La politica ha scoperto Internet (e lo ha fatto male)


Scritto il 5 giugno 2009 alle 12:38 da Nereo  |   View blog reactions



Le elezioni amministrative (in primis) e le europee segnano, almeno nella mia personale esperienza, la scoperta di Internet a fini elettorali da parte della politica italiana.

Il problema è l’uso che ne stanno facendo i candidati: in diversi casi elementare e in altri addirittura contrario alle policy di rete o alle stesse leggi che in passato hanno approvato.

In alte parole, chi oggi usa maldestramente questi strumenti viola norme  - ad esempio sull’e-mail marketing – che ha promulgato esso stesso negli anni scorsi (!).

Un tipico assurdo italiano.

A volte sembra di vedere un dinosauro che si muove in una stanza piena di cristalli.
Maldestro, per forza.

Qualche esempio creativo?

Beh, un politico molto in vista nella mia provincia, per quanto persona capace e che stimo, non può spammarmi con una bella indicazione sulla privacy che dice che il mio indirizzo è stato estratto da elenchi di pubblico dominio quando mi scrive sulla mail che ho utilizzato solamente per l’iscrizione all’albo degli ingegneri.
Ok, l’albo è una cosa pubblica (serve per certificare la professionalità di chi ne fa parte) però questo non gli da la possibilità di grabbare tutti gli indirizzi degli iscritti a di inviare loro una comunicazione elettorale non richiesta.

A volte lo spam arriva senza alcuna indicazione su come l’indirizzo sia stato rinvenuto, di chi lo stia trattando, per cosa e come si faccia a cancellarsi (bah, che scopo avrebbe? Oramai la mail me l’hai mandata, le prossime elezioni sono fra anni e probabilmente cambierai consulente e dovrai forse ricostruire da zero il data base ecc. ecc.).

Il problema, soprattutto nella politica locale, sono i consulenti – anch’essi locali – che tengono a essere più “allegri” delle agenzie con un minimo di “faccia” da tutelare.

Un appello alla politica: quando legiferate su Internet fatelo dopo aver verificato l’uso che ne fate. E quando scegliete un consulente, verificate che sia competente.
Perché, purtroppo per responsabilità vostra (e qui c’è poco da dire), un informatico non basta. Serve un avvocato che spieghi all’informatico come gestire – nel rispetto di tutte le norme – il trattamento dei dati come da voi deciso tempo addietro (si parla del 2003, non di ieri l’altro).

Proseguo nell’appello: va bene che abbiate percepito che Barack Obama ha vinto le elezioni grazie a Internet (tipico titolone semplicistico da quotidiano) ma questo non vuol dire che l’abbia fatto senza progetto, senza strumenti, senza conoscenza, senza consulenti capaci. Una cosa è certa, Obama ha sicuramente utilizzando meglio l’e-mail marketing.

Si capisce che son un po’ contrariato? ;-)

PS: l’informativa sulla privacy della mia azienda è di quattro pagine scritte fitte. E mi è costata in termini di tempo e consulenze legali (ben pagate). Avete fatto così anche voi (politici, nda) nel vostro mass mailing elettorale? Avreste dovuto …perché l’avete deciso voi.



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Postato il 5 giugno 2009 alle 12:38 all'interno della categoria Pensieri sparsi, società.
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  • http://seorama.comprabanner.com/ Martino

    Bell’articolo… e concordo con tutto quanto.

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  • http://www.bloginazienda.com/senza-categoria/lascesa-dei-blog-politici-come-strumento-democratici-dinformazione/ Alessandro Cosimetti

    I politici usano Internet, non tanto perché ne hanno compreso l’utilità e i benefici ma bensì perché “fa moderno”.

    I risultati? Quelli che hai citato nel tuo post.

    Dilettanti allo stato puro e pensare che almeno una volta potrebbero spendere bene i fondi destinati alle consulenze.

    Internet lo usano quasi come un obbligo, mentre continuano a tappezzare intere città sovrapponendo manifesti su manifesti in una “guerra all’ultima incollata”.

    Alessandro

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  • http://www.alessandroronchi.com Alessandro Ronch

    Ciao,
    ti riporto un esempio di qualche anno fa che aggiunge altra acqua sul fuoco. Anni fa sviluppai il sito di un candidato vice sindaco il quale volle un’area dedicata alle risposte ai cittadini. Tutto funzionante fino al giorno seguente alle elezioni in cui arrivò l’ordine di eliminare il sito perché ormai lo scopo era stato raggiunto. Come a dire: “ora che mi avete eletto non ho più bisogno di fingere di ascoltare le vostre richieste”. Vergognoso. E tipicamente italiano :-(
    Saluti, Alessandro

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  • http://seorama.comprabanner.com/ Martino

    Ormai quello del politico che apre un blog per poi abbandonarlo subito dopo le elezioni è diventato quasi uno stereotipo…

    Anche se devo dire ci sono delle gradevoli eccezioni, tra cui l’On. Cassinelli che sta facendo un servizio di tutto rispetto con l’Intergruppo Parlamentare 2.0… http://camere2punto0.wordpress.com/

    Oppure posso citare anche il nostrano (delle mie parti) Lorenzo Dellai, Presidente della Provincia di Trento: http://lorenzodellai.wordpress.com/ un blog aggiornato con una certa costanza, seguito e commentato anche dallo stesso autore, cosa molto rara tra i politici devo dire…

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  • http://nicoguzzi.blogspot.com Nico Guzzi

    Un’altra cosa interessante è invece sapere che gli elettori non scoprono l’Europa, anzi se ne allontano, il 43,39% è la media dei votanti nell’UE, nessuno s’interroga sul ruolo di un Parlamento sovranazionale e di una Commissione Europea che sono al limite della democraticità, nessuno s’interroga sul ruolo della Banca Centrale Europea e del suo legame con le Banchi Centrali Nazionali.

    La situazione si fa ancora più ridicola se si pensa che in Italia poi si votava anche per le provinciali…nella campagna elettorale dello scorso anno erano tutti concordi nel dire che vanno abolite: esatto, tutti d’accordo nel dire, il problema è il fare, è sempre stato il fare.

    Mi fermo, altrimenti mi innervosisco, buona serata…

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