Colpevolmente 1.0?
Dopo aver preso qualche giorno per digerire tutto l’arretrato post-web2.Oltre pensavo di condividere una riflessione che parte dalle impressioni che ho raccolto dai (potenziali) clienti – quelli veri che di solito scarseggiano ma che stavolta c’erano - in giro per il convegno.
Una premessa.
Il fenomeno 2.0 è estremamente affascinante per tutte le implicazioni che può portare nel nostro modo di fruire la Rete.
Lo sforzo fatto per definire i contorni del web 2.0 è finalmente approdato a una versione semplice e chiara che condivido (e riadatto): una serie di applicazioni di relazione che sfruttano (positivamente) gli effetti della rete.
La rete c’è da sempre. Il modo di fruirla con applicazioni nuove (non solo web) è una frontiera molto ampia che comprende ora altri mezzi (purché li si connetta).
E il mercato italiano?
Beh, ancora non coglie che la punta dell’iceberg… e si interroga quasi esclusivamente sull’equazione: web 2.0 = Blog.
Ma perché (ancora) non coglie?
La mia impressione è che sia un problema “nostro”, cioé di chi lavora professionalmente sul web. Il fenomeno 2.0 – quello vero, completo e pure complesso – ce lo siamo trovato addosso per primi e – credo io – non abbiamo saputo gestirlo (del tutto e per bene) anche perché è stato veramente sorprendente e frenetico.
E così, il vantaggio del mercato online statunitense è stato ristabilito. D’altronde, in periodi di “bassa innovazione” gli iseguitori recuperano terreno… ci stavamo riuscendo persino noi italiani.
Molti operatori purtroppo pensano ancora al web 2.0 in modo semplicistico (eventi come quello che si è appena concluso possono aprire la mente… e non poco) basti pensare alla bagarre fra Dada, Alice e Yahoo! che avrebbero dovuto parlare di “Show me the money: Ritorno degli investimenti e Modelli di revenue del Web 2.0 nel mercato italiano e globale” dove si è parlato di modelli talmente poco innovativi che è saltato pure fuori questa affermazione poco felice.
La domanda che mi arrovella (e che vi giro) è quindi questa: non è che è colpa nostra?
2 commenti ↓
Ci abbiamo messo 20 anni rispetto agli USA per aprire le TV commerciali, adesso vogliamo restare legati a questo modello di business almeno per un po’, no?! Infondo quello che almeno io ho colto dall’intervento che citavi è che non siamo ancora in grado di superare un mdoello di business legato al puro inserzionismo pubblicitario, forse non siamo nemmeno al web 1.0! Credo sia un problema culturale, non una mancanza degli addetti ai lavori e soprattuto credo sia una mancanza di volontà di trasparenza. Se in azienda non cambia questo, aprirsi al web 2.0 è pura utopia. Ma noi continuiamo a lottare
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In effetti,
tramitetranne pochissime eccezioni (che quindi non fanno la regola) non ho visto nessun modello di business realistico per i progetti 2.0 (o che non sia un modello pubblicitario “mascherato”).E pure sul discorso aziende 0.9 noto la stessa cosa anche io.
Il problema in questo caso è che il mercato sta diventando autonomamente 2.0 e le aziende stanno semplicemente perdendo occasioni e pure controllo sui propri clienti, reali o potenziali.
Come al solito dovremo aspettare… troppo.
Ciao Sara e grazie per il tuo parere!
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