Finti incentivi e miopia cronica
Sembrerebbe si siano sbloccati i teorici 800 milioni per lo sviluppo della banda larga nel nostro paese.
Però, come segnalato dai commentatori più attenti, dentro a quell’importo si trovano i finanziamenti per
«la realizzazione di una unità navale per il soccorso alle popolazioni colpite da calamità naturali», «per il sostegno del made in Italy» e per la prosecuzione di interventi per promuovere l’alta tecnologia.
Sulle navi si stanno già sviluppando discussioni che ne evidenziano il lato surreale nel contesto in cui sono state piazzate.
Ma sullo sviluppo del Made in Italy un brivido mi è corso sulla schiena: che non sia il prossimo maga-finanziamento al carrozzone di Italia.it (oramai 3.0?).
Tanto sarebbe come mungere da una bella carta prepagata da 800 milioni così sarà più difficile (da fuori) individuare i confini di spesa del progetto.
A tutto questo si aggiunge la necessità di un piccolo outing: sono dannatamente contrario agli incentivi pubblici ai settori industriali.
Lo ero già per gli incentivi all’auto e oggi mi ritrovo, sempre nel provvedimento del Governo, un incentivo per l’acquisto di motori per nautica da diporto!?!?
In generale – non è colpa di un ministro o di un sottosegretario ma dell’intera classe politica – ci si rivolge all’industria come settore portante della nostra economia senza capire che lo sviluppo dell’innovazione, della tecnologia e dei servizi è quello che ci può far crescere a tutti i livelli (anche industriali) e far fare un gradino importante al nostro Paese.
Perché nell’ultima partita di incentivi alle imprese si detassavano tutti gli investimenti in macchinari produttivi ma non in una cosa semplice (e utile) come i computer?
Perché non si investe, ad esempio e come suggeriva ieri Assinform, in incentivi per la rottamazione del software invece che delle auto?
Se siamo in crisi, che senso ha favorire un privato che riesce – nonostante la situazione – ad acquistare un’autovettura nuova fiammante?
Che beneficio da al di là dei conti di Fiat e consorelle europee?
Detassare la banda larga, il software, i server, gli investimenti in tecnologia e innovazione informatica è invece qualcosa di finalizzato alla produzione, alla crescita – anche di un Made in Italy di cervelli che ci sono e che al massimo possono comprarsi una macchina nuova o, peggio, un motore per la barca.
PS: la mia azienda è in piena (ricca) pianura padana, senza alcun impedimento geo-morfologico, di fronte a un villaggio industriale e quello che possiamo avere senza costi di impianto esagerati sono due ADSL che vanno a 2 Mbit/s di picco rallentando il lavoro di un’azienda che vive del collegamento alla Rete.
Non ci sono i cavi. Le centraline sono inadeguate. Poche soluzioni se non pagare di tasca nostra – e costo pieno, senza incentivi – lo scavo per tirare una fibra di proprietà. Terzo mondo.
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