Personal Branding


Scritto il 2 marzo 2009 alle 19:22 da Nereo  |   View blog reactions



Seth Godin presenta un esempio clamoroso di cosa voglia dire pensare al proprio “brand personale” nell’era di Google.

Io penso che il problema non sia solo di Google come facilitatore al reperimento di informazioni di terze parti.
Spesso l’harakiri lo si compie nel proprio profilo su Facebook, MySpace o addirittura sulle pagine del blog personale.
Prendersela con qualcun altro perché si pubblicano le proprie bravate alcoliche su Facebook e un potenziale datore di lavoro le vede è decisamente troppo :-) 

Quindi non si tratta della diatriba sul diritto all’oblio che è esplosa nel 2006 in Italia dopo una pronuncia del Garante alla Privacy contro Google.
Garante o non garante, tutti i casi citati sarebbero ancora ben in vista su Google, compresa la segnalazione dell’ufficio di polizia per un reato riscontrato (solo!) due anni prima. 

Buono comunque il consiglio di Seth:

Riempi Google di una “coda lunga” di cose positive su di te e comportati sempre come se fossi su Candid Camera, perché ci sei davvero.


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Postato il 2 marzo 2009 alle 19:22 all'interno della categoria Pensieri sparsi, società digitale.
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  • http://www.centenaro.it Luigi

    Molto bello il cartello!

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