Sono in sciopero. Ha riaperto l’industria del calcio.

Sfogo di fine agosto.
Da qualche anno sono in sciopero dal calcio.
Suonerà impopolare per alcuni o snob per altri. Però sono stato – e dallo scorso fine settimana sono di nuovo – in sciopero.Purtroppo il calcio è un’industria malsana, resa tale dal sistema che è gestito come fosse un italico oppio dei popoli.
Oramai non c’è più la certezza del gesto atletico, della vittoria meritata e incontestabile.
Cosa faccio allora? Mi gusto il cinismo degli sport americani, dove – suonerà strano – il più forte vince.
Per quanto pompato, crudo, impietoso possa essere lo sport americano, il più forte vince.
Stiamo parlando di un sistema sportivo che accetta anche le punizioni per chi sbaglia, persino fuori dal campo (qualcuno conosce Michael Vick?).
Sono in sciopero e quindi ho delle rivendicazioni sindacali. ![]()
Lo so, lo so… Matarrese se ne frega del fatto che non abbia pagato il canone per Sky o che non parli di calcio con gli amici.
Però almeno uno sfogo me lo voglio proprio concedere.
Chiedo solamente quello che c’è nei campionati USA:

1) Il salary cap per evitare di acquistare giocatori solo per toglierli ad altre squadre e poi mandarli a smaltire la sbronza durante il carnevale di Rio. Almeno avremmo un po’ meno “sboroni” (per dirla alla Oriano Ferrari, vedi contributo a destra).
2) La divisione equa fra tutte le squadre degli introiti delle partite. Negli Stati Uniti sanno che se vuoi un campionato divertente devi concedere a tutte le squadre di crescere, nell’interesse dello spettacolo e non solo delle solite tre squadrette di casa nostra.
Loro dividono. Parti uguali.
3) Un regolamento oggettivo che non sia da interpretare.
4) Ogni forma possibile di instant replay (la moviola). Gli arbitri devono smetterla di potersi difendere dietro l’errore umano.
5) Più arbitri e più controlli. Il calcio professionistico è lo sport come meno controllo in campo che sia mai stato concepito. Gioco un campionato amatoriale di calcio a 5 e ho sempre due arbitri. Non è che in Serie A si meritano qualcosina in più?
Purtroppo non è praticabile il fantastico meccanismo alla base dei draft dei rookie universitari che favorisce le squadre in ordine inverso di classifica. Ma mi posso accontentare di quanto ho già scritto.
Ora non venirmi a dire che negli USA lo sport è poco competitivo. Lo è molto più che a casa nostra.
Però al primo posto c’è sempre la ricerca dello spettacolo e il divertimento di chi guarda le partite e segue un campionato.
Qualche crumiro vuole dire la sua?
PS: Ah, meno male che domenica inizia l’NFL.
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