Perché il Search Marketing terrà anche durante la crisi (negli USA)


Scritto il 16 dicembre 2008 alle 22:53 da Nereo  |   View blog reactions



struzzo

Lucidissimo pezzo di Rob Garner dal titolo “Why Search Marketing Will Continue To Hold Its Own In A Recession“.

Riassumo le sue motivazioni:

Il Search è misurabile: combinato con un buon uso della Web Analytics ti consente di vedere la foresta e allo stesso tempo le foglie degli alberi (metafora azzeccatissima).

Le parole chiave consentono di mirare ottimamente e più facilmente ai micro-target e ai singoli visitatori.

Il traffico da motori di ricerca diventa un asset che rimane nel tempo. Qua il riferimento è alle strategie di SEO che consentono di ottere visitatori estremamente profilati a costi inarrivabili per qualsiasi altro mezzo online.

La ricerca è una parte fondamentale dell’esperienza online di ogni visitatore (o quasi).

E’ un mezzo pubblicitario di massa perchè il Search Marketing è realmente accessibile a grandi e piccoli investitori
Ti ci voglio vedere a fare una campagna banner con gli stessi soldi che puoi investire su Google.

E dire che io ne avrei aggiunte di più di motivazioni… ad esempio che è un canale non invasivo e che quindi ottiene il proprio credito per il fatto che non agisce in push sugli utenti.
Sotto questo punto di vista è un canale realmente rivoluzionario: non facciamo altro che rispondere a un utente che in quel preciso momento si aspetta un consiglio, una indicazione. 
Fantastico.

Cosa c’è che non va?

Che Garner parla degli Stati Uniti, di un paese in cui gli investitori sono informati e queste cose possono averle già sperimentate e capite.

In Italia la vedo molto più grigia e sono convinto che pure il Search avrà la sua (assurda) flessione …come ho spiegato a tinte forti a Riccione al ConegnoGT. E chi c’era se lo ricorda bene secondo me! ;-)

L’avrà perché le aziende sono spaventate e non conoscono bene questo mezzo.
Non lo conoscono e quindi tutti i bellissimi plus di cui sopra non li possono cogliere.

Ciò significa che probabilmente andranno a rifugiarsi nelle solite campagne su media più rassicuranti come la TV (che sta probabilmente svendendo pur di non dimostrarsi in crisi).

Come non metteranno mano al proprio sito per ottimizzarlo perché è un costo fisso (e i costi fissi spaventano).

E’ il solito dannato problema culturale.
In Italia (ma credo anche in Francia se è per quello) non siamo pronti a una crisi di questo tipo dove si chiude tutto e non si ragiona sulle performance.

Su questo c’è una colpa enorme del mercato ma anche di chi tiene i propri clienti “nell’ignoranza” (parola forte ma il senso è purtroppo quello), nel tentativo di controllare meglio i loro investimenti e salvaguardare – non si sa per quanto – i propri margini.

Ma non durerà per sempre… e in questi momenti “di selezione” il danno che può provocare questo modo di lavorare sarà grande per chi ha fatto lo struzzo così a lungo…



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Postato il 16 dicembre 2008 alle 22:53 all'interno della categoria Advertising online, Search Marketing.
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