Perché Google Caffeine?


Scritto il 11 agosto 2009 alle 10:39 da Nereo  |   View blog reactions



Google Caffeine

Google ha appena annunciato (webmaster blog, Matt Cutts, altri) un nuovo progetto “segreto” di motore di ricerca denominato Caffeine.

Google ha sempre lanciato nuove – e a volte importanti – release del suo motore. Non c’è niente di strano.
E’ come se il motore alla base dei risultati – sotto il cofano – fosse stato cambiato decine di volte mentre la carrozzeria brandizzata Google rimaneva la stessa.

Questa volta però, più che la sostanza è importante l’annuncio.
Cioè il fatto che Google abbia comunicato diversi punti relativi al suo progetto, un url dedicato dove testare i risultati e una richiesta esplicita agli utenti di fornire feedback per migliorarli.

La domanda è impertinente: come mai, dopo 10 anni di aggiornamenti sotterranei Google se ne esce proprio ora con un lancio che sa tanto di pubblicità?
Pure Matt Cutts mette le mani avanti dichiarando che tutto questo non ha a che fare col fatto che l’azienda X o Y stia facendo Z ma il dubbio che invece ci sia un rapporto di causa-effetto rimane.

Sotto il profilo squisitamente dei risultati non sono molto interessato, almeno per ora :-)

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Postato il 11 agosto 2009 alle 10:39 all'interno della categoria Indiscrezioni, motori di ricerca.
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9 commenti ↓

#1 Everfluxx il 11 agosto 2009 alle 13:47

Ciao Nereo,

Sono anni che, in occasione di un aggiornamento importante, Google sollecita il feedback degli utenti: già nel 2002-2003, quando ancora postava su WebmasterWorld.com col nickname “GoogleGuy”, Matt Cutts incoraggiava a compilare il feedback/spam report form includendo il codename dell’update (l’usanza stessa di assegnare nomignoli agli aggiornamenti di Google è nata su WmW —e chi all’epoca bazzicava il forum se lo ricorda). Anche l’URL dedicato per testare in anteprima i nuovi risultati ha illustri precedenti: a partire dagli storici sottodomini di “staging” www2 e www3 (2002), fino agli indirizzi IP dei data center “Bigdaddy”, ultimo importante aggiornamento infrastrutturale di Google (2005-2006).

Nulla di inedito in sé, perciò; la novità sta semmai nella visibilità/ufficialità che Google ha voluto dare stavolta alla comunicazione: la scelta di fare un post sul blog di Google Webmaster Central è probabilmente guidata dalla volontà di raccogliere un volume di feedback quanti-qualitativamente più ampio (non solo dai SEO, possibilmente, ma anche da webmaster e power-user).

Non credo affatto che esista un rapporto causa-effetto tra le recenti mosse degli altri motori di ricerca e questo aggiornamento: Google è sempre stato un leader, nel senso che la sua evoluzione non è mai stata influenzata da ciò che facevano gli altri player; semmai è vero il contrario, soprattutto per quanto riguarda le innovazioni a livello di interfaccia utente, più facili da copiare (vedi ad es. i sitelink, introdotti da Google nel 2006 e successivamente implementati da Yahoo! e Live Search). Recentemente Microsoft ha ottenuto un’incredibile press grazie al rebranding di Live Search come Bing (ingannevolmente spacciato per un “nuovo motore di ricerca”) e all’eutanasia di Yahoo! Search; per contro, Google in tutti questi anni ha continuato a innovare silenziosamente seguendo una strategia di lungo periodo, il che lo rende indubbiamente un oggetto meno interessante per i giornalisti in cerca dell’ennesimo titolo ad effetto. Per questo motivo, nonostante la presa di distanza di Matt Cutts, che personalmente considero doverosa, temo sarà molto difficile evitare che questo update venga presentato dai media come una reazione o contromossa tattica di Google ai propri competitor diretti. Ma tant’è, ormai ci siamo abituati.

La ragione di questo aggiornamento infrastrutturale, che a quanto pare rende Google essenzialmente più veloce e reattivo nell’indexing e retrieval, è invece secondo me da ricercare nell’evoluzione sempre più rapida dello scenario competitivo allargato ai servizi di real-time search: vedi Twitter e Friendfeed, che già oggi vanno considerati competitor diretti di Google, restituendo risultati più rilevanti (perché più aggiornati), nonché più facilmente personalizzabili, rispetto a quelli di Google per alcuni tipi di query. Del resto, l’importanza strategica del real-time search per Google è cosa risaputa.

Ritengo sia piuttosto importante per un SEO cercare di capire come e in che misura questo aggiornamento (ancora in divenire) cambierà i risultati: a quanto ci dicono non dovrebbero esserci sconvolgimenti globali, ma è chiaro che alcune SERP saranno più influenzate di altre, perciò l’impatto relativo su alcuni settori potrebbe essere tutt’altro che trascurabile.

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#2 Nereo il 11 agosto 2009 alle 14:24

Grazie mille dell’ampio commento, molto più esauriente di quanto fossi riuscito a scrivere io al volo stamattina.

In effetti è in larga parte come dici: il fatto di passare la comunicazione dalla sezione “tecnici/SEO” (Matt Cutts) anche solo al blog ufficiale – usato come fonte informativa privilegiata per attrarre la stampa – sa proprio di mossa di comunicazione con un più ampio respiro e un destinatario decisamente diverso.

In effetti, come ricordi bene, la comunità SEO è sempre stata fin troppo avvezza a intrattenersi con realtà – e fantasia ;-) – degli update di Google.

Su una cosa solo non concordo con te ed è quando dici che:

Non credo affatto che esista un rapporto causa-effetto tra le recenti mosse degli altri motori di ricerca e questo aggiornamento: Google è sempre stato un leader, nel senso che la sua evoluzione non è mai stata influenzata da ciò che facevano gli altri player (…)

perché da un po’ di tempo Google si sta comportando in modo competitivo anche nella strategia di comunicazione dei propri prodotti, sterzando decisamente dalla sua filosofia di fare buoni prodotti che si promuovono da soli.

La sterzata l’ho vista con la pubblicazione della sua press release uscita in fretta e furia su Chrome OS (il sistema operativo) che ha scatenato un tourbillon su un prodotto che ancora non esiste.
Uscita che anticipava di qualche ora/giorno un annuncio di Microsoft che avrebbe riguardato la pubblicazione della suite di Office accessibile via web (cosa che non dovrebbe spaventare Google che ha già la sua da anni).

Per questo mi sto chiedendo se non sia iniziata una guerra mediatica che punta a rubare attenzione da parte di quel mondo “poco informato” e “poco avvezzo a capire le sottigliezze” che è il giornalismo (tradizionale).

Grazie ancora delle tue precisazioni, l’analisi ha contribuito molto a chiarire diversi punti e mi ha permesso di esplicitare meglio alcuni aspetti che, nella sintesi, sono usciti un po’ troppo stringati.
Torna a trovarmi :-)

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#3 Pista, arriva il nuovo Google Caffeine il 11 agosto 2009 alle 14:36

[...] Google un po’ di caffeina e il motore prende il turbo. Perchè Google Caffeine ? [...]

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#4 Everfluxx il 11 agosto 2009 alle 18:12

Mi spiego meglio: non credo esista un rapporto diretto causa-effetto fra le ultime mosse dei competitor di Google e il Caffeine update, però indubbiamente concordo con te sul fatto che l’innovazione in Google e, soprattutto, la comunicazione di queste innovazioni abbiano subito un’accelerazione nel corso del tempo. Dopo il successo clamoroso di Gmail e Maps, negli ultimi anni Google ha intensificato gli investimenti nello sviluppo di nuovi prodotti, ma ha anche imparato a presentarli in grande stile (vedi Google Wave).

Il problema è forse che siamo stati abituati per troppo tempo a un Google che innovava incessantemente ma silenziosamente, cioè senza comunicare e promuovere oltre lo stretto necessario, così adesso ci stupiamo quando un prodotto come Chrome OS viene presentato con post in tutte le lingue sui blog ufficiali, e con mesi di anticipo sulla data di lancio. Questa sospresa è indicativa di quanto la nostra attuale percezione di Google sia ancora distante dalla realtà di un’azienda che ormai compete con Microsoft sullo stesso terreno, tanto che in USA ha persino mandato in TV uno spot del browser Chrome (!).

Concordo con te anche sul fatto che Google non abbia nulla da temere dalla versione web-based (e gratuita!) della suite Office, ma non perché esiste già Google Docs, bensì perché la possibilità di usare i “veri” Word, Excel, Powerpoint, ecc. da un qualsiasi netbook o scatolotto connesso a Internet nel prossimo futuro non farà che rendere più lieve lo switch dai sistemi Windows a sistemi alternativi. E la diffusione di Chrome OS, in questo, ha tutto da guadagnarci. ;)

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#5 Stefano il 12 agosto 2009 alle 18:44

Il mio parere è che l’annuncio di Caffeine abbia decisamente a che fare con le recenti mosse degli altri attori, per citare i casi più noti: Bing, Ms+Yahoo, MS+Nokia, dimissioni dell’AD di Google dal cda di Apple…..

Con anni di ritardo Microsoft pare aver definitivamente compreso che per sopravvivere nei prossimi anni dovrà evolvere il proprio modello di business basato sul licensing in favore di uno maggiormente orientato allo sfruttamento pubblicitario.

In questa logica Bing è un milestone decisivo, ora MS ha il problema di favorirne l’adozione: perché mai un utente dovrebbe passare da Google a Bing , o più in generale cambiare un prodotto A con uno B ?
Semplificando ci sono 3 possibilità:
1. Che un prodotto funzioni meglio dell’altro. E’ difficile che in assenza della semantica Bing riesca a distinguersi in questo senso, più probabile che raggiunga lo stesso livello di efficienza di Google (brute force computing).
2. Che un prodotto costi meno. I motori sono entrambi gratis.
3. L’ultima ragione per sostituire un prodotto A con uno B è che questo sia più “cool” , da cui deriva la già citata guerra mediatica e l’impiego massiccio di comunicazione che vedremo nei prossimi tempi.

Per concludere, ci sono le premesse affinchè il monopolio in etrambi i sensi (s.o e search) finisca alla svelta.

Ciao
S.

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#6 Nereo il 13 agosto 2009 alle 13:51

Annoto al volo questo post che (consiglio di leggere bene il finale) insinua e, anzi, estende quello di cui si sta parlando qui:
http://blog.searchenginewatch.com/090810-232027

@Stefano: pensare che “ci sono le premesse affinché il monopolio del search finisca alla svelta” è eccessivo, fidati :-)

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#7 Google Caffeine, aggiornamento all’algoritmo di Google il 17 agosto 2009 alle 16:00

[...] Nereo analizza la mossa di Google e le possibili conseguenze sulle dinamiche di mercato [...]

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#8 ben il 4 novembre 2009 alle 11:07

La ragione di questo aggiornamento infrastrutturale, che a quanto pare rende Google essenzialmente più veloce e reattivo nell’indexing e retrieval, è invece secondo me da ricercare nell’evoluzione sempre più rapida dello scenario competitivo allargato ai servizi di real-time search: vedi Twitter e Friendfeed, che già oggi vanno considerati competitor diretti di Google, restituendo risultati più rilevanti (perché più aggiornati), nonché più facilmente personalizzabili, rispetto a quelli di Google per alcuni tipi di query. Del resto, l’importanza strategica del real-time search per Google è cosa risaputa.

htls.it

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#9 Sta arrivando Caffeine, cambire? qualcosa? - Web Marketing Forum il 11 novembre 2009 alle 18:33

[...] [...]

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