Beppe Grillo e l’inesistente censura di Google


Scritto il 29 dicembre 2008 alle 15:20 da Nereo  |   View blog reactions



Gregge transumante

Ho seguito un link al post di Beppe Grillo dove istiga le folle a una rivolta contro Google per l’applicazione di quella che chiama una “censura morbida” contro il suo blog.

Google sarebbe reo di non averlo incluso – volontariamente - nei suggerimenti di ricerca (NB: non dai risultati delle ricerche).

Chiunque faccia il mio lavoro sa che l’ipotesi che Google censuri volontariamente - a manina - un sito è francamente inverosimile.
Anzi, molto spesso è stato vero il contrario: si è cercato di chiedere a Google di intervenire per censurare quello che l’algoritmo forniva come risultato, basti pensare ai casi di Google Bombing perpetrati contro l’amministrazione Bush per arrivare al più recente caso del triste portale turistico nazionale italiano. 

Una nota importante: sul potere di Google di influenzare il diritto all’espressione e sulla responsabilità sociale che nei fatti ha ho scritto un anno e mezzo fa.
Ti consiglio di leggere i discorsi che ho abbozzato perché sono convintissimo che siano anche oggi estremamente attuali e irrisolti

Comunque, non è questo il caso!

Prima di tutto perché si parla solo dei suggerimenti per le ricerche che non contano nulla. Il sito è ben presente fra i risultati e non c’è stata nessuna censura, neanche morbida. 
E’ un algoritmo che fornisce un “gadget” alla nostra esperienza di ricerca, niente di più. 

Quindi non ha senso trarre conclusioni affrettate e poco informate e invitare tutti a scrivere a Google, a non usare più il motore ecc. ecc. 

Io non leggo il blog di Beppe Grillo per normale disinteresse (non è quindi una valutazione di merito) ma questa capatina mi ha aiutato a formarmi un’idea più chiara.

PS: Se avessi un figlio piccolo penserei se aggiungere www.beppegrillo.it alla black list dei siti irraggiungibili. Toni e contenuti dei commenti sono spesso un po’ troppo strong ;-)

Volendo sdrammatizzare, ho provato un brivido freddo lungo la schiena quando ho letto quello in cui si consiglia di usare Altavista come motore predefinito al posto di Google  :-)  



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Postato il 29 dicembre 2008 alle 15:20 all'interno della categoria Pensieri sparsi.
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  • Pingback: Google non ha paura di Beppe Grillo, semmai lo staff di Grillo non conosce il W3C | Alessandro Ronchi

  • Antonio

    Fatto sta che dopo le segnalazioni a google “miracolosamente” beppe grillo ora appare nei suggerimenti. Sapevo che gli algoritmi di google erano molto intelligenti, ma qui si esagera!

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  • marione pillone

    La censura a mio parere c’è stata… a differenza di quello che dici google censura con abitudine senza neanche troppe insistenze…

    lo ha dimostrato anche con youtube diverse volte

    esistono siti in cui si può verificare una eventuale censura proprio a dimostrazione che il fenomeno esiste ed è anche abbastanza abituale

    http://homer.informatics.indiana.edu/censearchip/

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  • http://www.umanamenteidiota.com/index/ UMI

    Bhe visto che sei un esperto approfitto, puoi spiegare come mai nelle versioni USA ed altre Grillo era “ben suggerito” mentre in Google Italia no, e magari spiegare come mai oggi come per magia compare nei suggerimenti? Perché altrimenti Grillo sembra un personaggio negli USA e sconosciuto in Italia a quanto pare, ma che io sappia Grillo negli USA e famoso quanto lo sono io … e dubito fortemente sia stato oggetto di ricerche da parte degli americani … Grazie.

    Sicuro che Google a “manina” non faccia nulla?

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  • Claudio

    Eh… il fatto che il blog più importante d’Italia inciti a boicottare google, non potrebbe non spaventare società di marketing che al 70% si basano sul funzionamento di google stesso.
    Da qui bisognerebbe far scaturire altre riflessioni sull’eccessiva dipendenza di società marketing in tutto il mondo nei confronti delle decisioni di società multinazionali americane come, appunto, google.

    PS: I suggerimenti della ricerca, come su youtube o yahoo o altri motori di ricerca, influenzano eccome le ricerche. Nel caso di google, in particolare, appare evidente il collegamento tra il nuovo servizio di suggerimenti per la ricerca e la possibilità di indirizzare le ricerche lì dove più clienti hanno acquistato campagne pubblicitarie (adwords) in corrispondenza di determinate keyword…
    Insomma, google lavora per se stessa, non per noi. Come possiamo premunirci?

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  • http://www.totale.it/ Nereo

    Innanzitutto grazie per i vostri commenti che mi aiutano a fare ulteriore chiarezza su un terreno molto fumoso per chi non è addetto ai lavori.

    @UMI
    C’è un equivoco alla base di tutto: non esiste un motore “Google Italia” che si differenzia nel suo funzionamento da Google US. Il motore è uno solo – centralizzato – e la sede italiana è quasi esclusivamente commerciale o addetta al supporto sulle campagne in Keyword Advertising.
    Questo per dirti che l’algoritmo alla base della funzione che hai elencato è unico e si declina (sempre a livello centrale) sulle diverse lingue/country.

    Se c’è un errore di qualche tipo è facile che funzioni male su un paese/lingua, è usuale anche per le funzioni di ricerca ma nessuno inneggia alla censura.

    Calzolari un anno fa ha bucato il Google Zeitgeist ma nessuno si è attentato a dire che Google abbia fatto un favoritismo nei suoi confronti. E’ un algoritmo e a volte funziona male o viene addirittura fregato come in questo caso.
    Non c’è un regime e men che meno per togliere un brandello di visibilità a un blog.

    @Claudio
    Qua sbagli: noi ci basiamo in larga parte sul non funzionamento di Google o su quello che non viene percepito come funzionamento corretto.
    Se Grillo avesse avuto un problema di visibilità nei risultati organici di Google (quello che si risolve con attività di SEO) avrebbe chiamato uno di noi a risolverglieli.

    Quello che gli contesto in questo caso è che invece si è comportato come fanno i politici italiani di fronte a cose che non conoscono (la Rete in primis): ha tratto congetture affrettate, non documentate, faziose e quindi naturalmente sbagliate. E così ha attirato attenzione facendo solo rumore e si è fatto risolvere il problema “all’italiana” perché ho il dubbio che la correzione sia stata fatta a mano dopo la prima mail ricevuta.

    Poi, francamente, non puoi venire a dire a me che come società di marketing dipendo da Google quando tutti voi – BG compreso! – vi scaldate così tanto quando Google non vi da quello che vi aspettate anche se non sarebbe tenuto a farlo (non è un servizio pubblico).

    E poi veniamo al PS :-)
    Qua proprio non ci siamo.
    Dire che chi digita “beppe gr…” sia da influenzare per andare sul blog di Beppe Grillo grazie ai suggerimenti è sbagliato: dove credi voglia andare?

    E’ ben diverso influenzare chi cerca parole generiche tipo “cartello bancario” ad andare sul suo sito a informarsi piuttosto che su un altro. Ma questo con il Google Suggest non si fa.

    Nota benissimo: per me è una fesseria parlare di censura in questo caso perché non è successo niente. Diverso sarebbe stato un banning completo dai risultati. Questo si che avrebbe fatto male.

    Pensa che ci sono aziende come la BMW o la Lavazza (per fare due nomi su tutti) che sono state bannate per comportamenti scorretti nel tentativo di aumentare il proprio ranking – e nessuno di loro ha inneggiato alla censura.

    Si sono chieste perché e hanno risolto i loro problemi per poi rientrare fra i risultati.

    Spero di essere stato di aiuto per fare chiarezza.

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  • http://www.totale.it/ Nereo

    @Marione Pillone
    Innanzitutto sorry ma il tuo commento era stato infilato in coda di moderazione per via del link.

    Veniamo ai contenuti: Google non censura quello che passa su YouTube perché le va di farlo. Ci sono norme di controllo redazionale fortissime visto che non appena passa qualcosa che non dovrebbe ci sono addirittura interi Governi oppure “semplici” magistrati o associazioni che citano YT per i danni che causa.

    E poi stiamo diventando paranoici. Google non ha censurato il blog di BG!

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  • Claudio

    Nereo… grazie per la tua replica.
    Vorrei però insistere sul concetto generico che se stai cercando un’auto, apri google e cerchi “auto ” e lui ti suggerisce “auto nuove” “auto usate”, “auto km 0″, “auto in leasing”… magari in quel momento ti viene in mente l’opzione km0 o leasing che prima non avevi in mente. Insomma, il suggerimento è un vero e proprio suggerimento, non è solo un aiuto per scrivere prima la keyword che avevi già in mente.

    Per il resto, appare ovvio che la questione “beppe grillo” si sia trattato di un problema tecnico, a poche settimane dall’introduzione di questo nuovo strumento. Comunque, sì, molte sparate del Grillo vanno ampiamente fuori bersaglio, purtroppo.

    ps: a scanso di equivoci… la mia società vive di SEO, è fornitrice della vostra ed io ho conosciuto questo blog per puro caso tramite… il blog di beppe grillo!

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  • http://iahfaoi iasdajs

    ma vai a prenderla in culo

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  • http://www.totale.it/ Nereo

    @caratteriacasosullatastiera (iasdajs)

    Grazie anche del tuo commento che non rimuovo (per ora) perché può dare a tutti quelli che ti leggeranno l’idea del tono della discussione che si può avere con alcuni invasati che bazzicano certi ambienti.

    Complimenti, bel seguito che ti ritrovi Beppe :-)

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  • http://www.totale.it/ Nereo

    @Claudio
    Sul tuo esempio automotive non ci piove, è corretto.
    Sulla ricerca in oggetto però “beppe g…” è però inapplicabile e su questo converrai con me che l’effetto sugli accessi è piuttosto irrilevante.

    PS: sulle altre sparate di Grillo non metto becco… come ho scritto nel post io non lo seguo e non ho idea delle sue battaglie se non per quello che leggo sui giornali (sì, io ancora li leggo ogni tanto).
    E’ che stavolta è arrivato nel mio (ops, nostro) campo e un po’ mi rode che si monti un caso senza avere elementi su cui ragionare.

    E’ uno squisito problema di ignoranza: un politico non deve legiferare a caso e in modo non informato sulla rete come Beppe Grillo dovrebbe stare attento a come si schiera senza sapere come funziona Google.

    PS: anche la sua agenzia di consulenza (quella che gli gestisce il blog, scrive i post, segue la moderazione e parte – sembra a detta di alcuni – dell’organizzazione off line) dovrebbe stare più attenta oppure passa anch’essa per disinformata.

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  • http://www.umanamenteidiota.com/index/ UMI

    @Nereo grazie per il tuo tempo, per Google Italia non intendevo il motore ma appunto la versione e dato che il motore è uno qualcosa non torna comunque, e questo è dovuto essenzialmente al fatto che i suggerimenti sono presenti in tutte le altre versioni localizzate di Google e non in quella italiana, in ogni caso errore tecnico o censura che sia è solo il mio punto di vista, anche se delle due ipotesi preferisco quello tecnico ovviamente.

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  • http://www.panzallaria.com Panzallaria

    Mi è piaciuto molto questo articolo e le considerazioni nei commenti: sono assolutamente d’accordo che diventa pericolosissimo parlare di cose che si conoscono poco (e che la maggioranza di coloro che ti dà credito conosce poco) propinandole come certezze: un uso italico molto tipico, soprattutto quando si tratta di Internet (ci lavoro anche io anche se più lato contenuti e progettazione e ho assistito a leggende metropolitane che si diffondevano come piaghe tanto da diventare molto più verosimili del parere degli esperti).

    Grillo a mio avviso rischia di cadere spesso in questo giochino (e non solo per questioni legate a Internet) e far scadere anche problemi seri (è lodevole che qualcuno li tiri fuori!) in qualunquismo da stadio.
    La censura esiste eccome ma non credo sia quella che fa google. Per quanto riguarda i suggerimenti alla scelta mi sembra un falso problema: se ci pensiamo bene (e ne ha scritto a suo tempo anche il grande e scomparso Franco Carlini) operiamo una selezione unidirezionale anche quando inseriamo una lista di blog nel reader e leggiamo sempre quelli: un insieme di letture che ci assomiglia e che certifica idee pregresse senza aprirci realmente al nuovo.
    insomma: è chiaro che suggerimenti e modelli influenzano costantemente e in tutti i settori la nostra vita, sta a noi rimanere un po’ in allerta e cercare di andare sempre al fondo delle cose per più strade: antidoto al qualunquismo da stadio che non fa certo bene al nostro povero Paese!
    complimenti per il blog, conosciuto oggi, mi sono letta gli ultimi 10 post tutti d’un fiato ;-)
    buon anno
    panzallaria – francesca

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  • http://www.totale.it/ Nereo

    @Francesca
    Caspita, grazie :-)

    Apprezzo molto le considerazioni più che condivisibili sulla sclerotizzazione delle idee dovuta anche alla scarsa contaminazione alla quale molte persone si sottopongono, riascoltando alla nausea solo i pareri del loro gruppo di pensiero.

    Grazie per l’attenzione che mi hai dato e mille auguri anche a te!

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  • http://www.myweb20.it postoditacco

    Articolo interessante e ben sviscerato nei commenti.
    Non mi sento di aggiungere niente visto che è già stato detto tutto in modo chiaro, preciso e condivisibile, quindi non mi resta che lasciare i miei auguri di Buon 2009.
    Roberto

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  • http://alienopercaso.blogspot.com alienoXcaso

    Mah… come si dice a Napoli: “A’ cervella è na’ sfoglia ‘e cipolla!”

    Penso che la dichiarazione del Beppe nazionale sia frutto di inesperienza ed ignoranza delle meccaniche del web. Se Google, che è IL motore di ricerca e non UN, facesse censura…penso che potremmo essere al tracollo sociale!

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  • Pingback: Crisi dei giornali Vs crisi dell’informazione - IMlog

  • http://www.davidevalerio.it/blog Davide

    ciao, ho scritto un po’ di tempo fa sul mio blog di questo argomento, mi è spesso capitato di storcere il naso rispetto ai risultati delle ricerche su google, qui magari ti vorrei citare (un po’ OT, ma non troppo) i risultati di ricerche in google news.

    (premetto che i seguenti esempi li propongo inevitabilmente ripetto le mie passate ricerche, non per altro… capirete leggendo)

    il primo esempio che ti faccio riguarda la condanna di letizia moratti come sindaco di milano alla corte dei conti. il giorno della condanna cerco “letizia moratti” su google news italia e mi compaiono vari articoli su sue dichiarazioni su svariati argomenti, ma nulla sulla condanna, di certo di rilevanza pubblica. Ho dovuto cercare “letizia moratti corte dei conti” per visualizzare in elenco gli articoli a riguardo… ma come per “beppe gr” ormai, cito, “si sa dove voglio arrivare”, anche per la condanna se non avessi digitato corte dei conti non ne avrei saputo nulla.

    l’altro esempio è quello più recente della condanna di mills. Google news riporta in prima pagina un articolo che parla della sentenza, ma l’articolo è della testata Il giornale, di silvio berlusconi.. ora, sarò fazioso, sarò quello che vuoi, ma tra tute le testate on line google mi rimanda all’articolo redatto da il giornale?

    google mette mano ai risultati, certo, e per sua stessa ammissione (ci siamo scordati della vicenda della cina, che aveva fatto togliere qualsisasi riferimento al dalai lama su google cina images? -oggi rimesse al loro posto-)

    una volta appurato che i risultati sono modificabili (dire che “è un algoritmo e che non può essere alterato” è di un’ingenuità sconcertante) viene da se ricordare che il sito di beppe grillo è il blog in lingua italiana più letto al mondo (http://www.wmtools.com/news/posizionamento-motori/il-blog-di-beppe-grillo-e-il-migliore-al-mondo), che sia apprezzato o no, come è possibile che non era suggerito da google italia (e da google usa si) e che dopo la notizia è miracolosamente apparso?

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