Everything but Google
Scritto il 19 agosto 2008 alle 16:27 da Nereo |
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Al SES San Jose ieri si è dibattuto delle alternative a Google come canale pubblicitario di Search Marketing:
Everything but Google: Alternative Search Advertising Options
Probabilmente ha ragione Marco, oramai la copertura della blogosfera è tale che se non fosse per l’aspetto interpersonale si potrebbe tranquillamente preferire la differita dal divano di casa (più o meno come sta accadendo a me).
Un paio di cose su cui ragionare leggendo quanto detto in sala:
- Già per gli USA (figuriamoci da noi) ci si sta arrampicando sugli specchi. Uniche fonti interessanti di traffico con reach sufficienti sono al di fuori del Search (vedi le citazioni a Facebook) o sui Social Network. Unico meccanismo di micro-segmentazione su questi canali è la geo-localizzazione o la solita analisi del contesto. Comunque non si ragiona sulla keyword.
- Un buon consiglio è quello di destinare sempre almeno un 10% del budget ai test di nuovi canali/motori che possono rivelarsi fucine di conversioni soprattutto perché meno concorrenziali all’inizio.
Purtroppo tutto questo ha un costo e così arrivo al punto che segue… - Il problema è anche dato dagli investitori (e dalle loro agenzie, aggiungo io) che cercano uno one-stop shop cioè un unico posto dove trovare un grandissimo numero di utenti e acquistare advertising una sola volta, imparandosi solo un meccanismo/interfaccia e limitandosi alla relazione con un solo interlocutore.
Per molti di questi investitori Google finora ha rappresentato bene il concetto di one-stop shop perché ha una reach paurosa e perché ha sconfinato: oggi si parla di Search Marketing anche per tutti gli advertising pubblicitari contestuali che girano su siti di contenuto.
Qualcuno durante la sessione ha sottolineato come questo generi molta confusione nel mercato (che proprio non ce la fa a maturare).