Pulizie estive: unsubscribe dalle mailing list!
Durante l’anno ricevo una marea di mail pubblicitarie e non riesco neanche a pensare se ho dato o meno l’autorizzazione per riceverle.
Le cancello in modo meccanico o le salto di brutto. E’ un meccanismo che sull’istante mi costa pochissima fatica ma che sommando tutti i momenti dedicati diventa un’inefficienza incredibile.
Una delle attività alle quali mi sono dedicato nei giorni di calma estiva è stato quello di seguire le procedure di unsubscribe da tutte le newsletter inutili.
Alcuni dati:
- Il fenomeno dell’invio unsolicited è ancora molto diffuso nonostante garanti, regolamenti e via dicendo. Un esempio su tutti: mio indirizzo e-mail è sul sito dell’ordine degli ingegneri (l’albo è pubblico e il mio ordine ha deciso di pubblicare le mail di fianco ai nomi) e mi sono cancellato da almeno 10 newsletter principalmente di case editrici di manuali o prontuari tecnico/edilizi che hanno grabbato tutti gli indirizzi senza neppure verificare che io sia un ingegnere informatico e non edile (c’è scritto di fianco ovviamente). In compenso ora so tutto dell’edilizia antisismica e del fotovoltaico
- In diversi casi ho fatto un po’ fatica a cancellarmi perché mi dovevo loggare per cancellarmi (e chi si ricorda le password dato che manco mi ricordo di essermi mai iscritto?) oppure perché dovevo spiegare le mie motivazioni e infine perché la pagina di unsubscribe dava un bel 404.
- In troppi casi era richiesto di rispondere semplicemente alla mail chiedendo di essere rimosso e sono pronto a scommettere che queste gestioni manual-bracalone non sortiranno alcun effetto in un caso su due.
Comunque, è stato come fare le pulizie di primavera (anche se stavolta era estate inoltrata) o liberarsi la scrivania da una montagna di cartacce inutili.
Morale: una vera soddisfazione
Una annotazione in calce sullo strumento newsletter e/o mailing list:
Nel marzo scorso Contactlab ha pubblicato uno studio sullo stato del mercato italiano dell’e-mail marketing che appariva quasi entusiastico, con una media di più di 6 mailing list per utente (ovvero, di media, ogni italiano sarebbe inserito in almeno 6 mailing list), con bassi tassi di unsubscribe.
Ne ho letto bene più o meno ovunque, immagino anche per una sorta di cortesia nei confronti di un collega dell’online che ti invia una ricerca
Unica (o quasi) voce fuori dal coro è stata quella di Maurizio che ha citato i dati di Marketingsherpa e la sua esperienza che si riassume in questa frase (rivolta all’autore della ricerca) che riporto e che sottoscrivo per concludere la digressione:
Ritengo, come ho già avuto modo di scrivere in passato, che l’e-mail sia un valido strumento di retention, ma non di acquisizione, nonostante le evidenze della sua ricerca.
