dei responsabili di Daup e di Popularity dopo, ma anche in tutti gli altri settori in cui ho lavorato. Gratis non faccio nulla. Sconto sì (ma non troppo), ma niente altro.
    Anzi, ultimamente persino per il primo incontro chiarisco che farò una fattura. Niente attività commerciale. Chi ha necessità, paghi.

    Lo so, posso sembrare antipatico ed eccessivo, ma non voglio essere tra quelli dei 19 mila lordi :p

    Quattro parole, però, andrebbero dette anche alle aziende del settore. Non nascondiamo il fatto che molti pagano un SEO con la stessa paga della centralinista (e non della segretaria di alta direzione, ma proprio della centralinista).
    Perché lo fanno? Beh, perché forse se lo possono permettere, vista la domanda (di lavoro). Poi non si stupiscano, però, se loro come aziende vengono considerate dalle aziende degli altri settori come se fossero “nulla”, un fornitore di contorno di cui ci si può liberare in qualunque momento.

    D’altro canto, che si aspetta un’azienda (del nostro settore) quando manda come capo progetto un giovane di 25 anni?
    In tutti i settori, capo o responsabile significa aver lavorato 10 anni. Nel nostro, si è capo o responsabile dopo due anni ed a volte dopo uno. Che pensano le altre aziende? Beh, se ci vuol così poco e si può essere esperti a 25 anni, vuol dire che poi non deve essere nulla di difficile, complesso e strategico…

    Per dirla tutta, io dei miei 47 anni vado orgogliosissimo e nelle aziende mi sono sempre serviti…

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  • http://blog.achille.name/ Sante

    Non posso fare altro che aderire alle considerazioni di Francesco che mette a nudo un modus operandi alla pizza e fichi tutto italiano:

    Tiremo a campà e chi se ne frega, tanto un modo per uscirne lo si troverà.

    Aggiungo solo una considerazione da italiano bastardo, vale a dire con più anime e con esperienze di cultura e vita vissuta diverse: la dobbiamo smettere di denigrare e sputtanare tutto ciò che si fa qui da noi.

    Non si è fatto altro che parlare male e poi ancora male degli eventi SES 2006 e 2007 – i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Non che i SES siano stati il massimo della vita, ma è pur vero che in Francia non è che le cose siano andate poi tanto diversamente.

    Aggiungo che le conferenze sono un momento di networking e di confronto – non è che ti fanno una trasfusione e diventi esperto del settore, ma questo pretende la gente.

    Non è una questione di settore è così per tutti i settori a partire dall’informatica dove il servizio reso per configurare un PC è del tutto ignorato, per arrivare al settore della consulenza di nicchia come la nostra, ma sono convinto che, a meno che il mondo non ci caschi sulla testa, le cose cambieranno radicalmente perché vedo segni di maturazione del mercato.

    Insomma quatrà (come si dice da queste parti) è ora di smetterla di piangerci addosso, bisogna lavorare e lavorare molto per riprenderci da questo momento perenne di stallo che affligge tutta la società.

    Ed ultima cosa dice bene Francesco quando si rifiuta di concedersi per 4 soldi – se vuoi esperienza, affidabilità e professionalità la devi pagare in qualunque settore, anche nel nostro

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  • http://www.webranking.it/ Nereo

    Grazie a entrambi per i vostri contributi.
    In effetti addentrandosi nella “sindrome da sito web” (leggi: c’è sempre un cantinaro che offre nominalmente la stessa cosa a un terzo del prezzo) emergono altre considerazioni.

    Ma la responsabilità dove sta maggiormente secondo voi?
    Sul lato della domanda o su quello dell’offerta?

    E per finire, come è possibile che in Italia le agenzie “top” (perdonatemi termine e semplificazione) stiano calando invece di aumentare?

    Nota a margine: avevo scritto il post di getto dopo aver letto la ricerca di SEOmoz ma ho impiegato due giorni per decidermi a pubblicarlo. Con WebRanking vedo una realtà diversa e forse dovrei limitarmi a parlare di quello che conosco. Ma non ce l’ho fatta a non fare le pulci a un settore che dovrebbe presentarsi ed edificarsi su basi radicalmente diverse visti i numeri che girano (e qui nasce la prima grossa contraddizione).

    PS: Sante, il SES è un discorso a parte. Non c’era affatto bisogno di parlarne male per farlo posticipare. E’ il modello di business che è sbagliato per il mercato italiano.

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  • http://www.yoyoformazione.it fradefra

    Per “calando” intendi i prezzi o che diminuisce il numero delle Top?

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  • http://www.totale.it/ Nereo

    No, non sto parlando di prezzi :-)

    Ho la sensazione che più di vedere agenzie “medie” consolidarsi diventando “grandi” (per quando lo si possa essere in Italia) si verifichi invece – e troppo spesso – un fenomeno opposto.
    Qualche sgretolamento, un po’ troppe diaspore e un’atavica difficoltà a consolidarsi in modo realmente strutturato.

    Fra, è un’impressione solo mia?

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  • http://www.yoyoformazione.it fradefra

    No, non è un’impressione solo tua. La ho anche io e la hanno diverse delle persone con cui chiacchiero abitualmente.

    Credo che sia difficile capire perché, dato che le dinamiche del mondo economico sono veramente come le correnti di un mare aperto. Azzardo qualche ipotesi.

    1) Il SEM/SEO sta diventando strategico, ma questo implica la necessità di professionalità che non possono stare in una sola persona. Le aziende devono per forza diventare più grandi, per assorbire il costo di figure diverse che in piccole aziende non avrebbero senso. Questo però porta le aziende più piccole a sparire o ad essere fagocitate.

    2) Il SEM/SEO ha sempre meno senso visto come progetto a sé. Vale solo per clienti per cui Internet non è strategico. Questo fa sì che debba rientrare in progetto complessivi, quindi che diventi materia (anche se in sub-appalto) di fornitori a 360 gradi (Comunicazione e Marketing come minimo).

    3) La difficoltà di gestire progetti di una certa complessità, mette in crisi le piccole aziende che non hanno Project Manager di polso ed esperienza. Finché restiamo sui progetti di tre quattro mesi ok, ma quando si va a progetti di un anno, le difficoltà si fanno enormi per chi non ha l’abitudine e la struttura adatta al Project Management. Queste aziende si trovano presto a dover risolvere problemi di coordinamento risorse, di cash flow, di gestione del rischio, cui non sono abituate perché sinora i progetti SEM/SEO sono sempre stati piccoli (come tempi, dispendio e risorse allocate). Queste aziende alla fine si schiantano, si sgretolano, decidono di passare a cose più semplici e meno rischiose.

    4) Il SEO sta morendo o per lo meno muore quando è visto senza l’occhio all’obiettivo del cliente, senza essere inserito in un processo di Marketing o Commerciale. Il problema è che il fornitore fatica a trovare persone con competenze SEO e che al tempo stesso abbiano l’esperienza di vita aziendale che gli consenta di capire cosa è meglio per un’azienda, al di là della chiave al primo posto. E si ritorna a bomba, ovvero all’incapacità di gestire progetti di un certo tipo.

    Mi fermo, ma credo che di motivi ce ne siano anche altri. Lascio la palla a chi vuol continuare :)

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  • Pingback: Quanto quadagna un SEO in Italia?

  • http://www.seotopic.com Fabrizio Ventre

    Chi ha le possibilità si sposta e fa da solo.

    Internet è accessibile a tutti; non servono grandi capitali, basta un’idea, a volte anche strampalata per avere almeno un buon riscontro, anche economico.

    Ok che da solo non avrò mai la possibilità di gestire la Fiat, ma produrre 100 e avere in tasca 0,5 quando gira bene… non mi va proprio.

    Io guadagnavo 800-900 euro al mese. Oggi li prendo in un giorno di lavoro normale…

    Vedete un pò voi se conviene essere dipendenti o fare da soli…

    Se al tempo avessi guadagnato 2000-2500 euro al mese forse oggi sarei ancora dipendente di qualcuno….

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  • http://www.totale.it/ Nereo

    Fabrizio,
    innanzitutto complimenti se riesci a guadagnare 8/900 € ogni giorno… però non puoi pensare che sia così per tutti, anzi.
    E probabilmente stai fai facendo tante cose come ad esempio l’editore di tuoi siti e non semplicemente il SEO.

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  • http://www.espertoseo.it espertoseo

    seomoz non è la bibbia. io passo molto più tempo a fare test e a studiare, che a cercare informazioni in giro da chi vuole solo visibilità, e onestamente lo consiglio a tutti

    Bacionissimi :)

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  • Pingback:   Quanto guadagna un SEO in Italia? by Mondo Informatico

  • http://blog.evoluzionetelematica.it Sergio

    Sottoscrivo quello che avete detto, penso però che se le agenzie “sufficientemente” strutturate hanno (abbiamo) una colpa è quella di non avere delle “tariffe pubbliche”.
    Non prendetemi per uno che ama le “corporazioni”, il mercato (quelli maturi) deve regolare da solo queste cose, ma le tariffe base di un avvocato uno le conosce…

    Tre considerazioni:
    1) diversi clienti non hanno la minima idea di quanto può costargli un progetto SEM (SEO o PPC)
    2) diversi clienti non sanno distinguere (una proposta da un’altra, un’agenzia da un cantinaro…)
    3) una sola agenzia non può educare tutte le aziende di una città, una provincia, una regione o così via

    Ritengo che se vogliamo (e dobbiamo farlo) aumentare la consapevolezza del nostro “mercato” non possiamo continuare a pensare “Dio per tutti e ognuno per sé”.
    Dovremmo agire in modo più strutturato e trasparente.

    Vaneggio?
    Un saluto a tutti.

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  • http://www.espertoseo.it espertoseo

    Totalmente d’accordo con Sergio :)

    Dal conto mio, ho iniziato a testare un modo semplicissimo e veloce per calcolare le tariffe del posizionamento. Sono pronto a parlarne con chiunque sia disponibile a creare un listino nazionale

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  • http://www.seotopic.com Fabrizio Ventre

    ma per favore… ma quali tariffe pubbliche…
    si scrivono miliardi di post contro la casta e il corporativismo italico, poi ci manca solo che facciamo l’albo dei Seo e le tariffe obbligatorie.

    se non siete capaci di farvi valere a livello contrattuale o commerciale è un problema vostro personale… evitate di mettere in mezzo problemi di carattere settoriale che dal punto di vista economico c’è ne sono davvero pochi su questo settore.

    La cosa invece preoccupante è l’atteggiamento della maggior parte delle aziende/freelance, cosa che ho visto di persona in tanti anni di lavoro; gente disposta a vendere a 10 centesimi pur di avere il contratto in mano.

    E pensare che “l’importante è iniziare che poi il cliente lo portiamo a regime” non funziona, perchè il cliente preso per 10 centesimi 9 volte su 10 resta a 10 centesimi tutta la vita….

    Se sapete fare il vostro lavoro, le occasioni e le opportunità non mancano…

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  • http://www.espertoseo.it espertoseo

    ma di chi parli scusa! io non ho problemi a farmi vale visto che sono posizionato benissimo e il lavoro non mi manca. Lavoro per una spa quindi sono tutt’altro che un freelance, e i nostri prezzi sono altissimi e non decine di cent. Stai attento a come ti rivolgi e documentati prima di scrivere stupidagini. se ho scritto certe cose era solo per cercare di essere collaborativo, ma questa è l’ennesima occasione in cui dimostriamo di essere un paese sotto-sviluppato come del resto in altri settori. esco dalla discussione perchè purtroppo è impossibile avere scambi di livello

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  • Pingback: E’ necessario fissare degli standard per la certificazione dei SEO? « Web Marketing News

  • IOLavoravoPerUnaSpA

    …e ti assicuro, caro il mio “esperto”, che ERANO, e SONO RIMASTI: i 4 COGLIONI PRESUNTUOSI di SEMPRE.

    Lavorare per una SpA, NON ti fa diventare “importante” agli occhi di chi ti legge ;-)

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  • http://seolo.blogspot.com Seolo

    Il mondo Seo è sicuramente molto affascinante, è una professione che ha dalla sua il fatto di vivere il lavoro come un contest, da stimoli, suscità curiositò e quando il risultato si raggiunge è una bella soddisfazione.
    Per questo motivo, mi ci stò avvicinando pian piano, ho un contratto di freelance con un casa editoriale per spingere il loro sito web.
    Il soldi ci sono, vengono investiti a risultati (la politica di Adwords non è da escludere come “modus pagandi!”… )

    Attualmente i risultati stanno diventando evidenti, con buona soddisfazione mia e del cliente.

    Il riscontro economico è proporzionato al successo del proprio lavoro.

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  • Pingback: SEO x SEO con Davide Pozzi | Posting IT

  • http://igornardo.eu/ Igor Nardo

    La mia esperienza professionale, dall’analisi fatta dai miei colleghi, vede comunque un sensibile aumento di attenzione da parte dei clienti già acquisiti verso gli investimenti in ambito SEO.
    Per quanto indietro spero che questa crescita non sia un boom temporaneo, ma un apresa di coscenza delle persone sul fatto che esistono persone che fanno anche questo.
    Purtroppo, al momento attuale, credo che la maggiore svalutazione e discriminazione per questo lavoro, rispetto ad un programmatore o ad un designer, è che le attività svolte sono così complesse ed articolate che chi non ci è dento non le può immaginare, e si passa per quelli che “stanno a grattarsi, navigano in internet e fanno spendere soldi per niente”.
    Grazie a dio nella mia azienda non è così, anzi sono tutti costantemente impegnati per tenersi al passo anche in settori non di loro competenza, ma con i miei clienti personali la diffidenza verso questo tipo di spese è sempre stata, e rimane, troppo alta.
    A parte quelli che mi chiedono di comparire al primo posto per “cd” con 200 € :)

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  • http://www.uffiliates.com Gooditaly

    Ciao a Tutti,
    stiamo cercando degli esperti SEO per promuovere i nostri prodotti anche se molti sono trascinati dalla etica e magari non desiderano promuovere il gambling. Penso che questa sia una grande opportunità. inoltre a breve avremo un sito italiano con licenza AAMS che disporrà di un proprio programma di affiliazione. se qualcuno puo essere interessato gradirei essere contattato.
    Ciao
    Gooditaly@hotmail.com

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