Spamming creativo

Oggi, come probabilmente molti di voi, sono stato spammato in modo piuttosto creativo da un’agenzia di comunicazione e marketing che promuove un ristorante napoletano.
Mi prendo una pausa dal lavoro per un commento da vecchia zia.
Dato che la mail è arrivata da un indirizzo esplicativo (proprio dall’indirizzo info@ dell’agenzia) è piuttosto facile andarsi a vedere qual è l’azienda di consulenza che sta inviando le mail e mi stupisco di trovarmi di fronte a una struttura evoluta, apparentemente “grande” e non al prevedibile solito cantinaro inesperto.
Quello che mi ha colpito è l’uso creativo del messaggio sulla privacy che c’è in fondo:
Se aveste ricevuto questa e-mail per errore, ci scusiamo per l’accaduto e Vi invitiamo cortesemente a darcene notizia e a distruggere il messaggio ricevuto.
Vi ricordiamo che la diffusione, l’utilizzo e/o la conservazione dei dati ricevuti per errore costituiscono violazioni alle disposizioni del Decreto legislativo n. 196/2003 – “Codice in materia di protezione dei dati personali”.
No, beh, non mi spiegano come mai hanno spammato tutti gli indirizzi web recuperati dal sito di WebRanking compreso job@ (!) ma mi dicono che se per caso ho ricevuto la mail per errore (argh!) potrei violare la legge se mi rimane in Outlook o se per caso la inoltro a un amico?
Allora anche questo post che sto scrivendo sarebbe in spregio alla legge?
Alcuni consigli in ordine sparso all’agenzia:
- Dichiarate apertamente di avere 25 milioni (dico venticinque milioni) di indirizzi di aziende nel vostro data base (come scritto sul sito) mi spiegate come li avete recuperati? O almeno come avete recuperato i nostri?
- Avete scritto di tutto in calce alla mail, persino in inglese, ma non mi dite chi sta trattando i dati e come fare un opt-out.
- Come fate a scrivere che distribuirete le e-mail a una utenza mirata e distribuita territorialmente se poi avrete mandato un numero in doppia cifra di e-mail solo a noi che – cosa non trascurabile – siamo a Reggio Emilia ad almeno 600 km dal ristorante in questione?
- E per finire: non avete inserito nella mail nessun codice di tracciamento dell’apertura e di conteggio dei click. Al cliente non riuscite a dire quante e-mail sono state almeno ricevute e quanti accessi al sito ha ottenuto da questo spamming.
Potrebbe essere perché non volete rendicontare i risultati di una campagna di questo tipo ma il dubbio che semplicemente non conosciate gli strumenti per farlo non mi abbandona
…e uno al cliente:
- Considerato che l’agenzia si fa pagare per ogni mail inviata, quanto state buttando alle ortiche anche solo con la vagonata di mail che abbiamo ricevuto noi stamattina? (vedi punto 3 dei consigli all’agenzia)