Il Web 3.0 e la Comunità Europea
Tutto parte da quest’Ansa di stasera:
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Mi dico: no, sarà stato il giornalista ad inventare un titolo sciagurato.
E invece Viviane Reding ha parlato proprio di Web 3.0 e ne ha dato una definizione “per la Commissione Europea”:Â
Web 3.0 means seamless, anytime, anywhere business, entertainment and social networking over fast reliable and secure networks.
In questi anni ho sentito talmente tante definizioni di Web 3.0 da sapere che questo cerbero dalle tante teste non merita attenzione.
Che la Reding lo sventoli in modo così creativo mi fa solo pensar male dei suoi (sicuramente ben pagati) consulenti.
Ma dove sta andando a finire la politica? Bah…
PS: intendiamoci, la sua battaglia per la banda larga è encomiabile, lo so… però penso anche che al prossimo IAB Forum dovrei pagare 400 € per una ADSL per due giorni di congresso solo perché non ci sono le centraline in grado di reggere le linee e la Telecom deve creare un non-so-bene-cosa-ma-costoso-e-temporaneo per dare un collegamento agli espositori in pieno centro a Milano e mi viene mal di pancia.
1 commento ↓
Mi piacerebbe sapere quale scienziato – tuttologo del web o della comunicazione ha pensato di di parlare di web 3.0 … forse il 2.0 è già superato e noi siamo rimasti indietro e tu cosa ti lamenti 400 € è un prezzo “onesto” per una connessione temporanea visto che solo loro te la possono portare … se avessero voluto “approfittare” te ne avrebbero chiesti molti di più … povera telecom …
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