Lo specchio della società: riflessioni sulla vetero-TV e il suo rapporto con la Rete


Scritto il 23 febbraio 2008 alle 18:42 da Nereo  |   View blog reactions



Marco Montemagno l’aveva già usato come esempio notevole nel suo scoppiettante intervento allo IAB Forum 2007:

(trovi tutto dal minuto 8 in poi)

…ma Porta a Porta, il suo conduttore Bruno Vespa e gli ospiti che ha invitato si sono superati di nuovo:

Fra i tantissimi, ne ha parlato fra i primi Marco e il suo post ha raccolto una lunga serie di commenti indignati.

Cosa sta succedendo?
In estrema sintesi, la TV di Stato, nella sua trasmissione di approfondimento più vista, vomita sentenze su Internet e sui Blog, sfoggiando una conoscenza della materia neppure superficiale… viene il dubbio che gli intervenuti – Bruno Vespa in primis – abbiano realmente navigato in Rete, figuriamoci sperimentato la forza espressiva di questo mezzo e delle persone che lo “riempiono” di tempo, contenuti e idee.

Ci sono diversi livelli di lettura: il primo – superficiale e ovvio come pochi – è che la TV sia giunta ai ferri corti contro un canale – Internet – che gli appare fuori controllo, in grado di minare la posizione dominante che ha avuto da quando è nata.

Forse, scavando più a fondo, è semplicemente la fiera dell’ignoranza (intesa come “non conoscenza” ovviamente) che troppo spesso vediamo in Italia.
Se è vero – come sostengono i benpensanti – che i politici sono lo specchio della società civile in cui vivono, è ancor più vero che la TV e chi viene invitato a pontificare su questo o quello sia lo specchio dell’Italia intellettuale che ci ritroviamo.

Fra un po’, se è vera questa teoria, anche la Rete diventerà lo specchio della società. Probabilmente ora lo è meno perché è più accessibile ai giovani (il web è nato nei primi anni ’90, non ce lo dimentichiamo), anzi: è quasi inaccessibile ai “grandi” che in Italia, forse grazie a un protezionismo del mercato del lavoro, non sono mai stati costretti ad aggiornarsi e a crescere professionalmente sulla comprensione di Internet, fosse anche solo per il loro lavoro o carriera. Ho visto manager quarantenni sudare nel tentativo di fare un doppio click senza spostare il mouse trascinando via l’icona… persone costrette a estenuanti corsi di aggiornamento sull’uso del PC. Corsi che che facevano solo perché pressati da aziende che non si potevano permettere di avere una classe dirigente ferma alla carta. Però sono in minoranza.

Quindi, riassumendo, oggi la Rete è lo specchio della società al di sotto dei 35/40 anni con parecchie sacrosante infiltrazioni di persone, anche meno giovani, ma dotate di curiosità e spirito di crescita realmente superiori (perdonami la semplificazione… spero che il concetto sia passato).

Ma prima che anche Internet diventi come il salotto di Bruno Vespa, grazie all’accesso più facile alle opinioni altrui, alla facilità di discutere, di trovare informazioni credibili e fonti attendibili, so che Internet potrebbe essere in grado di modificare un po’ la stessa società civile.
Come se fosse una grande black box dove entri italiano-medio e magari esci italiano-confuso o italiano-che-ha-cambiato-idea o italiano-che-ha-imparato-qualcosa

Io voglio crederci. Ci crediamo insieme?



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Postato il 23 febbraio 2008 alle 18:42 all'interno della categoria Pensieri sparsi.
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