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	<title>Totale&#124;il blog di Nereo Sciutto &#187; Pensieri sparsi</title>
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	<description>Questo non è (solo) un altro blog di Search Marketing.</description>
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		<title>Anche Google vittima del Far West delle PR digitali</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 13:45:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nereo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri sparsi]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicità 2.0]]></category>
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		<description><![CDATA[Premessa necessaria: la storia che sta scritta qua sotto l&#8217;ho buttata giù di getto, in pausa pranzo, in risposta alla querelle che sta attraversando Google per aver utilizzato agenzie che hanno violato palesemente le policy del motore di ricerca nel tentativo di promuovere il browser Chrome. Oggi Google si è auto-penalizzata, rispondendo al moto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5>Premessa necessaria: la storia che sta scritta qua sotto l&#8217;ho buttata giù di getto, in pausa pranzo, in risposta alla querelle che sta attraversando Google per aver utilizzato agenzie che hanno violato palesemente le policy del motore di ricerca nel tentativo di promuovere il browser Chrome. Oggi Google si è auto-penalizzata, rispondendo al moto di stizza di tanti operatori che si sono visti scandalizzati da un comportamento apparentemente ipocrita di Google.</h5>
<h5>Se non ne sai nulla puoi approfondire le principali puntate <a href="http://searchengineland.com/googles-jaw-dropping-sponsored-post-campaign-for-chrome-106348" target="_blank">qui</a> e <a href="http://searchengineland.com/google-chrome-page-will-have-pagerank-reduced-due-to-sponsored-posts-106551" target="_blank">qui</a> (in lingua inglese e in successione). Consiglio la fonte originale perché le varie reprise italiche non aggiungono niente,anzi.</h5>
<p><img class="size-medium wp-image-2028 alignright" style="margin: 15px;" title="Selvaggio West (reale)" src="http://www.totale.it/wp-content/uploads/wild_west-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></p>
<p>Io ho un parere molto netto sugli anni nei quali ci troviamo a vivere e lavorare: siamo nel mezzo (non certo alla fine) di un&#8217;espansione frenetica in terre nuove e sconosciute, dove le regole sono lasche (quando ci sono), i pionieri coraggiosi ma molto determinati ad avere successo in un ambiente nuovo che gli si apre davanti.</p>
<p>Ed è in questo <strong>Far West digitale</strong> che i primi arrivati occupano terreno, stabiliscono regole &#8211; per forza di cose effimere e partigiane &#8211; e rendono più arduo l&#8217;ingresso ai late comers.</p>
<p>E&#8217; il terreno dove i bisogni si risolvono in modi diretti, efficaci e spesso violenti. Dove esistono veri e propri omicidi digitali (qualcuno ha detto &#8220;Panda&#8221;?) e dove lo sceriffo ha mezzi rozzi e borderline per derimere le questioni. Dove il boss della cittadina spadroneggia tronfio fino al giorno (sempre troppo vicino) in cui verrà sostituito &#8211; a spallate &#8211; dal nuovo che avanza.</p>
<p>Una prateria dove c&#8217;è chi fa<strong> il lavoro sporco per il ricco possidente terriero vestito di bianco,</strong> che mangia alla tavola del suo ranch con posate d&#8217;argento e ceramiche bianche &#8230;mentre il cowboy è immerso nel fango per mantenere il bestiame, mandare avanti la fattoria o trasformarsi in sgherro che risolve le questioni con i nativi o i poveracci in modo burbero ma efficace.</p>
<p>E&#8217; un attimo che qualcuno risolva una questione sparando qualche colpo in aria o nel petto di un uomo. Ma il ricco possidente non vede e non sente, chiede che si eseguano le sue direttive e che il suo pranzo sia sempre servito in salotto, nella porcellana bianca, la domestica di colore col vestito stirato e i suoi stivali lucidi come se non avessero mai sfiorato la sabbia della prateria in vita loro.</p>
<p>E&#8217; qui che i manager delle grandi aziende organizzano le loro campagne e provano a integrare il medium digitale in strategie di marketing <strong>push</strong> &#8211; fatto di ordini, di imperativi e non sicuramente di ascolto &#8211; quando questo selvaggio west digitale è tutt&#8217;altro che imperativo.</p>
<p>E&#8217; qui che (anche) Google cade vittima delle agenzie di PR digitali. Agenzie che sono andate un po&#8217; più in là, verso ovest, e che hanno capito che se un cliente vuole ottenere successo sui Social Network e sui Motori di Ricerca è meglio eseguire &#8211; con i <strong>metodi duri di un cowboy pistolero</strong> da saloon &#8211; piuttosto che convincerlo che il sistema non è dei migliori.</p>
<p>Le agenzie si comportano così perché<strong> le regole non sono ancora conosciute, condivise e diffuse</strong>, le best practices arriveranno anni dopo la ferrovia a vapore. L&#8217;etica è agli antipodi rispetto a questo mondo di &#8220;farabutti&#8221;, dove il metodo più violento, diretto, duro è sempre quello che funziona. Almeno finché saremo nel selvaggio west. E ci rimarremo ancora per un pezzo.</p>
<p>Oggi le digital PR sono troppo spesso il braccio armato delle aziende sul web: fanno il lavoro sporco, al grido di &#8220;tanto è sempre stato così, i pubbli-redazionali sono sempre esistiti, che cosa credevi?&#8221;.</p>
<p>Sono sicuro che Google non sapesse niente di come sarebbe stato gestito in modo pratico il lavoro di promozione che ha richiesto per Chrome. <strong>Ha preteso risultati</strong>. E l&#8217;agenzia ha trovato un modo per darglieli. Google è ignaro &#8211; come lo sono le aziende che investono in Rete in modo epidermico &#8211; di cosa ci stia sotto. Domandano risultati. Senza se e senza ma come se si stesse parlando di carta stampata. Ma non è carta stampata.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-2029" style="margin: 15px;" title="sceriffo" src="http://www.totale.it/wp-content/uploads/sceriffo-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />Ma la Rete è sociale, è critica, è in qualche modo ispida, reattiva. La Rete parla, propaga le idee e le critiche. E&#8217; qualcosa di vivo che si muove sulla base di un ecosistema complesso, dove Google stesso è artefice di regole che non sono scolpite nella pietra ma che possono cambiare di giorno in giorno con il variare delle stagioni o anche solo il calar del sole.</p>
<p><strong>Google è un&#8217;azienda meravigliosa che sa fare molto bene gli strumenti ma non li usa direttamente.</strong><br />
Quanti sanno che<strong> le campagne SEM di Google sono appaltate all&#8217;esterno</strong> ad agenzie specializzate?<br />
Ti scandalizzi? No, non devi.</p>
<blockquote><p>Alla Ferrari non sono piloti. Saper progettare e costruire un motore o lavorare sull&#8217;aerodinamica  non richiede di essere un pilota. Per quello c&#8217;è il mercato: i piloti migliori per un&#8217;auto si assumono e si mettono alla guida delle proprie macchine.</p>
<p>Google ha gli strumenti ma chi li usa sono i piloti che trova in agenzia e quindi anche le campagne SEM, le ottimizzazioni di usabilità e di CRO con Website Optimizer e così via, sono tutte attività che acquista sul mercato dalle migliori professionalità. Dal miglior pilota. <strong>Perché Google fa motori, non scuole di guida sportiva</strong>.</p></blockquote>
<p>E così capita che pure il gigante di Mountain View inciampi in una campagna di promozione dove si sponsorizzano post <strong>pagando i blogger</strong>, dove si scrivono testi edulcorati per i motori di ricerca, dove si inseriscono link artificiosi, dove si fa qualcosa di palesemente vietato dalle loro stesse guidelines anti-spam.</p>
<p>Ma la colpa di Google, come quella di tutte le grandi aziende che chiedono risultati senza produrre da soli uno straccio di contenuto, è di vivere in un <strong>Selvaggio West digitale</strong> dove il lavoro sporco lo fanno i bulli e dove le poche agenzie che sanno dire di &#8220;no&#8221; lavorano con soddisfazione solo per le realtà più colte e lungimiranti.<br />
Aziende e manager che hanno capito &#8211; leggendo, studiando, cambiando le loro idee &#8211; che così non può andare avanti per sempre. Che è meglio convivere  in pace e armonia con le tribù locali piuttosto che <strong>corromperle con l&#8217;alcool</strong> perché non facciano rumore e abbassino la testa.</p>
<p>Siamo nel Far West digitale ma presto &#8211; o temo tardi &#8211; ne usciremo.</p>
<p>Per ora si sta bene nella riserva indiana, dove si prova a vivere in pace guardando dall&#8217;alto le sterminate praterie dove si combatte con regole vecchie in attesa che il progresso spazzi via tutto. Quassù sull&#8217;altopiano <strong>c&#8217;è posto per tutti</strong>. Però serve uno sforzo per voler cambiare e salire per il sentiero.<br />
Pensare che sia meglio <strong>appaltare</strong> a un&#8217;agenzia specializzata la gestione dei social network di un&#8217;azienda con un approccio &#8220;black box&#8221; (leggi: non voglio vedere come lavori, non collaboro se non pagandoti e poi voglio i risultati in output al processo) è come essere finito nelle sabbie mobili. Se ne può uscire ma occorre stare fermo &#8230;e pensare a una via d&#8217;uscita.</p>
<p>Hasta luego, Gringo.</p>
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		<title>Imported from Detroit</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 08:26:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nereo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri sparsi]]></category>
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		<description><![CDATA[This is the Motor City, this is what we do.
E&#8217; così che Eminem conclude lo spot da record di Chrysler durante il Super Bowl di domenica sera: 2 minuti (il più lungo di sempre al SB) e quasi 9 milioni di dollari di costo.
Emozionante. Davvero.

Sul resto e sul Super Bowl come laboratorio di sperimentazioni sui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>This is the Motor City, this is what we do.</p></blockquote>
<p>E&#8217; così che Eminem conclude lo spot da record di Chrysler durante il Super Bowl di domenica sera: 2 minuti (il più lungo di sempre al SB) e quasi 9 milioni di dollari di costo.</p>
<p>Emozionante. Davvero.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="500" height="311" src="http://www.youtube.com/embed/SKL254Y_jtc?rel=0&amp;hd=1" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Sul resto e sul Super Bowl come laboratorio di sperimentazioni sui fenomeni online-offline di massa provo a dedicare un post ad hoc: Twitter medium ufficiale, Foursquare con un evento planetario ecc. ecc.</p>
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		<title>Comunicazione di servizio</title>
		<link>http://www.totale.it/comunicazione-di-servizio-1834.html</link>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 08:08:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nereo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri sera ho riattivato il mio vecchio profilo Facebook.
L&#8217;ho fatto per non perdermi le conversazioni che si sviluppano (anche) lì dentro.
Non si può stare fuori da un social network che poi ti mancano dei pezzi  
Ho solo dovuto togliere un bel po&#8217; di polvere&#8230; le ultime attività erano del 2007 (!) quindi ritorno dopo tre anni di &#8220;assenza&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera ho riattivato il mio <a href="http://www.facebook.com/nereosciutto" target="_blank">vecchio profilo Facebook</a>.</p>
<p>L&#8217;ho fatto per non perdermi le conversazioni che si sviluppano (anche) lì dentro.<br />
Non si può stare fuori da un social network che poi ti mancano dei pezzi <img src='http://www.totale.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ho solo dovuto togliere un bel po&#8217; di polvere&#8230; le ultime attività erano del 2007 (!) quindi <em>ritorno dopo tre anni di &#8220;assenza&#8221; </em>(fa quasi specie scrivere una cosa così).</p>
<p>PS: mannaggia, non frequentavo FB quando c&#8217;è stata la corsa ai vanity url e diversi &#8220;nereo&#8221; sparsi per il mondo si sono presi tutto il prendibile.</p>
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		<title>Wheel of Marketing Misfortune</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 09:39:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nereo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri sparsi]]></category>
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Credits: David Armano

      
        
      
    
      
        Tweet
      
    
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7855449@N02/2780457082/in/set-72157606844282993/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-1822" title="wheel-of-marketing-misfortune" src="http://www.totale.it/wp-content/uploads/wheel-of-marketing-misfortune.jpg" alt="" width="497" height="500" /></a></p>
<p>Credits: <a href="http://darmano.typepad.com/" target="_blank">David Armano</a></p>
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		<title>Finti incentivi e miopia cronica</title>
		<link>http://www.totale.it/finti-incentivi-e-miopia-cronica-1798.html</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 10:12:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nereo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri sparsi]]></category>
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		<description><![CDATA[Sembrerebbe si siano sbloccati i teorici 800 milioni per lo sviluppo della banda larga nel nostro paese.
Però, come segnalato dai commentatori più attenti, dentro a quell&#8217;importo si trovano i finanziamenti per
«la realizzazione di una unità navale per il soccorso alle popolazioni colpite da calamità naturali», «per il sostegno del made in Italy» e per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sembrerebbe </strong>si siano sbloccati i <strong>teorici </strong>800 milioni per lo sviluppo della banda larga nel nostro paese.</p>
<p>Però, come segnalato dai <a href="http://www.corriere.it/economia/10_marzo_11/incentivi_bozza_fondo_7af1d3d6-2d26-11df-a00c-00144f02aabe.shtml" target="_blank">commentatori</a> <a href="http://www.mantellini.it/?p=7758" target="_blank">più attenti</a>, <strong>dentro </strong>a quell&#8217;importo si trovano i finanziamenti per</p>
<blockquote><p>«la realizzazione di una <strong>unità navale</strong> per il soccorso alle popolazioni colpite da calamità naturali», «per il <strong>sostegno del made in Italy</strong>» e per la prosecuzione di interventi per promuovere l&#8217;alta tecnologia.</p></blockquote>
<p>Sulle navi si stanno già sviluppando discussioni che ne evidenziano il lato <em>surreale </em>nel contesto in cui sono state piazzate.</p>
<p>Ma sullo <em>sviluppo del Made in Italy </em>un brivido mi è corso sulla schiena: <strong>che non sia il prossimo maga-finanziamento al carrozzone di Italia.it </strong>(oramai 3.0?).<br />
Tanto sarebbe come mungere da una bella carta prepagata da 800 milioni così sarà più difficile (da fuori) individuare i confini di spesa del progetto.</p>
<p>A tutto questo si aggiunge la necessità di un piccolo outing: <strong>sono dannatamente contrario agli incentivi pubblici ai settori industriali</strong>.</p>
<p>Lo ero già per gli incentivi all&#8217;auto e oggi mi ritrovo, sempre nel provvedimento del Governo, un incentivo per l&#8217;acquisto di <strong>motori per nautica da diporto</strong>!?!?</p>
<p>In generale &#8211; non è colpa di un ministro o di un sottosegretario ma dell&#8217;intera classe politica &#8211; ci si rivolge all&#8217;industria come settore portante della nostra economia senza capire che lo sviluppo dell&#8217;innovazione, della tecnologia e dei <strong>servizi </strong>è quello che ci può far crescere a tutti i livelli (anche industriali) e far fare un gradino importante al nostro Paese.</p>
<p>Perché nell&#8217;ultima partita di incentivi alle imprese si detassavano tutti gli investimenti in macchinari produttivi ma <strong>non </strong>in una cosa semplice (e utile) come i <strong>computer</strong>?</p>
<p>Perché non si investe, ad esempio e come suggeriva ieri <a href="http://www.assinform.it/" target="_blank">Assinform</a>, in <a href="http://punto-informatico.it/2830164/PI/News/assinform-rilancio-passa-dalla-rottamazione.aspx" target="_blank">incentivi per la <strong>rottamazione del software</strong></a> invece che delle auto?</p>
<p>Se siamo in crisi, che senso ha favorire un <strong>privato </strong>che riesce &#8211; nonostante la situazione &#8211; ad acquistare un&#8217;autovettura nuova fiammante?<br />
Che beneficio da al di là dei conti di Fiat e consorelle europee?</p>
<p><strong>Detassare la banda larga, il software, i server, gli investimenti in tecnologia e innovazione informatica</strong> è invece qualcosa di <strong>finalizzato </strong>alla produzione, alla crescita &#8211; anche di un <strong>Made in Italy di cervelli </strong>che ci sono e che al massimo possono comprarsi una macchina nuova o, peggio, un motore per la barca.</p>
<p>PS: la mia azienda è in piena (ricca) pianura padana, senza alcun impedimento geo-morfologico, di fronte a un villaggio industriale e quello che possiamo avere senza costi di impianto esagerati sono <strong>due ADSL che vanno a 2 Mbit/s di picco</strong> rallentando il lavoro di un&#8217;azienda che vive del collegamento alla Rete.<br />
Non ci sono i cavi. Le centraline sono inadeguate. Poche soluzioni se non pagare di tasca nostra &#8211; e costo pieno, senza incentivi &#8211; lo scavo per tirare una fibra di proprietà. <strong>Terzo mondo</strong>.</p>
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		<title>La sentenza Google &#8211; Vividown</title>
		<link>http://www.totale.it/la-sentenza-google-vividown-1764.html</link>
		<comments>http://www.totale.it/la-sentenza-google-vividown-1764.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 16:33:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nereo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri sparsi]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
		<category><![CDATA[sentenza]]></category>
		<category><![CDATA[vividown]]></category>

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		<description><![CDATA[Un pensiero sulla sentenza di condanna dei manager di Google emessa ieri.
I temi sono delicati e quindi spero di non essere frainteso. Io di mio ci metterò quanta più attenzione possibile.
L&#8217;articolo più sprezzante che ho letto è quello di Anna Masera su La Stampa che usa l&#8217;analogia della società Autostrade che non controlla la patente di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un pensiero sulla sentenza di condanna dei manager di Google emessa ieri.<br />
I temi sono delicati e quindi spero di non essere frainteso. Io di mio ci metterò quanta più attenzione possibile.</p>
<p>L&#8217;articolo più sprezzante che ho letto è <a href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=2&amp;ID_articolo=979&amp;ID_sezione=&amp;sezione=" target="_blank">quello di Anna Masera</a> su La Stampa che usa l&#8217;analogia della società Autostrade che non controlla la patente di chi ci entra e che quindi nessuno si sogna di interpellare se un minorenne si fa l&#8217;autosole alla guida di una fuoriserie.<br />
I toni in alcuni punti sono duri e sono quelli di chi ama la Rete e quello che rappresenta. La capisco, davvero.</p>
<p>Comunque non è questo il (mio) punto. Provo a fare un passo indietro.</p>
<p><strong>Ai ragazzi che hanno compiuto </strong>questi atti nei confronti di un ragazzo autistico, che hanno <strong>filmato </strong>deliberatamente tutto e <strong>deciso di pubblicare</strong> i video su Internet sono stati assegnati una decina di mesi di volontariato (immagino qualche ora alla settimana).</p>
<p>La bolla mediatica ci sta facendo dimenticare che<strong> i primi artefici &#8211; i colpevoli &#8211; </strong>di tutto questo sono loro.<br />
Che l&#8217;attacco deliberato e (permettimi i toni) <strong>orrendo </strong>l&#8217;anno compiuto loro e nei confronti di una persona indifesa.<br />
I compagni di classe guardavano e se ne sono fregati. Insegnanti e preside non mi risultano pervenuti.</p>
<p>Le famiglie degli studenti &#8230;bah <img src='http://www.totale.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /> </p>
<p>E in tutto questo, come fanno tre manager di Google a beccarsi una condanna a 6 mesi di carcere dopo una richiesta del PM di addirittura 1 anno? (che almeno non sconteranno)</p>
<p>Un amico <em>grillino </em>mi segnala questa <a href="http://www.beppegrillo.it/2010/02/bullismo_senza_privacy/index.html" target="_blank">chiosa dura ma efficace</a>:</p>
<blockquote><p>YouTube (Google Video, nota mia) ha reso pubblico un reato. Qualcuno è stato punito per quel reato? Si è punito chi ha rivelato uno spaccato delle scuole italiane e del bullismo da quattro soldi con genitori assenti o complici del comportamento dei loro figli. I dirigenti di <strong>Google</strong><strong> </strong>non solo sono innocenti, ma dovrebbero ricevere una medaglia.</p>
<h3>La sentenza è un monito: <strong>i disabili nelle scuole italiane si possono pestare, ma in incognito.<br />
E&#8217;, come chiunque può capire, un problema di privacy.</strong></h3>
</blockquote>
<p>Non entro nel merito della legge che potrebbe, come <a href="http://blog.quintarelli.it/blog/2009/02/non-mi-pare-cosi-ridicolo-il-processo-a-google-per-youtube-e-il-ragazzo-down.html" target="_blank">argomenta qualcuno</a>, essere realmente  applicabile &#8211; o <strong>interpretabile </strong>- in questo modo.<br />
Nel qual caso, aggiungerei io, sarebbe comunque lecito proporre di cambiarla visto che nulla è scolpito nella pietra.</p>
<p>In tutto questo stridono le <a href="http://www.agi.it/news/notizie/201002241801-cro-rt10262-google_associazione_vivi_soddisfatti_per_sentenza" target="_blank">affermazioni di <strong>grande soddisfazione</strong></a> dell&#8217;avvocato di Vivi Down, Guido Camera che si lancia a pensare che si tratti di &#8220;<em>una sentenza che potra&#8217; diventare un punto di riferimento per chi opera nel settore  delle nuove tecnologie e per chi deve legiferare</em>&#8216;&#8221;.  Peccato.</p>
<p>Va da se che la Rete non se la passa affatto bene in Italia, mannaggia <img src='http://www.totale.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Del diritto di esistere di una informazione</title>
		<link>http://www.totale.it/del-diritto-di-esistere-di-una-informazione-1738.html</link>
		<comments>http://www.totale.it/del-diritto-di-esistere-di-una-informazione-1738.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 14:15:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nereo</dc:creator>
				<category><![CDATA[motori di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri sparsi]]></category>
		<category><![CDATA[società digitale]]></category>
		<category><![CDATA[brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[cartesio]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[pasteris]]></category>
		<category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[robots]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutto parte da un post di Vittorio Pasteris intitolato &#8220;I furbetti della trasparenza e la manipolazione dei motori di ricerca&#8220;.
In estrema sintesi, diversi importanti siti pubblici (quasi tutti a dire il vero) hanno inserito una limitazione alla spiderizzazione di alcuni contenuti da parte dei motori di ricerca.
Si tratta principalmente delle informazioni sulla trasparenza amministrativa volute [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1755" style="margin-right: 15px;" title="Cartesio" src="http://www.totale.it/wp-content/uploads/Cartesio.jpg" alt="" width="187" height="313" />Tutto parte da un post di <strong>Vittorio Pasteris</strong> intitolato &#8220;<a href="http://www.pasteris.it/blog/2010/02/18/i-furbetti-della-trasparenza-e-la-manipolazione-dei-motori-di-ricerca/" target="_blank">I furbetti della trasparenza e la manipolazione dei motori di ricerca</a>&#8220;.</p>
<p>In estrema sintesi, diversi importanti siti pubblici (quasi tutti a dire il vero) hanno inserito una <strong>limitazione alla spiderizzazione</strong> di alcuni contenuti da parte dei motori di ricerca.</p>
<p>Si tratta principalmente delle informazioni sulla trasparenza amministrativa volute da Brunetta: curriculum dei manager pubblici e dei consulenti, stipendi, tassi di assenteismo ecc.</p>
<p>I file <em>Robots.txt</em> di questi siti contengono spesso linee di codice come queste:</p>
<pre>User-agent: *
Disallow:/operazionetrasparenza/</pre>
<p>che significano che agli spider dei motori di ricerca viene chiesto di non entrare dentro determinate cartelle del sito (il nome è auto-esplicativo) e quindi di non indicizzarne il contenuto.</p>
<p>Il dibattito scaturisce veemente, principalmente nei commenti.</p>
<p>Qualcuno segnala il caso dell&#8217;università di Torino che ne è un esempio lampante (e partono già gli strali verso la PA).<br />
Qui uno stralcio (accorciato negli Url per renderlo maggiormente comprensibile nella sostanza):</p>
<pre>User-agent: *</pre>
<pre>Disallow: /CV_retribuzione_dirigenti_Segreto.pdf
Disallow: /CV_retribuzione_dirigenti_Barreri.pdf
Disallow: /CV_retribuzione_dirigenti_Battistoni.pdf
Disallow: /CV_retribuzione_dirigenti_Belli.pdf
Disallow: /CV_retribuzione_dirigenti_Bolognesi.pdf
Disallow: /CV_retribuzione_dirigenti_Bordino.pdf
Disallow: /CV_retribuzione_dirigenti_Borio.pdf
Disallow: /CV_retribuzione_dirigenti_Bruno.pdf
Disallow: /CV_retribuzione_dirigenti_Cornaglia.pdf
Disallow: /CV_retribuzione_dirigenti_Garino.pdf
Disallow: /CV_retribuzione_dirigenti_Postiglione.pdf
Disallow: /CV_retribuzione_dirigenti_Sacca.pdf</pre>
<p>Qualcuno individua la causa di tutto ciò in una decisione del <strong>Garante per la Privacy</strong> che (siamo in Italia) ha obiettivi tutti suoi e a volte genera situazioni grottesche.</p>
<p>A me non interessa affatto chi abbia ragione e men che meno schierarmi.</p>
<p>Mi interessa condividere con te che tutto questo è una <strong>dimostrazione pratica</strong> di quelli che per anni <strong>sono sembrati discorsi filosofici</strong> di noi &#8220;addetti ai lavori&#8221;.</p>
<p>Quoto (e adatto) una parte del commento che ho lasciato sul post originale:</p>
<blockquote><p>Siamo tutti <strong>dipendenti dalla ricerca come mediatore</strong> <strong>e la sostituiamo</strong> – come si sta facendo in questo caso – <strong>al fatto stesso che le informazioni esistano</strong> (!).<br />
Una sorta di “sono su Google quindi esisto”. Il &#8220;<strong>Google ergo sum</strong>&#8221; che si usava per fare scena nelle presentazioni SEO 6/7 anni fa.</p>
<p>In realtà anche se le pagine sono fuori dall’indice di Google sono rintracciabili navigando sul sito.<br />
<strong>Quindi le informazioni ci sono, esistono e sarebbero raggiungibili.<br />
<span style="font-weight: normal;">Solo non sono indicizzate su Google e questo </span>porta all&#8217;assunto (semplicistico) che non esistano affatto!</strong></p>
<p>Non sto dando ragione a nessuno, solo vi spingo a una riflessione.</p>
<p>Per finire, una nota sul Garante.<br />
Che senso avrebbe disindicizzare i contenuti per una norma sulla privacy se poi sono comunque pubblicati sul sito?<br />
In altre parole: esiste solo <strong>una privacy su Google</strong> (visto che i contenuti sono comunque pubblicati)?<br />
Quindi <strong>anche il garante è caduto nell’errore comune di dare diritto di esistenza solo a quello che finisce su Google</strong>?</p></blockquote>
<p>La provocazione era necessaria.<br />
E&#8217; ovvio a tutti che togliere dagli indici dei motori un contenuto lo rende praticamente introvabile.</p>
<p>E&#8217; altrettanto ovvio che non possiamo demandare a Google come se niente fosse tutto questo potere &#8211; quello di <strong>determinare nei fatti l&#8217;esistenza o meno di una informazione</strong> anche se pubblicata in un sito &#8211; senza preoccuparci di quanto siamo <strong>incoscienti </strong>a farlo (perché non pensiamo, beninteso).</p>
<p>Vorrei quotare un paio di righe che <a href="http://www.totale.it/il-precariato-editoriale-e-la-responsabilita-sociale-nellera-di-google-50.html" target="_self">ho scritto <strong>tre </strong>anni fa</a> e che calzano come un guanto nel caso in oggetto:</p>
<blockquote><p>Google – come (oramai) <strong>unico</strong> veicolo di distribuzione del proprio (di chi scrive, nda) pensiero/idee/iniziative – non dovrebbe avere nei fatti una <strong>responsabilità sociale</strong> per il servizio che eroga <strong>non</strong> come impresa privata ma come vero e proprio <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ganglio" target="_blank">ganglio</a> dell’Internet planetaria?</p>
<p>La sua funzione <strong>insostituibile</strong> non dovrebbe essere vista per qualcosa che va oltre la mera autonomia imprenditoriale?</p>
<p>Ci stiamo accorgendo di <strong>quanto vale</strong> Google al di là di quello che ci dice il Nasdaq?</p></blockquote>
<p>Nel caso sollevato da Pasteris c&#8217;è quindi anche questo aspetto che andrebbe tenuto a mente.<br />
Non c&#8217;è una soluzione immediata e indolore.<br />
Ma almeno <strong>saperlo aiuta ad avere un&#8217;opinione </strong>e a non cadere nell&#8217;assunto che <em>così è e così dev&#8217;essere</em>.</p>
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		<title>Una scomoda verità sulle PR</title>
		<link>http://www.totale.it/una-scomoda-verita-sulle-pr-1731.html</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 15:12:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nereo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri sparsi]]></category>
		<category><![CDATA[comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[pr]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[Ok sia i contenuti che il video  

C&#8217;è dietro anche un progetto che parte dal sito e si dipana su blog e Twitter.

Letto su FF da valoriprimilab che riporta infoservi (così ricostruisco correttamente tutta la filiera)

      
        
      [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ok sia i contenuti che il video <img src='http://www.totale.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/icp_50IgaIs&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00&amp;hd=1&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="315" src="http://www.youtube.com/v/icp_50IgaIs&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00&amp;hd=1&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>C&#8217;è dietro anche un progetto che parte dal sito e si dipana su blog e Twitter.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://inconvenientprtruth.com/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-1732 aligncenter" title="An inconvenient PR truth" src="http://www.totale.it/wp-content/uploads/an-inconvenient-pr-truth.jpg" alt="" width="500" height="394" /></a></p>
<p><small>Letto su FF da <a href="http://valoriprimilab.blogspot.com/2010/02/una-scomoda-verita-sulle-pr.html" target="_blank">valoriprimilab</a> che riporta <a href="http://www.infoservi.it/contro-linquinamento-da-comunicato-stampa/3960" target="_blank">infoservi</a> (così ricostruisco correttamente tutta la filiera)</small></p>
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		<title>Il livello di un paese visto dai suoi servizi</title>
		<link>http://www.totale.it/il-livello-di-un-paese-visto-dai-suoi-servizi-1682.html</link>
		<comments>http://www.totale.it/il-livello-di-un-paese-visto-dai-suoi-servizi-1682.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 13:29:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nereo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri sparsi]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
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Da qualche giorno una consistente mole di disservizi al limite del grottesco mi sta facendo riflettere oltremisura sullo stato del nostro paese.
La bagarre è finora stata squisitamente politica e si è &#8211; almeno secondo me &#8211; fermata alla superficie del problema del perché l&#8217;Italia sia un paese che funziona così male.
In diversi casi, purtroppo, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1685" title="Trenitalia" src="http://www.totale.it/wp-content/uploads/trenitalia2.jpg" alt="" width="281" height="268" /></p>
<p>Da qualche giorno una consistente mole di disservizi al limite del grottesco mi sta facendo riflettere oltremisura sullo stato del nostro paese.</p>
<p>La bagarre è finora stata squisitamente politica e si è &#8211; almeno secondo me &#8211; fermata alla superficie del problema del perché l&#8217;Italia sia un paese che funziona così male.<br />
In diversi casi, purtroppo, il catalizzatore della protesta è stato quel politico o quell&#8217;altro per una serie di vicissitudini che hanno veramente <strong>poco impatto sulla vita di ognuno di noi</strong>.</p>
<p>La mia consapevolezza è che la politica alla quale si chiede insistentemente di risolvere &#8220;la crisi&#8221; e &#8211; con parole di politici e giornalisti &#8211; di occuparsi delle famiglie &#8220;che non arrivano alla fine del mese&#8221; possa fare molto ma solo liberalizzando il mercato, rimuovendo protezioni alle aziende parapubbliche o agli ex-monopolisti di Stato (che oggi più o meno lo sono ancora), introducendo strumenti veri per i cittadini (ma anche per le aziende) in grado di fare davvero paura a chi oggi fa il bello e il cattivo tempo.</p>
<p>In altre parole, favorendo <strong>l&#8217;efficienza </strong>che si potrebbe raggiungere se solo non si fosse italicamente rassegnati a vincoli, lacci e lacciuoli, impotenza contro le grandi aziende ecc. ecc. ecc.</p>
<p>Qualche esempio: <strong>Trenitalia </strong>che fa il bello e il cattivo tempo scegliendo i propri parametri di soddisfazione dei clienti o decidendo unilateralmente i minuti di ritardo oltre i quali avere un rimborso parziale (assurdo). Gli strumenti del diritto ci sarebbero ma sembra che non si riescano ad applicare anche perché lo Stato per forza di cose consente (e a volte favorisce) questi comportamenti da parte di alcuni.</p>
<p>Per quanto riguarda il parere di un frequently traveller della rete ferroviaria come sono io, se ritardo di 40 minuti l&#8217;arrivo a Milano e, di conseguenza devo perdere appuntamenti o rischedulare al volo un&#8217;agenda saltando la pausa pranzo oppure rientro a casa a notte tarda, a volte più di un&#8217;ora dopo il previsto &#8211; perdendo &#8220;<strong>tempo vita</strong>&#8221; prezioso che è quello che rimane dopo una giornata di lavoro fuori ufficio vorrei poter chiedere i danni morali ed economici a Trenitalia, non elemosinare un rimborso parziale.</p>
<p>A proposito, dato che come azienda abbiamo un accordo con Trenitalia che ci consente l&#8217;acquisto dei biglietti con fatturazione unica a fine mese <strong>non possiamo chiedere a Trenitalia alcun rimborso per i ritardi</strong>. Cioè, da diversi anni, non abbiamo potuto ottenere un euro come indennizzo conseguente a qualche centinaio di ore di ritardo che i treni hanno accumulato. Solo perché Trenitalia ha unilateralmente aggiunto questa limitazione ai suoi accordi e non ci si può fare niente.<br />
Letteralmente assurdo.</p>
<p>Analogo discorso è per <strong>Telecom Italia</strong> che per una sua presunta impossibilità tecnica ci fatturerà la HDSL dell&#8217;ufficio per un paio di mesi a consumo (!) e non flat con stima di 3/4.000 € di costi extra assurdi.</p>
<p>Idem per <strong>Fastweb </strong>che da due mesi mi deve traslocare ADSL e tutte le linee telefoniche dell&#8217;azienda in una zona stra-centrale e ancora non lo sta facendo. Dopo due mesi dalla richiesta. Ok la difficoltà data dalla rete che è spesso in mano all&#8217;azienda di cui sopra, ma se stai sul mercato e auto-dichiari di dare 30 giorni di lasso massimo di tempo nei tuoi SLA poi è un problema tuo rispettarli.</p>
<p><strong>Tim </strong>che da luglio 2009 non riesce ad attivare un servizio mail sul blackberry di un mio collaboratore perché perde i fax, mandati tutti da un Centro Tim, non dal mio modesto fax aziendale.</p>
<p>Arriviamo anche ad <strong>Alitalia</strong>? <img src='http://www.totale.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Bah, bah e ancora bah!</p>
<p>Questi problemi sono di tutti e chiunque li sperimenta. E ci fanno <strong>perdere tempo, energie e denaro</strong>. E ci rendono <strong>inutilmente meno competitivi</strong>.</p>
<p>Io la smetterei di condurre una battaglia politica contro quel politico o quell&#8217;altro e chiederei solo alla politica di dare a noi &#8211; persone e tessuto produttivo &#8211; gli strumenti per migliorare l&#8217;efficienza (senza intervenire troppo in modo diretto &#8220;a modo suo&#8221; che poi si fanno dei danni). Gabellando meno ma potenziando gli strumenti liberi di azione verso le società &#8211; principalmente pubbliche &#8211; che godono di privilegi medioevali.<br />
Una bella class action all&#8217;americana e non in salsa al pomodoro come sembra stia nascendo la nostra.</p>
<p>Quindi: meno normative assurde sulla privacy (che costano un botto e non servono a niente), decreti Pisanu e così via e molto più attenzione a colpire &#8211; duro &#8211; chi non rispetta ben altri macroscopici aspetti della nostra vita di tutti i giorni.</p>
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		<title>Nuovo anno e nuovo ufficio :-)</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 17:43:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nereo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri sparsi]]></category>
		<category><![CDATA[Vita di provincia]]></category>
		<category><![CDATA[nuova sede]]></category>
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		<description><![CDATA[Le vacanze servono per staccare dal lavoro e io l&#8217;ho fatto &#8230;ho staccato dalla routine e dal solito lavoro.
Ne ho fatto un altro: sano lavoro manuale, di spostamento scatoloni, di riorganizzazione degli spazi e delle duemila cose che mi porto appresso in ufficio (ma sono davvero tante!).
Da oggi sono di nuovo operativo, ho un pc [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le vacanze servono per staccare dal lavoro e io l&#8217;ho fatto &#8230;ho staccato dalla routine e dal <em>solito </em>lavoro.</p>
<p>Ne ho fatto un altro: sano lavoro manuale, di spostamento scatoloni, di riorganizzazione degli spazi e delle duemila cose che mi porto appresso in ufficio (ma sono davvero tante!).</p>
<p>Da oggi sono di nuovo operativo, ho un pc connesso in rete (wow!) anche se i telefoni ancora non vanno (un plauso a Fastweb per la scandalosa qualità di servizio) e un nuovo splendido ufficio nella <a href="http://www.webranking.it/rassegna/chiusura-natalizia-e-trasloco.html" target="_blank">sede</a> in cui ci siamo trasferiti sotto le feste.</p>
<p>La mia vista, prima che partisse la nevicata è questa qua sotto e io, lo confesso, sono contento come un bambino la mattina di Natale &#8230;anche se devo aspettare almeno giugno per potermi godere tutti i benefit che la location offre <img src='http://www.totale.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1678" title="Vista dall'ufficio" src="http://www.totale.it/wp-content/uploads/vista-ufficio.jpg" alt="" width="400" height="533" /></p>
<p>Beh, per qualche post di sostanza aspettiamo di passare l&#8217;Epifania&#8230; per ora lasciami godere del risultato di un po&#8217; di lavoro fisico come si faceva una volta <img src='http://www.totale.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>A presto e &#8211; soprattutto &#8211; auguri perché sia un 2010 di vere soddisfazioni. Non importa quali. E magari ci mettiamo anche in mezzo un qualche sogno realizzato.</p>
<p>Ciao!</p>
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