Il dilemma del clima di fiducia


Scritto il 30 marzo 2009 alle 14:40 da Nereo  |   View blog reactions



Uno dei discorsi da bar più diffusi in questo periodo è quello sulla crisi in Italia (nota bene: in Italia) e su come ognuno di noi la vede o subisce.

Tutti abbiamo un amico che giura sia una montatura delle aziende per ammorbidire i sindacati e “fare pulizia”, qualcun altro è al lavoro a singhiozzo ma quel giorno libero la settimana lo passa volentieri con i figli tanto l’azienda “sta bene” e fra un po’ conta di riprendersi.

La situazione è ambigua.
I ristoranti (quelli buoni) sono sempre pieni, ieri ero sull’autosole e in piena domenica piovosa facevo fatica a superare i 110 per il traffico per forza di cose “leisure”.

Non so proprio dove stia la verità.

E oggi mi arriva il report mensile di Nielsen con questo indicatore del clima di fiducia di consumatori e imprese manifatturiere.

Clima di fiducia: imprese vs consumatori

C’è seriamente da capire chi sbaglia:

  • I consumatori che vantano un indice di fiducia in crescita, addirittura oltre quello sperimentato nello stesso periodo del 2008 ?!
  • Le imprese (manifatturiere) che sperimentano un vero e proprio crollo ?

Mmhhh…



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Postato il 30 marzo 2009 alle 14:40 all'interno della categoria Pensieri sparsi, Ricerche, società.
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  • http://www.studiomader.it Michele

    E’ un discorso interessante.
    Anche nella zona industriale in cui lavoro io, molti piangono miseria, ma il numero di macchine parcheggiate (quindi lavoratori e clienti) è sempre in aumento.
    Sarebbe bello riuscire ad approfondirlo.

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  • http://www.alessandrocosimetti.com Alessandro Cosimetti

    Ne ho parlato un paio di giorni fa anche io sul mio blog…che la crisi sia un bel stratagemma e che tutti la ripetino a “pappagallo”.

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  • http://blog.achille.name/ sante

    All’inizio della mia avventura da imprenditore/professionista mi disse un miliardario Canadese che ho conosciuto a Vancouver che la fortuna va a chi lavora – oggi dico che la sfiga va a chi si vittimizza e si rassegna.

    Nel mio piccolissimo posso dire che è in costante crescita il numero di realtà alla ricerca di partner seri con cui avviare collaborazioni perché la verità (quella che nessuno dice) è che si è abituati alla vita comoda – avere tanto con sforzo ZERO (non voglio generalizzare per carità – è una costatazione di fatto che sento ripetermi).

    Allora bisogna prendere coscienza dei proprio limiti, capire che quello che si ha è il frutto di sacrifici fatti dalle generazioni precedenti, far tesoro e capire il valore delle cose, e mettersi al lavoro senza fare tante storie.

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