Alitalia dei miei stivali
La settimana prossima devo andare a Roma e per questioni di tempo (che non ho) devo prendere per forza l’aereo.
Purtroppo tutte le rotte da Parma o da Bologna per Roma sono in appannaggio esclusivo ad Alitalia.
E allora? Allora l’ho dovuto fare: ho dovuto prenotare con Alitalia (!) ![]()
Ok, ho fatto outing ma mi tocca anche arrivarci a Roma (e semmai tornare).
Intanto ieri prenoto e oggi il Sole 24 Ore mi mette in copertina che Alitalia inizierà a cancellare fino a 500 voli 250 voli al giorno su 600 complessivi (non per scioperi ma per questioni gestionali sembra per ecesso di personale in malattia e altre resistenze) e io provo a chiamare il call centre della compagnia per sentire se sanno qualcosa del mio volo.
Decidono loro e sapranno bene quali stanno volontariamente facendo fuori…
E invece no: ho sommato ore di attesa infruttuosa, con una musica agghiacciante di sottofondo (pure distorta) e non ho ottenuto uno straccio di risposta. Niente di niente. Nessuno risponde al telefono.
<sfogo ON>
Non l’abbiamo voluta lasciar fallire e abbiamo tenuto su il carrozzone con gli stuzzicadenti.
Ma uno straccio di risposta dal call centre? O una segnalazione sul sito che mi dica che il volo esiste o meno?
E tutti questi dipendenti che abbiamo mantenuto cosa stanno facendo?
Alitalia o CAI che sia, nessuno risponde.
Non era meglio per noi comuni mortali che devono usare l’aereo per necessità tutto l’anno far fallire Alitalia, liberare le rotte e rimetterle sul mercato?
Beh, in Italia ce ne infischiamo di liberalizzare un settore e generare un po’ di concorrenza sul servizio e sui prezzi. No, ci sta bene così: servizio monopolista, scadente e senza garanzie.
Per l’ennesima volta, siamo un paese di patacca
<sfogo OFF>

Pingback: Alitalia dei miei stivali | Voloblog
Pingback: Evento Sempo a Roma + Aperitivo