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	<title>Totale&#124;il blog di Nereo Sciutto &#187; Pubblicità 2.0</title>
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	<description>Questo non è (solo) un altro blog di Search Marketing.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 04 Jan 2012 13:54:58 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Anche Google vittima del Far West delle PR digitali</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 13:45:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nereo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri sparsi]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicità 2.0]]></category>
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		<description><![CDATA[Premessa necessaria: la storia che sta scritta qua sotto l&#8217;ho buttata giù di getto, in pausa pranzo, in risposta alla querelle che sta attraversando Google per aver utilizzato agenzie che hanno violato palesemente le policy del motore di ricerca nel tentativo di promuovere il browser Chrome. Oggi Google si è auto-penalizzata, rispondendo al moto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5>Premessa necessaria: la storia che sta scritta qua sotto l&#8217;ho buttata giù di getto, in pausa pranzo, in risposta alla querelle che sta attraversando Google per aver utilizzato agenzie che hanno violato palesemente le policy del motore di ricerca nel tentativo di promuovere il browser Chrome. Oggi Google si è auto-penalizzata, rispondendo al moto di stizza di tanti operatori che si sono visti scandalizzati da un comportamento apparentemente ipocrita di Google.</h5>
<h5>Se non ne sai nulla puoi approfondire le principali puntate <a href="http://searchengineland.com/googles-jaw-dropping-sponsored-post-campaign-for-chrome-106348" target="_blank">qui</a> e <a href="http://searchengineland.com/google-chrome-page-will-have-pagerank-reduced-due-to-sponsored-posts-106551" target="_blank">qui</a> (in lingua inglese e in successione). Consiglio la fonte originale perché le varie reprise italiche non aggiungono niente,anzi.</h5>
<p><img class="size-medium wp-image-2028 alignright" style="margin: 15px;" title="Selvaggio West (reale)" src="http://www.totale.it/wp-content/uploads/wild_west-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></p>
<p>Io ho un parere molto netto sugli anni nei quali ci troviamo a vivere e lavorare: siamo nel mezzo (non certo alla fine) di un&#8217;espansione frenetica in terre nuove e sconosciute, dove le regole sono lasche (quando ci sono), i pionieri coraggiosi ma molto determinati ad avere successo in un ambiente nuovo che gli si apre davanti.</p>
<p>Ed è in questo <strong>Far West digitale</strong> che i primi arrivati occupano terreno, stabiliscono regole &#8211; per forza di cose effimere e partigiane &#8211; e rendono più arduo l&#8217;ingresso ai late comers.</p>
<p>E&#8217; il terreno dove i bisogni si risolvono in modi diretti, efficaci e spesso violenti. Dove esistono veri e propri omicidi digitali (qualcuno ha detto &#8220;Panda&#8221;?) e dove lo sceriffo ha mezzi rozzi e borderline per derimere le questioni. Dove il boss della cittadina spadroneggia tronfio fino al giorno (sempre troppo vicino) in cui verrà sostituito &#8211; a spallate &#8211; dal nuovo che avanza.</p>
<p>Una prateria dove c&#8217;è chi fa<strong> il lavoro sporco per il ricco possidente terriero vestito di bianco,</strong> che mangia alla tavola del suo ranch con posate d&#8217;argento e ceramiche bianche &#8230;mentre il cowboy è immerso nel fango per mantenere il bestiame, mandare avanti la fattoria o trasformarsi in sgherro che risolve le questioni con i nativi o i poveracci in modo burbero ma efficace.</p>
<p>E&#8217; un attimo che qualcuno risolva una questione sparando qualche colpo in aria o nel petto di un uomo. Ma il ricco possidente non vede e non sente, chiede che si eseguano le sue direttive e che il suo pranzo sia sempre servito in salotto, nella porcellana bianca, la domestica di colore col vestito stirato e i suoi stivali lucidi come se non avessero mai sfiorato la sabbia della prateria in vita loro.</p>
<p>E&#8217; qui che i manager delle grandi aziende organizzano le loro campagne e provano a integrare il medium digitale in strategie di marketing <strong>push</strong> &#8211; fatto di ordini, di imperativi e non sicuramente di ascolto &#8211; quando questo selvaggio west digitale è tutt&#8217;altro che imperativo.</p>
<p>E&#8217; qui che (anche) Google cade vittima delle agenzie di PR digitali. Agenzie che sono andate un po&#8217; più in là, verso ovest, e che hanno capito che se un cliente vuole ottenere successo sui Social Network e sui Motori di Ricerca è meglio eseguire &#8211; con i <strong>metodi duri di un cowboy pistolero</strong> da saloon &#8211; piuttosto che convincerlo che il sistema non è dei migliori.</p>
<p>Le agenzie si comportano così perché<strong> le regole non sono ancora conosciute, condivise e diffuse</strong>, le best practices arriveranno anni dopo la ferrovia a vapore. L&#8217;etica è agli antipodi rispetto a questo mondo di &#8220;farabutti&#8221;, dove il metodo più violento, diretto, duro è sempre quello che funziona. Almeno finché saremo nel selvaggio west. E ci rimarremo ancora per un pezzo.</p>
<p>Oggi le digital PR sono troppo spesso il braccio armato delle aziende sul web: fanno il lavoro sporco, al grido di &#8220;tanto è sempre stato così, i pubbli-redazionali sono sempre esistiti, che cosa credevi?&#8221;.</p>
<p>Sono sicuro che Google non sapesse niente di come sarebbe stato gestito in modo pratico il lavoro di promozione che ha richiesto per Chrome. <strong>Ha preteso risultati</strong>. E l&#8217;agenzia ha trovato un modo per darglieli. Google è ignaro &#8211; come lo sono le aziende che investono in Rete in modo epidermico &#8211; di cosa ci stia sotto. Domandano risultati. Senza se e senza ma come se si stesse parlando di carta stampata. Ma non è carta stampata.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-2029" style="margin: 15px;" title="sceriffo" src="http://www.totale.it/wp-content/uploads/sceriffo-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />Ma la Rete è sociale, è critica, è in qualche modo ispida, reattiva. La Rete parla, propaga le idee e le critiche. E&#8217; qualcosa di vivo che si muove sulla base di un ecosistema complesso, dove Google stesso è artefice di regole che non sono scolpite nella pietra ma che possono cambiare di giorno in giorno con il variare delle stagioni o anche solo il calar del sole.</p>
<p><strong>Google è un&#8217;azienda meravigliosa che sa fare molto bene gli strumenti ma non li usa direttamente.</strong><br />
Quanti sanno che<strong> le campagne SEM di Google sono appaltate all&#8217;esterno</strong> ad agenzie specializzate?<br />
Ti scandalizzi? No, non devi.</p>
<blockquote><p>Alla Ferrari non sono piloti. Saper progettare e costruire un motore o lavorare sull&#8217;aerodinamica  non richiede di essere un pilota. Per quello c&#8217;è il mercato: i piloti migliori per un&#8217;auto si assumono e si mettono alla guida delle proprie macchine.</p>
<p>Google ha gli strumenti ma chi li usa sono i piloti che trova in agenzia e quindi anche le campagne SEM, le ottimizzazioni di usabilità e di CRO con Website Optimizer e così via, sono tutte attività che acquista sul mercato dalle migliori professionalità. Dal miglior pilota. <strong>Perché Google fa motori, non scuole di guida sportiva</strong>.</p></blockquote>
<p>E così capita che pure il gigante di Mountain View inciampi in una campagna di promozione dove si sponsorizzano post <strong>pagando i blogger</strong>, dove si scrivono testi edulcorati per i motori di ricerca, dove si inseriscono link artificiosi, dove si fa qualcosa di palesemente vietato dalle loro stesse guidelines anti-spam.</p>
<p>Ma la colpa di Google, come quella di tutte le grandi aziende che chiedono risultati senza produrre da soli uno straccio di contenuto, è di vivere in un <strong>Selvaggio West digitale</strong> dove il lavoro sporco lo fanno i bulli e dove le poche agenzie che sanno dire di &#8220;no&#8221; lavorano con soddisfazione solo per le realtà più colte e lungimiranti.<br />
Aziende e manager che hanno capito &#8211; leggendo, studiando, cambiando le loro idee &#8211; che così non può andare avanti per sempre. Che è meglio convivere  in pace e armonia con le tribù locali piuttosto che <strong>corromperle con l&#8217;alcool</strong> perché non facciano rumore e abbassino la testa.</p>
<p>Siamo nel Far West digitale ma presto &#8211; o temo tardi &#8211; ne usciremo.</p>
<p>Per ora si sta bene nella riserva indiana, dove si prova a vivere in pace guardando dall&#8217;alto le sterminate praterie dove si combatte con regole vecchie in attesa che il progresso spazzi via tutto. Quassù sull&#8217;altopiano <strong>c&#8217;è posto per tutti</strong>. Però serve uno sforzo per voler cambiare e salire per il sentiero.<br />
Pensare che sia meglio <strong>appaltare</strong> a un&#8217;agenzia specializzata la gestione dei social network di un&#8217;azienda con un approccio &#8220;black box&#8221; (leggi: non voglio vedere come lavori, non collaboro se non pagandoti e poi voglio i risultati in output al processo) è come essere finito nelle sabbie mobili. Se ne può uscire ma occorre stare fermo &#8230;e pensare a una via d&#8217;uscita.</p>
<p>Hasta luego, Gringo.</p>
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		<item>
		<title>Il valore vero dell&#8217;advertising online (e perché Arianna Huffington non l&#8217;ha raccontata giusta)</title>
		<link>http://www.totale.it/il-valore-vero-delladvertising-online-e-perche-arianna-huffington-non-lha-raccontata-giusta-2002.html</link>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 09:42:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nereo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising online]]></category>
		<category><![CDATA[iab]]></category>
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		<category><![CDATA[Pubblicità 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[arianna huffington]]></category>
		<category><![CDATA[huffingont post]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>

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		<description><![CDATA[Devo fare una premessa a un discorso estremamente importante e sottovalutato che può mostrare tutta la nostra industry dell&#8217;advertising digitale da un punto di vista nuovo ma molto più realistico di come sia ora.
Partiamo dalla plenaria di IAB Forum e da Arianna Huffington.
Arianna Huffington ci ha detto che gli accessi da Social Network verso la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Devo fare una premessa a un discorso estremamente importante e sottovalutato che può mostrare tutta la nostra industry dell&#8217;advertising digitale da un punto di vista nuovo ma molto più realistico di come sia ora.</p>
<p>Partiamo dalla plenaria di IAB Forum e da Arianna Huffington.</p>
<p><strong>Arianna Huffington</strong> ci ha detto che gli accessi da Social Network verso la stampa Usa sono <strong>la fonte di traffico più rilevante</strong>. Che i motori sono roba vecchia, superati dall&#8217;attività sociale su Facebook e Twitter.</p>
<p><strong>Beh, Arianna non l&#8217;ha raccontata giusta &#8230;e lo sapeva <img src='http://www.totale.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </strong></p>
<p>La fonte non sono io ma un <a title="Studio sulle sorgenti di traffico per i siti di news online USA" href="http://www.journalism.org/analysis_report/navigating_news_online" target="_blank">bellissimo studio</a> (che tutti gli addetti ai lavori conoscono) del <em><strong>PEW</strong> Research Center&#8217;s Project for Excellence in Journalism</em> che ci dice che Google è sempre il primo driver di traffico anche se con percentuali diverse a seconda della testata.<br />
Questo studio ci dice che a <strong>Maggio 2011</strong> la percentuale di traffico da Google per l&#8217;Huffington Post gravitava intorno al <strong>35%</strong> degli accessi complessivi. E non sta considerando Bing che negli States conta a doppia cifra nei volumi di ricerca.</p>
<p><a href="http://www.totale.it/wp-content/uploads/3-the_influence_of_google.png" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-2004  alignnone" title="Percentuale di traffico da Google verso i siti dei quotidiani Usa" src="http://www.totale.it/wp-content/uploads/3-the_influence_of_google-300x244.png" alt="" width="300" height="244" /></a></p>
<p>In secondo luogo, Facebook e Twitter sono star emergenti ma le loro percentuali sono ancora da 2°/3° posto e non da 1°.</p>
<p>Il perché Arianna Huffington abbia buttato tutto sui social è presto detto: Piroso le ha chiesto se fosse vero che l&#8217;Huff Post facesse un largo uso di <strong>SEO &#8220;competitiva&#8221;</strong> <strong>sui termini caldi del momento</strong> per incrementare il traffico e invece di ammetterlo (cosa che non voleva fare) Arianna <strong>ha sapientemente spostato l&#8217;attenzione su una questione diversa</strong> e di interesse per chi la stava ascoltando.</p>
<p>Vuoi le cifre? Eccole:</p>
<p><a href="http://www.totale.it/wp-content/uploads/4-the_influence_of_facebook.png" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-2003  alignnone" title="Percentuale di traffico da Facebook per i quotidiani online Usa" src="http://www.totale.it/wp-content/uploads/4-the_influence_of_facebook-300x218.png" alt="" width="300" height="218" /></a></p>
<p>Come vedi, l&#8217;<strong>Huff Post ha un 35% di traffico da Google, un 8% da Facebook e un &#8220;ricco&#8221; 1% da Twitter </strong>(nel paese dove Twitter è più usato in assoluto)<strong>. </strong></p>
<p><strong></strong>Arianna continua a spingere sulla SEO legata agli hype del momento (era lei ad aver fatto una intera sezione dedicata a Berlusconi aperta in fretta e furia durante il primo Bunga-Bunga) e fa finta di nulla adducendo che queste cose sono meno importanti dei Social.</p>
<p>Arrivo al punto &#8220;vero&#8221;: <strong>cosa ci dice tutto questo?</strong></p>
<h3>Che i driver principali di traffico sono i motori di ricerca &#8211; Google in testa &#8211; e i Social Network.</h3>
<h3>E&#8217; advertising? Secondo la classificazione italica di IAB e di Fcp la risposta è <strong>no</strong>.</h3>
<p><strong>La SEO non viene misurata</strong> da nessun report sui budget. Le cifre che abbiamo visto a IAB Forum coprono solo il budget media su Display, Search (leggi: Adwords e Youtube) e eMail Marketing (leggi: solo i soldi pagati per accedere ai database).</p>
<p>Anche <strong>i Social Network non vengono misurati.<br />
</strong>Non stiamo parlando di accessi che arrivano da Facebook tramite il display. Qua si parla di accessi da Twitter e da Facebook che arrivano <strong>dall&#8217;attività delle persone</strong> in seguito a un progetto di Social Media Marketing che è al <strong>100% consulenza</strong> e che quindi non viene tracciato.</p>
<h2>La misurazione del valore dell&#8217;adv online è sottostimata (e sbilanciata).</h2>
<p>I risultati organici di Google sono la <strong>prima fonte</strong> di accesso della stragrande maggioranza dei siti in tutto il mondo.<br />
L&#8217;attività di SEO è quindi una potente leva pubblicitaria in grado di generare traffico, attenzione e visibilità.</p>
<h3>La SEO è quindi una forma di investimento pubblicitario che muove la maggioranza del traffico a un sito web.</h3>
<h2>E non viene misurata.</h2>
<h3>I Social Network idem.</h3>
<p>Vogliamo ancora limitarci a considerare 1 miliardo di euro come valore &#8211; reale &#8211; della industry dell&#8217;advertising online?</p>
<p>A questo punto però mi interessa sapere cosa ne pensi tu. Ne parliamo? Secondo me merita di fermarsi un attimo a ragionare.</p>
<p>PS: grazie per essere arrivato fin qua in fondo <img src='http://www.totale.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
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          if (d.getElementById(id)) {return;}
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          js.src = "//connect.facebook.net/en_US/all.js#xfbml=1";
          fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs);
        }(document, "script", "facebook-jssdk"));</script>
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		</item>
		<item>
		<title>Al giornalismo online manca una dimensione</title>
		<link>http://www.totale.it/al-giornalismo-online-manca-una-dimensione-1917.html</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 10:22:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nereo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblicità 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[società digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Tonacci]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[grande fratello]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Mensurati]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
		<category><![CDATA[repubblica]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi è stato pubblicato un articolo &#8220;bomba&#8221;  con lancio direttamente in home page di Repubblica, appena sotto all&#8217;affaire Fini-Berlusconia firma di Fabio Tonacci e Marco Mensurati (ndr: che non conosco).

Ecco il Grande fratello Google
Ci scheda per la pubblicità
Gli identikit conservati un anno e mezzo in 450mila server. Chi va in rete viene inseguito da inserzioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi è stato pubblicato un articolo &#8220;bomba&#8221;  con lancio direttamente in home page di Repubblica, appena sotto all&#8217;affaire Fini-Berlusconia firma di Fabio Tonacci e Marco Mensurati (ndr: che non conosco).</p>
<blockquote>
<h2>Ecco il Grande fratello Google<br />
Ci scheda per la pubblicità</h2>
<h3>Gli identikit conservati un anno e mezzo in 450mila server. Chi va in rete viene inseguito da inserzioni dedicate. Esiste un&#8217;operazione per disattivare il tracciamento ma è a carico dell&#8217;utente. Gusti, orientamenti sessuali e religiosi.</h3>
</blockquote>
<p>I temi sono scottanti e il riferimento &#8220;buttato lì&#8221; nell&#8217;occhiello ai <em>gusti e orientamenti sessuali e religiosi </em>inquieterà parecchi.</p>
<p>Il problema non è la querelle Repubblica-Google che ha una storia probabilmente molto più complessa di come la vedono i comuni mortali <img src='http://www.totale.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Quello che mi ha infastidito è la possibilità che un giornalista ha oggi di descrivere fatti o di pubblicare considerazioni <strong>senza dover documentare</strong> (leggi: linkare) <strong>uno straccio di fonte</strong>.</p>
<p>In altre parole: chi fa inchiesta sul giornalista d&#8217;inchiesta? <img src='http://www.totale.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>A un certo punto si legge:</p>
<blockquote><p>Perché Google ha venduto di recente alcuni server alla Cia e alla National Security Agency?</p></blockquote>
<p>Boh? Io proprio non lo so. Che server sono? Magari è un <a href="http://www.google.com/enterprise/search/gsa.html">Search Appliance</a> per la ricerca sul sito.<br />
Dove l&#8217;hai letto? Mi aiuti a saperne di più?<br />
<a href="http://www.google.com/enterprise/search/gsa.html"><img class="alignnone size-full wp-image-1918" title="Google Search Appliance" src="http://www.totale.it/wp-content/uploads/gsa2.jpg" alt="" width="240" height="122" /></a></p>
<p>Mi piacerebbe approfondire&#8230; ma &#8211; gasp! &#8211; l&#8217;articolo è online ma non è un <strong>ipertesto</strong>. <strong>Non c&#8217;è un link </strong>alla fonte o a qualche approfondimento.</p>
<p>Aspetta. Ma allora, che differenza c&#8217;è con un&#8217;<strong>illazione</strong>?  &#8230;con un <strong>rumor?</strong></p>
<p>Caspita. Sei un giornalista che scrive un pezzo per il sito. Fai un&#8217;indagine su Google. Scrivi <strong>parole pesanti su temi delicati</strong>. Perché non mi dai la possibilità di <strong>approfondire?</strong><br />
Perché io voglio capire davvero. Non è che credo supinamente a quello che scrivi.</p>
<p>Ho <a href="http://www.totale.it/zambardino-e-il-fantomatico-buco-di-google-124.html" target="_self">già &#8220;discusso&#8221; con Zambardino anni fa quando diede del genio a Calzolari</a>.<br />
Massimo rispetto per i giornalisti e per il lavoro di inchiesta ma io sono ing. e ho dei difetti da ing: su queste cose tecnologiche vorrei un po&#8217; di rigore.<br />
Quindi leggo le fonti e cerco di capire cosa ci sia dietro.</p>
<p><strong>Al giornalismo online manca una dimension</strong>e. <strong>Quel foglio è ancora di carta </strong>anche se pubblicato online.</p>
<p>L&#8217;ultimo dei blogger ha un rigore maggiore: scrive e cita. <strong>Argomenta, linka, si apre al dibattito e alla critica.</strong></p>
<p>Per approfondire e sviscerare l&#8217;argomento non ti resta che <a href="http://ff.im/pbjTa" target="_blank">andare a leggere (e scrivere!) su Friendfeed</a> ad es.</p>
<p>PS:  Dall&#8217;articolo parrebbe che Google incroci i dati per ottenere tutte queste informazioni</p>
<blockquote><p>Su un altro computer &#8211; dotato di un software in grado di fare il profiling &#8211; abbiamo potuto vedere con gli occhi di Google.</p></blockquote>
<p>Ma <strong>non esiste una prova che sia una</strong> del fatto che Google incroci i dati. Usare un sw di profiling non vuol assolutamente dire &#8220;vedere con gli occhi di Google&#8221;.<br />
Probabilmente G incrocia ed è verosimile che passi qualche dato alla NSA per questioni di sicurezza nazionale ma non ci sono prove anche se l&#8217;articolo scrive come se fosse così.</p>
<p>Quoto Mantellini in un commento su FF:</p>
<blockquote><p>Se a Repubblica non si fossero gia&#8217; da tempo giocati ogni credibilita&#8217; nella loro eterna partigianeria contro Google sarebbe un articolo quasi normale</p></blockquote>
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          if (d.getElementById(id)) {return;}
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		<title>Offerte varie via e-mail (n. 1)</title>
		<link>http://www.totale.it/offerte-varie-via-e-mail-n-1-1910.html</link>
		<comments>http://www.totale.it/offerte-varie-via-e-mail-n-1-1910.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 13:45:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nereo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising online]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicità 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[agenzie]]></category>
		<category><![CDATA[digital pr]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.totale.it/?p=1910</guid>
		<description><![CDATA[Gentile Webmaster,
Vorrei informarla di un&#8217;interessante opportunità per il suo sito web:
http://www.totale.it/
La nostra agenzia sta&#8217; cercando siti web interessanti e affidabili per promuovere i siti dei nostri clienti.
Qualora fosse interessato, sarò lieta d&#8217;inviarle ulteriori dettagli in merito alla nostra proposta.
Resto in attesa di un Suo gentile riscontro.
Cordiali saluti,
Xxxxx Xxxxxxxx
Advertising Consultant

      
 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Gentile Webmaster,</p>
<p>Vorrei informarla di un&#8217;interessante opportunità per il suo sito web:</p>
<p><a href="http://www.totale.it/">http://www.totale.it/</a></p>
<p>La nostra agenzia sta&#8217; cercando siti web interessanti e affidabili per promuovere i siti dei nostri clienti.</p>
<p>Qualora fosse interessato, sarò lieta d&#8217;inviarle ulteriori dettagli in merito alla nostra proposta.</p>
<p>Resto in attesa di un Suo gentile riscontro.</p>
<p>Cordiali saluti,</p>
<p>Xxxxx Xxxxxxxx</p>
<p>Advertising Consultant</p></blockquote>
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		</item>
		<item>
		<title>Qual è il CTR dei banner? Eccolo.</title>
		<link>http://www.totale.it/qual-e-il-ctr-dei-banner-eccolo-1825.html</link>
		<comments>http://www.totale.it/qual-e-il-ctr-dei-banner-eccolo-1825.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 10:07:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nereo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Pubblicità 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[click-through-rate]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo è il tweet sparato 10 minuti fa da IAB US (su fonte Doubleclick), che ho scoperto via Tommaso:

Liberamente interpretato: se prendiamo in esame il Click-Through-Rate del Display Adv siamo passati dal 2,1% del 1997, attraverso uno (striminzito) 0,5% del 2001 per giungere allo 0,1%  di CTR dei banner - oh! 1 per mille di media [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo è il tweet sparato 10 minuti fa da <a href="http://twitter.com/iab">IAB US</a> (su fonte Doubleclick), che ho scoperto via <a href="http://twitter.com/tommy291274" target="_blank">Tommaso</a>:</p>
<p><img class="size-full wp-image-1826" title="CTR dei banner da IAB US citando fonte Doubleclick" src="http://www.totale.it/wp-content/uploads/CTR-banner-IAB.jpg" alt="" width="483" height="148" /></p>
<p>Liberamente interpretato: se prendiamo in esame il Click-Through-Rate del Display Adv siamo passati dal 2,1% del <strong>1997</strong>, attraverso uno (striminzito) 0,5% del 2001 per giungere allo <strong>0,1%  di CTR dei banner </strong>- oh! 1 per mille di media &#8211; del<strong> 2008</strong>.</p>
<p>Alcuni retwittano il messaggio aggiungendo come il banner sia oramai morto.<br />
No, <strong>non è affatto vero</strong>.</p>
<p>Prima di tutto il banner <strong>non è mai stato</strong> uno strumento per generare traffico e il CTR non è mai stata una <strong>metrica </strong>da tenere in considerazione per valutarne l&#8217;efficacia.</p>
<p>Come dici? Il Centro Media ti passa un Excel con impression, click e CTR? <img src='http://www.totale.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Per me il banner è advertising display e come tale va <em>visto</em>.<br />
Non necessariamente cliccato. Visto.</p>
<p>Come ho provato a dire durante <a href="http://www.totale.it/la-mia-presentazione-search-for-more-a-iab-forum-2009-1640.html" target="_self">lo scorso IAB Forum</a>, considerato lo stato dei siti che accompagnano le campagne di alcuni importanti brand, a volte sarebbe meglio che la creatività <strong>non </strong>avesse un link sopra.</p>
<p>Si guarda, si ricorda, si inizia un percorso che passerà attraverso i Social Network, i Motori di Ricerca, TV, Radio, un amico al bar ecc. ecc. e alla fine porterà a un risultato.</p>
<p><img class="size-full wp-image-1827" title="Il sito è in mezzo fra l'advertising e l'acquisto" src="http://www.totale.it/wp-content/uploads/sito-advertising.jpg" alt="" width="500" height="111" /></p>
<p>I motori non sono la panacea e i banner neanche.</p>
<p>Quindi non chiediamogli la Luna (che tanto non la portavano neanche nel 1997).</p>
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          if (d.getElementById(id)) {return;}
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        }(document, "script", "facebook-jssdk"));</script>
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		</item>
		<item>
		<title>Tostitos: cosa vuol dire creatività digitale</title>
		<link>http://www.totale.it/tostitos-cosa-vuol-dire-creativita-digitale-1806.html</link>
		<comments>http://www.totale.it/tostitos-cosa-vuol-dire-creativita-digitale-1806.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 21:17:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nereo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[creativo]]></category>
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		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[vimeo]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un po&#8217; stanno girando alcuni formati decisamente innovativi che consentono di giungere a livelli di creatività inarrivabili precedentemente.
Un esempio che va assolutamente visto è il video &#8220;And Then There Was Salsa&#8221; di Tostitos.
Istruzioni: vai alla pagina su Vimeo e lancia il video da lì (audio on).
Buon divertimento  

via Roberto Venturini

     [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da un po&#8217; stanno girando alcuni formati decisamente innovativi che consentono di giungere a livelli di creatività inarrivabili precedentemente.</p>
<p>Un esempio che <strong>va </strong><strong>assolutamente </strong><strong>visto </strong>è il video &#8220;<strong><em>And Then There Was Salsa</em></strong>&#8221; di <strong>Tostitos</strong>.</p>
<p>Istruzioni: <a href="http://www.vimeo.com/9194146" target="_blank"><strong>vai alla pagina su Vimeo </strong></a><strong>e lancia il video da lì</strong> (audio on).</p>
<p>Buon divertimento <img src='http://www.totale.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://www.vimeo.com/9194146" target="_blank"><img class="size-full wp-image-1807" title="Tostitos: and then there was salsa video" src="http://www.totale.it/wp-content/uploads/tostitos.jpg" alt="" width="500" height="286" /></a></p>
<p><small>via <a href="http://robertoventurini.blogspot.com/2010/03/un-video-che-pensa-out-of-box.html" target="_blank">Roberto Venturini</a></small></p>
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        }(document, "script", "facebook-jssdk"));</script>
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		</item>
		<item>
		<title>Incontro di due mondi: Google entra nel Superbowl</title>
		<link>http://www.totale.it/incontro-di-due-mondi-google-entra-nel-superbowl-1719.html</link>
		<comments>http://www.totale.it/incontro-di-due-mondi-google-entra-nel-superbowl-1719.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 14:03:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nereo</dc:creator>
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		<guid isPermaLink="false">http://www.totale.it/?p=1719</guid>
		<description><![CDATA[Ho già parlato in passato del Lifetime Value degli spot che girano durante il Superbowl.
Il riassunto è che uno spot realizzato ad hoc per un&#8217;unica proiezione durante l&#8217;evento sportivo più visto del pianeta, viene visto live da diverse decine di milioni di spettatori ma poi viene rivisto in rete per tutto l&#8217;anno successivo da diversi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho già parlato in passato del <a href="http://www.totale.it/superbowl-e-una-lezione-sul-lifetime-value-di-uno-spot-televisivo-163.html" target="_self">Lifetime Value degli spot che girano durante il Superbowl</a>.<br />
Il riassunto è che uno spot realizzato ad hoc per <strong>un&#8217;unica </strong>proiezione durante l&#8217;evento sportivo più visto del pianeta, viene visto <em>live </em>da diverse decine di milioni di spettatori ma poi viene rivisto in rete per tutto l&#8217;anno successivo da diversi altri milioni di spettatori internettiani.</p>
<p>Una novità del Superbowl giocato ieri nella notte italiana è stata la <strong>discesa in campo di Google</strong> nell&#8217;arena del <em>prime time</em> di lusso della televisione statunitense.</p>
<p>Google ha pianificato un singolo spot di circa <strong>1 minuto</strong> con una stima di circa 5.5 milioni di dollari di costo.</p>
<p>Intanto eccoti <strong>Parisian Love</strong>:<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/nnsSUqgkDwU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00&amp;hd=1&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="315" src="http://www.youtube.com/v/nnsSUqgkDwU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00&amp;hd=1&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il successo del video è espresso molto bene da questo twit di Avinash Kaushik che riprende una frase di The Sporting Blog:</p>
<p><a href="http://www.sportingnews.com/blog/the_sporting_blog/entry/view/54867/the_best_and_worst_super_bowl_commercials"><img class="aligncenter size-full wp-image-1724" title="Twit di Avinash" src="http://www.totale.it/wp-content/uploads/avinash.jpg" alt="" width="484" height="75" /></a></p>
<p>Ma Google ha fatto le cose in grande anche <strong>in Rete</strong>.</p>
<p>E qui urge una premessa importante: negli States gli spot del Superbowl sono <strong>parte integrante dello show</strong>. Molti telespettatori li aspettano e li considerano un <strong>evento nell&#8217;evento</strong>. Bastava vedere il traffico twitter di ieri notte per rendersene conto.<br />
Molti spot sono preparati da attività di PR, da rumors, da virali e persino da conferenze stampa.</p>
<p>Si è <a href="http://adage.com/superbowl10/article?article_id=141975" target="_blank">scomodato direttamente Eric Schmidt</a> che ha annunciato ieri che Google aveva in cantiere uno spot durante il terzo quarto della partita.</p>
<p>Tornando a Google, ha individuato e sfruttato direttamente l&#8217;interesse per gli spot anche nei giorni successivi all&#8217;evento.<br />
Prima di tutto ha garantito una <strong>pubblicazione in tempo reale dei video su Youtube</strong> con una presenza e un link in home page, in modo che chiunque potesse trovarli e vederli già durante la partita, pochi minuti dopo la messa <em>on air</em>.</p>
<p>E poi ha sfruttato la popolarità dei siti di rating delle pubblicità creando un proprio canale dentro Youtube &#8211; <a href="http://www.youtube.com/adblitz" target="_blank"><strong>Adblitz</strong></a><strong> </strong>- in cui vederli, votarli e condividerli sui propri Social Network.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.youtube.com/adblitz" target="_blank"><img class="size-full wp-image-1720 aligncenter" title="Adblitz, il canale Youtube dedicato alle pubblicità del Superbowl 2010" src="http://www.totale.it/wp-content/uploads/adblitz.jpg" alt="" width="500" height="343" /></a></p>
<p>E&#8217; definitivamente l&#8217;incontro fra la Rete e il &#8220;mondo reale&#8221; visto che questo palcoscenico è da sempre considerato l&#8217;arena dove combattono i big player dell&#8217;advertising mondiale, quello fatto di milioni di dollari e di Grp.</p>
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        }(document, "script", "facebook-jssdk"));</script>
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		</item>
		<item>
		<title>Forrester: meno budget complessivo ma speso meglio</title>
		<link>http://www.totale.it/forrester-meno-budget-complessivi-ma-spesi-meglio-1502.html</link>
		<comments>http://www.totale.it/forrester-meno-budget-complessivi-ma-spesi-meglio-1502.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 07:52:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nereo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[budget]]></category>
		<category><![CDATA[forecast]]></category>
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		<category><![CDATA[online marketing]]></category>
		<category><![CDATA[stime]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.totale.it/?p=1502</guid>
		<description><![CDATA[Forrester stima nel suo Forecast a 5 anni che nel 2014 l&#8217;advertising online peserà per il 21% del totale (in USA).
Ma la cosa più interessante che emerge è che il budget complessivamente investito andrà calando.
Il passaggio verso il digitale garantirà un maggior controllo ed efficacia e Forrester stessa sottolinea che si aspetta che servano meno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Forrester </strong>stima nel suo <a href="http://www.forrester.com/Research/Document/Excerpt/0,7211,47730,00.html" target="_blank">Forecast</a> a 5 anni che nel 2014 l&#8217;advertising online peserà per il <strong>21%</strong> del totale (in USA).</p>
<p>Ma la cosa più interessante che emerge è che<strong> il budget complessivamente investito andrà calando.<br />
</strong>Il passaggio verso il digitale garantirà un maggior controllo ed efficacia e <a href="http://blogs.forrester.com/marketing/2009/07/interactive-marketing-nears-55-billion-advertising-overall-declines.html" target="_blank">Forrester stessa sottolinea</a> che si aspetta che <strong>servano meno soldi per raggiungere i propri obiettivi </strong><strong>rispetto a prima</strong> quando si utilizzavano solo i mezzi tradizionali.</p>
<p>Come si vede bene nella suddivisione per canali (click per zoomare) il <strong>Search </strong>continuerà, almeno secondo queste stime, la sua crescita quantitativa nel mix digitale.</p>
<p><a href="http://www.totale.it/wp-content/uploads/6a00d8341c50bf53ef011570df8e04970c.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1503" title="Forecast di Forrester a 5 anni sugli investimenti online" src="http://www.totale.it/wp-content/uploads/6a00d8341c50bf53ef011570df8e04970c-300x225.jpg" alt="Forecast di Forrester a 5 anni sugli investimenti online" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>IAB Italia: le metriche per i Social Media</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 15:33:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nereo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblicità 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[iab]]></category>
		<category><![CDATA[metriche]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[standard]]></category>

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		<description><![CDATA[IAB Italia ha recepito e approvato anche per il nostro paese gli standard per le metriche di misurazione dei Social Media realizzate dallo User-Generated Content &#38; Social Media Committee di IAB US.
Le puoi scaricare qui, in italiano oppure qui    (pdf, 93k)

      
       [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>IAB Italia ha recepito e <strong>approvato </strong>anche per il nostro paese gli <strong>standard </strong>per le <strong>metriche di misurazione dei Social Media </strong>realizzate dallo <em>User-Generated Content &amp; Social Media Committee</em> di IAB US.</p>
<p>Le puoi scaricare <a href="http://www.totale.it/wp-content/uploads/iab_definizione_delle_metriche-_per_i_social_media.pdf" target="_blank">qui,<strong> in italiano</strong></a> oppure <a href="http://www.iab.it/fmknet/View.aspx?da_id=4957">qui </a> <img src='http://www.totale.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  (pdf, 93k)</p>
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		<title>Pressapochismo dei consulenti</title>
		<link>http://www.totale.it/pressapochismo-dei-consulenti-1324.html</link>
		<comments>http://www.totale.it/pressapochismo-dei-consulenti-1324.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 12:55:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nereo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri sparsi]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicità 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[agenzie pubblicitarie]]></category>
		<category><![CDATA[pressapochismo]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Una cara amica, appena terminata l&#8217;università, è stata assunta da un&#8217;agenzia pubblicitaria.
E&#8217; ai suoi primi giorni di lavoro e, sapendo che lavoro faccio, mi contatta via Skype e mi chiede cos&#8217;è il &#8220;web 2.0&#8243;.
Argh!
Mentre provo a spiegarle in due parole di cosa si tratta mi dice che è stata assunta per curare un importante progetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una cara amica, appena terminata l&#8217;università, è stata assunta da un&#8217;agenzia pubblicitaria.</p>
<p>E&#8217; ai suoi primi giorni di lavoro e, sapendo che lavoro faccio, mi contatta via Skype e mi chiede <strong>cos&#8217;è il &#8220;web 2.0&#8243;</strong>.</p>
<p>Argh!</p>
<p>Mentre provo a spiegarle in due parole di cosa si tratta mi dice che è stata assunta per curare un <strong>importante </strong><strong>progetto sui Social Network</strong> che l&#8217;agenzia deve portare avanti.</p>
<p>Andiamo bene&#8230; i clienti saranno indietro ma le agenzie pubblicitarie italiane pur di vendere un servizio &#8220;alla moda&#8221; si comportano con un <strong>pressapochismo </strong>scandaloso.</p>
<p>Credo che per assumerla le abbiano chiesto <strong>se usa Facebook</strong> e la risposta positiva sia bastata per eleggerla al ruolo.</p>
<p>Non ho approndito oltre. Non era il caso.</p>
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