Le isole deserte di Second Life
Non volevo passare troppo per “criticone” e mi sono sempre astenuto dal parlare di Second Life (SL per gli intimi).
Si stanno avvicinando le vacanze e forse ho le difese più basse quindi (aiutato anche dalla discussione nata su IMlog sulle isole deserte dalla quale vengono gli screeshot qua sotto) qualcosina lo scrivo.

Il rapporto che si è creato fra SL e le aziende italiane ha dell’incredibile, sembra iniziata una nuova corsa all’oro, con tanto di lottizzazione maniacale degli spazi e uno spingersi sempre più in là alla ricerca di nuovi confini da creare o disegnare.
Quello che stupisce noi addetti ai lavori è come sia stato possibile convincere così tanti manager a investire soldi in una sede virtuale su SL mentre magari il proprio sito istituzionale/corporate si ritrova le news aggiornate nel 2003 o una comunicazione che tutto fa tranne che produrre un’immagine positiva dell’azienda e del suo rapporto con la Internet.
La risposta che salta sempre fuori a questo punto è quello che potremmo chiamare “effetto Gabetti” e cioè la summa di tutti i ritorni di immagine generati gratuitamente e in modo spontaneo dalla stampa italiana in risposta allo sbarco di un first comer su SL.
Sbarco che sembra sia costato qualcosa come 100.000 € anche se in molti sospettano che la cifra sia diventata più alta.
Tutto questo però non basta e diverse cose appaiono francamente come incredibili: ci sono fior fior di agenzia in Italia che propongono progetti di web marketing estremamente interessanti alle aziende.
I budget per l’online marketing sono in vertiginoso aumento ma partono da percentuali miserrime e quindi sicuramente non si parla ancora di cifre alte.
Cosa riesce quindi a convincere un manager ad arrivare subito pronti-partenza-via! su SL mentre magari non ha mai dedicato qualche risorsa all’aggiornamento del sito (che una volta pubblicato “ha risolto il problema”) o non considera i motori di ricerca nel proprio mix?
Cosa lo spinge a buttare una cifra significativa del proprio budget online proprio su SL?
Bravura (o astuzia) commerciale delle agenzie? Dubito…
Qua si deve per forza trattare di qualcosa d’altro.
Avete risposte da suggerire?
E’ in gran parte colpa della stampa italiana come suggerisce in modo sempre arguto Fabio Metitieri su Mlist?
Tornando a SL il problema del “perché le isole siano vuote” credo sia presto detto:
- su SL ci sono pochissime persone (gli attivi nel mondo negli ultimi 60 giorni sono stati 1,5 milioni e sembra meno di 10.000 italiani in tutto);
- quelli che ci sono lo fanno per stabilire relazioni con altre persone più che con le aziende (almeno in risposta al modello attuale di presenza dei brand su SL) e per divertirsi.
Il recentissimo studio di Assodigitale (al grido di ecco tutta la verità su Second Life!) ha esplicitato proprio il problema del modello di presenza: i membri di SL non hanno bisogno di una presenza istituzionale delle aziende che si costruiscono un palazzo dorato in cui presentarsi a modo loro.
Consiglio la lettura…
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update del 16/08/2007
Solo un mese fa Repubblica.it pubblicava un articolo con questo titolo: “Second Life, primo raduno italiano. Pochi avatar ma tanto business” che conteneva considerazioni sulla vocazione primaria di Second Life che sarebbe – a detta dell’informatissimo giornalista – niente di meno che il commercio (?!).
Solo a luglio si poteva leggere (sempre sullo stesso quotidiano online):
1) L’Europa accelera su Second Life e i residenti italiani raddoppiano
2) Diventare ricchi con Second Life i milionari si sono quadruplicati
E oggi?
Dopo qualche giorno si accogono che qualcosa scricchiola (lo scoprono però leggendo Wired) e scaricano un anno di articoli incensatori in un sol momento (e con un titolo duro come il granito): ”Tanta pubblicità, pochi abitanti. Quel bluff chiamato Second Life“. Bello, da leggere.
Però, dico io: l’equilibrio dove è finito?
Bah! E’ proprio vero che Internet è un fenomeno ancora “misterioso” per le masse. Con questa stampa informata (e quindi in grado di esercitare un po’ di critica) non vedo come l’uomo-della-strada possa raccapezzarsi.
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