Pressapochismo dei consulenti
Una cara amica, appena terminata l’università, è stata assunta da un’agenzia pubblicitaria.
E’ ai suoi primi giorni di lavoro e, sapendo che lavoro faccio, mi contatta via Skype e mi chiede cos’è il “web 2.0″.
Argh!
Mentre provo a spiegarle in due parole di cosa si tratta mi dice che è stata assunta per curare un importante progetto sui Social Network che l’agenzia deve portare avanti.
Andiamo bene… i clienti saranno indietro ma le agenzie pubblicitarie italiane pur di vendere un servizio “alla moda” si comportano con un pressapochismo scandaloso.
Credo che per assumerla le abbiano chiesto se usa Facebook e la risposta positiva sia bastata per eleggerla al ruolo.
Non ho approndito oltre. Non era il caso.