Sono in sciopero. Ha riaperto l’industria del calcio.


Scritto il 27 agosto 2007 alle 20:49 da Nereo  |   View blog reactions



Serie A TIM

Sfogo di fine agosto. :-)


Da qualche anno sono in sciopero dal calcio.
Suonerà impopolare per alcuni o snob per altri. Però sono stato – e dallo scorso fine settimana sono di nuovo – in sciopero.Purtroppo il calcio è un’industria malsana, resa tale dal sistema che è gestito come fosse un italico oppio dei popoli.
Oramai non c’è più la certezza del gesto atletico, della vittoria meritata e incontestabile.

Cosa faccio allora? Mi gusto il cinismo degli sport americani, dove – suonerà strano – il più forte vince.
Per quanto pompato, crudo, impietoso possa essere lo sport americano, il più forte vince.
Stiamo parlando di un sistema sportivo che accetta anche le punizioni per chi sbaglia, persino fuori dal campo (qualcuno conosce Michael Vick?).

Sono in sciopero e quindi ho delle rivendicazioni sindacali. :-)
Lo so, lo so… Matarrese se ne frega del fatto che non abbia pagato il canone per Sky o che non parli di calcio con gli amici.
Però almeno uno sfogo me lo voglio proprio concedere.

Chiedo solamente quello che c’è nei campionati USA:

Oriano Ferrari

1) Il salary cap per evitare di acquistare giocatori solo per toglierli ad altre squadre e poi mandarli a smaltire la sbronza durante il carnevale di Rio. Almeno avremmo un po’ meno “sboroni” (per dirla alla Oriano Ferrari, vedi contributo a destra).

2) La divisione equa fra tutte le squadre degli introiti delle partite. Negli Stati Uniti sanno che se vuoi un campionato divertente devi concedere a tutte le squadre di crescere, nell’interesse dello spettacolo e non solo delle solite tre squadrette di casa nostra.
Loro dividono. Parti uguali.

3) Un regolamento oggettivo che non sia da interpretare.

4) Ogni forma possibile di instant replay (la moviola). Gli arbitri devono smetterla di potersi difendere dietro l’errore umano.

5) Più arbitri e più controlli. Il calcio professionistico è lo sport come meno controllo in campo che sia mai stato concepito. Gioco un campionato amatoriale di calcio a 5 e ho sempre due arbitri. Non è che in Serie A si meritano qualcosina in più?

Purtroppo non è praticabile il fantastico meccanismo alla base dei draft dei rookie universitari che favorisce le squadre in ordine inverso di classifica. Ma mi posso accontentare di quanto ho già scritto.

Ora non venirmi a dire che negli USA lo sport è poco competitivo. Lo è molto più che a casa nostra.

Però al primo posto c’è sempre la ricerca dello spettacolo e il divertimento di chi guarda le partite e segue un campionato.

Qualche crumiro vuole dire la sua? ;-)

PS: Ah, meno male che domenica inizia l’NFL.

Technorati Tags: sport, calcio, serie a, nfl, vick, salary cap, moviola, arbitri, regole



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Postato il 27 agosto 2007 alle 20:49 all'interno della categoria Pensieri sparsi.
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  • http://www.searchadvertising.it/marketingblog/ Andrea

    Tutto giusto Nereo. Tutto giusto. Ma ti riferisci al calcio o alla politica? Perchè la causa di tutti i mali (e il calcio è quello minore) è sempre la stessa.
    Se lo sport in USA è molto competitivo al suo interno, non mi fodero gli occhi notando che al suo esterno la nazione a stelle e strisce se ne frega di utilizzare regole del gioco uguali per tutti (e parlo di sviluppo, diritti umani, democrazia).
    Per cui non mi lamento della serie A, che non è altro che lo specchio della nostra misera società italiana, ma di chi la acconsente o peggio la crea.
    Con loro si che sono in sciopero. L’8 settembre…

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  • http://www.webranking.it/ Nereo

    Andrea, mi limito a un esame sportivo altrimenti non ne usciamo più :-)

    E’ ovvio che ogni paese ha la qualità dello sport che si merita, anche in funzione della società di cui è una delle espressioni.

    Nel paragone che fai tu va detto che anche il senso nazionale (paese, bandiera, ideali) è terribilmente diverso fra i due paesi.

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