Mariastella Gelmini e la cultura del dialogo (televisivo)
Mariastella Gelmini lancia il proprio canale su Youtube e in 27 secondi spiega che le sue motivazioni sono dialogare, confrontarsi e accogliere idee e progetti.
La politica purtroppo rimane radicata in un monologo in push fatta con l’uso dei video piuttosto che capire che per dialogare serve un canale comunicativo diverso e un mettersi in gioco ben diverso.
Non bastano i commenti ai video. Quello non è dialogo.
D’altronde se la politica comincia a pensare che Internet sia tutto un dialogo si sbaglia di grosso.
Un bel video promozionale e la pretesa di pubblicarne periodicamente con palinsesto semi-televisivo non è come mettersi nell’arena per davvero.
Ah, sia beninteso che io non sono per la discesa nell’arena dei politici.
Vado dicendo da anni che gli strumenti del Web 2.0 e il dialogo in Rete purtroppo non sono per tutti, anzi.
La politica è su un piano diverso perché le scelte che i nostri governanti e parlamentari compiono sono per loro stessa natura autoritarie perché – come dice la parola – frutto dell’autorità che gli viene data dal voto popolare.
C’è poco da fare.
Consiglio al Ministro di compiere le sue scelte (anche impopolari) e di pensare se vuole confrontarsi direttamente con i costi del dialogo. Non con i costi del monologo che è troppo facile
PS: non ho niente contro la Gelmini, la mia è solo una critica al modus operandi di questa mossa mediatica che le sarà stata consigliata da chissà quale super-consulente-strapagato che di Rete sa fino a domani.
PPS: non vi sarà sfuggito il fantastico product placement di Google. Il dubbio che non si tratti di un super-consulente di cui sopra ma di un’abile mossa pubblicitaria orchestrata da Google è più che presente