Microsoft-Yahoo!: la chiave internazionale (che non si trova!)


Scritto il 4 agosto 2009 alle 13:33 da Nereo  |   View blog reactions



E’ stato siglato l’accordo fra Microsoft e Yahoo! che sposta tutti gli sforzi su Bing nel tentativo di costruire un’alternativa a Google.

Partiamo da una situazione che si riassume bene in questo grafico che si può leggere:

Ok, sono anni che non facciamo niente di nuovo e, anzi, nella crescita complessiva nel numero di navigatori mondiali continuiamo a perdere larghe fette di mercato apparentemente senza battere un colpo.

Sfida fra motori di ricerca (2007-2009)

Le chiavi di lettura dell’accordo sono molte come lo sono le scelte che si trovano di fronte oggi i manager che hanno costruito e siglato questo accordo e che ora più che mai devono decidere le sorti di questo polo concorrente che stanno cercando di costruire.

Perché la concorrenza fa bene a qualsiasi mercato e siamo tutti qui nella speranza che in questo monopolio-reale-mascherato-da-oligopolio-di-facciata-a-beneficio dell’antitrust-statunitense qualcosa si incrini.

Dal mio punto di vista la partita si gioca prima di qualsiasi altra cosa su un unico aspetto.
Un aspetto sul quale entrambi i player (Y! e MS) sono stati miopi in passato… dal punto di vista di un operatore del settore oserei dire anche quasi ciechi: la mancata internazionalizzazione oppure, in altre parole, l’aver tenuto un approccio troppo USA-centrico non dedicando la giusta attenzione alla “coda lunga” rappresentata dal resto dei mercati mondiali.

E’ francamente incredibile come grandi player internazionali come Microsoft e Yahoo! abbiano investito così poco e male nell’ottenere market share in paesi diversi dagli Stati Uniti (a parte i tentativi cinesi che tutti hanno più o meno portato avanti fra le censure del caso).

I dati USA che sono girati in queste settimane per testimoniare come Bing stia crescendo purtroppo sono fumo negli occhi.

Ci si arrocca nella concorrenza sui 227 milioni di utenti Internet statunitensi e da anni si sono lasciati perdere i paesi non anglofoni come la Germania, la Francia e l’Italia per citarne tre vicini a casa ma la situazione è analoga in quasi tutto il resto del mondo.

Negli USA Google è al 71% di market share con Bing al 16% e Yahoo! al 10% (Techie-Buzz su dati StatCounter) e i giornalisti/analisti si sono affrettati a sommare le percentuali di queste ultime arrivando a ipotizzare un nuovo Bing in grado di catalizzare un 26% (cosa che sarà tutta da vedere).

Dall’altra parte ci sono paesi come Italia e Germania dove Google naviga ben al di sopra del 90% di share da anni (anni, non mesi… e niente si è mosso).

Bing farà il 16% negli States ma a livello mondiale muove fra il 3 e il 5,5% e rischia di essere trattato, visto il valore, alla stregua di una semplice anomalia statistica.

Come ha fatto Google a ottenere quote di mercato così alte fuori dagli Stati Uniti?
E cioè, cosa dovrebbe fare oggi Bing sempre che non sia già troppo tardi?

La strategia di Google è stata basata su forti accordi con importanti motori country specific (ad esempio subito con Virgilio/Alice in Italia per citarne uno) e un valido lavoro di localizzazione del motore rappresentato da due aspetti tutt’altro che trascurabili: la qualità dei risultati in lingua e la disponibilità delle nuove funzioni velocemente e in tutti i mercati.

In altre parole, Google funziona meglio con le peculirità linguistiche dei vari paesi del mondo e lo fa perché ci ha lavorato sopra ritenendolo un punto strategico su cui focalizzare la propria attenzione. Da sempre i motori di provenienza Redmond (uno all’anno da un po’ di tempo) hanno avuto un funzionamento ottimale per ricerche in inglese ma peccavano sulle altre lingue.

Poi c’è il problema delle funzionalità nuove/avanzate che troppo spesso rimangono disponibili (sia per MS che per Y!) – o funzionano meglio – sul solo mercato statunitense.

Un anno fa sono stato invitato a una cena con Brad Goldberg, l’allora General Manager a capo di Microsoft Live Search, per parlare di motori di ricerca in Italia durante un suo giro nei principali paesi europei per capire come fossero caratterizzati questi mercati, anche attraverso la voce degli operatori più importanti che ci lavorano dentro.
Già allora il problema numero uno era rappresentato dalle quote di mercato bulgare di Google nei paesi dell’Europa continentale.

Oggi Brad è uscito da Microsoft ma se lo reincontrassi gli direi (sempre con la consapevolezza che per lui sono solo i miei due centesimi) che come prima cosa dovrebbero focalizzarsi sulle modalità di localizzazione “alla Google” in tutti i principali mercati internazionali perché con il solo giardino di casa loro finiranno per perdere la guerra.

Nella scala di urgenza e importanza dovrebbe svettare al primo posto il bisogno di elaborare e supportare attivamente una strategia di ri-guadagno dei mercati internazionali, Europa continentale in primis.

Perché abbiamo bisogno di concorrenza. Tutti. Anche Google …e non è un paradosso (e pure loro lo sanno bene).



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Postato il 4 agosto 2009 alle 13:33 all'interno della categoria motori di ricerca, Search Marketing.
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  • http://www.sitovivo.com Fabio Pagano

    Ciao Nereo,

    concordo pienamente con la strategia della localizzazione di Google:
    pensa che io volevo tradurre addirittura in siciliano il ns sofware… (ma questa e’ un altra storia).

    Credo che ancora oggi Microsoft abbia ottime possibilita’ di riscatto, e vedo il social media marketing (facebook e simili) una bella minaccia al predominio di Google.

    Ma Google ha gia’ in serbo Wave… (che e’ alla fine una bella idea che parte, secondo me, dall’idea di FaceBook).

    Quindi io vedo nel prossimo futuro una bella botta di cambiamenti, e la guerra a mio avviso non ha ancora vincitori certi…

    Buon Agosto Nereo! ;-)

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