Qual è il CTR dei banner? Eccolo.


Scritto il 29 marzo 2010 alle 12:07 da Nereo  |   View blog reactions



Questo è il tweet sparato 10 minuti fa da IAB US (su fonte Doubleclick), che ho scoperto via Tommaso:

Liberamente interpretato: se prendiamo in esame il Click-Through-Rate del Display Adv siamo passati dal 2,1% del 1997, attraverso uno (striminzito) 0,5% del 2001 per giungere allo 0,1%  di CTR dei banner - oh! 1 per mille di media – del 2008.

Alcuni retwittano il messaggio aggiungendo come il banner sia oramai morto.
No, non è affatto vero.

Prima di tutto il banner non è mai stato uno strumento per generare traffico e il CTR non è mai stata una metrica da tenere in considerazione per valutarne l’efficacia.

Come dici? Il Centro Media ti passa un Excel con impression, click e CTR? ;-)

Per me il banner è advertising display e come tale va visto.
Non necessariamente cliccato. Visto.

Come ho provato a dire durante lo scorso IAB Forum, considerato lo stato dei siti che accompagnano le campagne di alcuni importanti brand, a volte sarebbe meglio che la creatività non avesse un link sopra.

Si guarda, si ricorda, si inizia un percorso che passerà attraverso i Social Network, i Motori di Ricerca, TV, Radio, un amico al bar ecc. ecc. e alla fine porterà a un risultato.

I motori non sono la panacea e i banner neanche.

Quindi non chiediamogli la Luna (che tanto non la portavano neanche nel 1997).



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Postato il 29 marzo 2010 alle 12:07 all'interno della categoria Advertising online, Pubblicità 2.0, Ricerche.
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  • http://blog.tagliaerbe.com Tagliaerbe

    Peccato, caro Nereo, che i clienti spesso ESIGONO un report con dentro impression, click e CTR.
    Peccato che concessionarie e centri media, se i click non sono quelli che si aspettano, ESIGONO formati sempre più invasivi per “rimediare” la campagna.
    Peccato, in poche parole, che nel 2010 si comprano/vendono banner (che, come dici giustamente tu, sono “advertising display”), ma in realtà si vogliono solo click, e si guardano ai click come fossero l’unico strumento per misurare le performance…

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  • alessandra de cuia

    domanda: nel 2006 i link sponsorizzati erano segnalati come tali?
    presunzione: porto la voce dell’utente medio per non dare per scontate le ovvietà dimenticate. quanto più sono invasivi i banner tanto più cresce la percezione che siano link malevoli.
    detto questo, se i centri media abituano il cliente ad esigere le solite metriche siamo un tantino lontani dalla rottura del paradigma.

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  • http://www.totale.it/ Nereo

    @Tagliaerbe: Davide, questi benedetti clienti devono essere stati educati male in passato.
    E’ un problema di uovo/gallina :-) Sono loro ad aver creato – e mantenuto così – questa generazione di agenzie/centrali media o sono le agenzie ad aver coltivato in questo modo i loro clienti?

    Non riesco a darmi una risposta certa a questa domanda…

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  • http://www.totale.it/ Nereo

    Ciao @Alessandra :-)

    Si tratta di banner/display da quel che sembra quindi i link sponsorizzati (testuali) sono esclusi… e avrebbero avuto ben altro CTR (!).
    Comunque sì, erano segnalati anche nel 2006.

    Penso che il problema sia anche di psicologia della percezione: è risaputo che l’utente filtra alcune posizioni della pagina in cui sa di trovare un banner. Alcuni editori hanno ovviato spostando “casualmente” il riquadro pubblicitario all’interno del corpo di una pagina in modo da non dare punti di riferimento.

    Questo per dirti che non è solo una questione di creatività o di formato. A volte è solo che l’utente si abitua.
    E non puoi pensare di inventare formati nuovi ogni mese per sorprenderlo :-)

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  • http://blog.tagliaerbe.com Tagliaerbe

    @Nereo: Bella domanda. Sicuramente, soprattutto sugli inserzionisti medio/piccoli, è proprio un problema di ignoranza (nel pieno senso del termine): se comprano anche solo 2 impression a) si immaginano di vedere il loro banner fisso b) si immaginano di ricevere traffico/visite come se piovesse c) si immagino (se hanno un ecommerce) di vendere l’impossibile.

    Su livelli più alti, probabilmente, il click rimane ancora oggi il parametro più semplice da inserire in un foglio Excel/da mettere in qualche slide da mostrare ai “capoccioni”. Prova a spiegare a qualcuno l’”engagement” o il “Dwell Rate”… :-)

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  • alessandra de cuia

    @Nereo: Parlavo proprio dei link testuali del 2006, commentando @Matteo.
    Siamo d’accordo che inventare nuovi formati non sia né praticabile né una soluzione. Il crollo del CTR non deve preoccupare di trovare nuovi stimoli al clic, ma deve insegnare che il clic non è di per sé l’unica garanzia di successo.

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  • http://www.totale.it/ Nereo

    Sorry @Alessandra, infatti non avevo capito a cosa ti riferissi. Ora è tutto chiaro.

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