Second Life e il radicamento pernicioso nella provincia reggiana
Sono di Correggio (su Google Map), città della provincia di Reggio Emilia resa famosa dalla proverbiale qualità della vita ma anche dal pittore, dal cantante e (per i più informati) dalla saponificatrice (uno dei tre dovrebbe togliere l’apertura in pop-up del suo sito perché ho dovuto armeggiare per cinque minuti prima di aprirlo
).
Già da tempo meditavo di fare un post sull’indifferenza della provincia emiliana verso Internet in generale, figuriamoci verso il Search Marketing.
Una battuta da osteria che mi trovo spesso a dover fare è che se avessi avuto bisogno delle aziende reggiane per il successo della mia agenzia (sto parlando di WebRanking) sarei probabilmente morto di fame
.
Non provo da anni (a proposito: stiamo per festeggiare il decennale… festa in preparazione!) a fare alcuna iniziativa commerciale in zona, dopo una lunga serie di delusioni dovute alla mentalità ancora troppo diffidente nei confronti della rete. Le aziende che ci credono ci sono ma il loro numero è decisamente sparuto.
Per dirla con qualche cifra, meno del 3% del nostro fatturato proviene dalla nostra provincia di residenza.
Ho comunque intenzione di approfondire l’argomento più avanti e garantisco una lunga serie di divertenti aneddoti nei quali puoi incappare qua intorno.
E cosa c’entra Second Life?
Beh, mi è appena arrivato l’invito a un roboante convegno che si terrà fra un paio di giorno proprio a Reggio Emilia dal titolo “Second Life, second business? Analisi della più grande comunità virtuale… alla ricerca delle possibilità di crescita delle imprese“.
Di Second Life e del suo rapporto con le aziende ho già parlato quando sono partito dal problema delle isole deserte.
In diverse discussioni qui e in altri blog ho sempre sostenuto come l’abilità di alcuni consulenti sia eccezionale quando riescono a far compiere a un’azienda un salto dalla carta (sì, volete che vi presenti un certo numero di AD che si fanno stampare le mail dalla segretaria che subito dopo le cancella per risparmiare spazio?) a Second Life senza passare per il sito o per un qualsiasi – anche blando – progetto di web marketing.
Sono agghiacciato.
Comunque l’unica leva che funziona in SL è da sempre la socializzazione fra persone (con finalità ludiche il più delle volte) e sicuramente non la voglia di visitare stabilimenti virtuali o visionare prodotti stilizzati/poligonali.
Ad esempio mi sono sempre chiesto cosa poteva spingere a vedere una clio nello showroom virtuale Renault su SL invece che in foto sul sito o, meglio, in una prova su strada. Bah.
A dimostrazione della “leva ludica” di SL eccovi la sexy locandina:

Evidentemente l’argomento non aveva più appeal nei circoli bene-informati delle grandi città e la carovana di SL, che credevo già smantellata, è venuta a fare un tour in provincia, provando a vedere se l’atavico ritardo delle imprese di provincia poteva dargli una Second Chance.
Peccato per voi… siete arrivati troppo presto ![]()
In bocca al lupo!
Comunque mi dispiace che sia dopo cena, fino alla tarda serata, e che in mezzo a un certo numero di presentazioni aziendali abbiano invitato anche Gianluca Nicoletti che ascolterei volentieri.
Non ci andrò. Troppa voglia di fare domande scomode alla fine.
Meglio il divano, no?
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